Andalusia: da Malaga a Granada in auto – Giorno 1
Ore 6:40 La sveglia suona, ed ancora mezzi addormentati ci vestiamo e carichiamo le nostre valigie in macchina…Mia sorella ci accompagna all’Aeroporto Marco Polo di Venezia, dove alle ore 9.30 il nostro volo Ryanair parte per l’Andalusia, e atterra a Malaga. Dopo aver passato i controlli raggiungiamo il nostro gate e nella sala d’aspetto attendiamo l’imbarco. Presto la gente comincia a mettersi in coda, e anche se manca ancora un po’ all’imbarco, lasciamo la nostra comoda sedia per unirci alla fila, così da entrare in aereo tra i primi. Un po’ annoiata decido di salire al negozio di giornali per trovare qualcosa con cui intrattenermi nel corso del viaggio, così lascio Raffa da solo in fila e mi dirigo al piano superiore…dopo qualche minuto rinuncio all’acquisto e torno dal mio compagno di viaggi che era già in apprensione perchè le hostess stavano cominciando ad imbarcare i passeggeri e non mi vedeva all’orizzonte.
Ore 13:15 Con un po’ di ritardo il nostro volo atterra all’aeroporto di Malaga. Il volo è andato bene: siamo riusciti a scampare da un bambino che non ha fatto altro che piangere dal momento in cui ha messo piede nella sala di attesa del gate, e ad un pilota probabilmente alle prime armi…
Una volta ritirata la valigia che abbiamo imbarcato, ci dirigiamo verso lo sportello Auriga Crown per ritirare l’auto che avevamo riservato on-line tramite E-noleggio auto.
Dopo un bel po’ di attesa in fila arriva quasi il nostro turno e la nostra attenzione viene catturata dal cartello che dice di preparare le carte della prenotazione e il passaporto…Ci guardiamo intorno e vediamo che tutti quelli che ci circondano sono in possesso di passaporto, mentre noi abbiamo solo le nostre semplici carte d’identità….Oh mio dio!! Il panico ci assale, iniziamo a sudare freddo e mille domande ci colpiscono: “E se non ci consegnano l’auto perchè non abbiamo il passaporto?” “Come facciamo a partire per il tour?” “E a prendere il volo di ritorno?”
Dopo attimi di puro panico arriva il nostro turno e il gentile commesso ci rassicura e ci consegna le chiavi dell’auto, che prendiamo con un bel sospiro di sollievo.
Ore 14:30 Ci rechiamo al parcheggio per ritirare la nostra auto…una bellissima Toyota Yaris rossa fiammante!
Un po’ titubanti (anche perchè il telefono di Raffa improvvisato a navigatore non prendeva il segnale) usciamo dall’aeroporto e ci dirigiamo verso l’ignoto. Nella periferia di Malaga incontriamo un Burger King, ed affamati (e pessimisti sulle nostre capacità di trovare in breve un altro posto in cui mangiare) ci fermiamo per un panino al volo e dopo pranzo ripartiamo e raggiungiamo il centro di Malaga dove parcheggiamo e facciamo una passeggiata a piedi.
Ci dirigiamo verso la collina del Castillo del Gibralfaro dalla cui cima si vede il panorama della città ed il mare. Attraversiamo i Jardines Alcalde Pedro Ruiz Alonso, situati davanti al palazzo municipale, e da qui iniziamo la nostra salita… Ci sono molti percorsi che conducono alla cima, e noi ci lasciamo guidare dal caso, cercando l’ombra, anche tra i sentieri più stretti e ripidi.
I sentierini più piccoli non sono molto raccomandabili, ci sono strani brutti ceffi. Ho anche avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con un tizio che si era nascosto dietro una siepe a far pipì!
Percorriamo stradine mal tenute, con spazzatura e bottiglie rotte ad ogni angolo: forse è uno dei posti preferiti per far baldoria? In ogni caso vista la situazione di sporcizia, la sera precedente lì devono essersi divertiti parecchio…
Raggiungiamo un punto panoramico con splendida vista sulla città e sul mare, e stanchi e accaldati decidiamo di terminare lì la nostra scalata preferendo fare un salto al mare.
Scesi dalla collina sotto il caldo sole, ci dirigiamo alla spiaggia della “Malagueta”dove ci concediamo un po’ di relax all’ombra prima di partire.
Ore 18:00 Partiamo da Malaga con la nostra automobile rossa fiammante e percorriamo un tratto di strada costiera in direzione Costa del Sol, entrando ed uscendo dai vari paesini di mare dell’Andalusia. Ma stanchi della strada noiosa e un po’ rallentata decidiamo di proseguire in autostrada.
Vuoi per incomprensioni con il navigatore (che fa sempre un po’ di testa sua), vuoi per difficoltà nel leggere la cartina, all’autostrada non ci siamo mai arrivati, ma abbiamo avuto così la possibilità di percorrere le belle strade tra le montagne e colline dell’Andalusia, punteggiate da ulivi e alternati da campi di grano già raccolto.
Il panorama è talmente bello, e reso ancora più suggestivo dal colore caldo del sole al tramonto, che ci siamo fermati più e più volte per scattare foto.
Degno di nota è sicuramente un piccolo paesino tra le montagne dell’Andalusia, Alhama de Granada: una città termale arroccata su una collina, dove la vita sembra essersi fermata a 50 anni fa.
Essendo già tardi (è da oltre 2 ore che siamo per strada tra km macinati e soste per scattare foto) che ci imponiamo uno “stop alle soste” e ci dirigiamo diretti verso Granada.
Ore 21:00 Arriviamo all’Hotel Presidente, piccolo hotel economico senza grandi pretese… Facciamo check in ed entriamo in possesso della nostra camera/bunker: anche carina lei, ma purtroppo emanante un fortissimo odore di muffa… C’è poco da sorprendersi visto che le finestre danno su una specie di corte interna larga 3 x 3 metri e dalla quale non arriva mai né un raggio di sole né un filo d’aria… Ma noi siamo giovani e per i nostri 20 € a notte con colazione ci adattiamo a tutto (facciamo comunque foto della camera da pubblicare su Tripadvisor al nostro ritorno per denunciare la situazione).
Dopo una doccia rigenerante usciamo per la cena seguendo le indicazioni che ci ha dato la signorina alla reception.
Ci rechiamo verso Calle Navas, vicino alla Piazza del Carmen, una via di locali che servono tapas e dove ci fermiamo per cenare con un assaggio di 8 diversi tipi di tapas. Dopo le prime figuracce dovute alla nostra scarsa padronanza della lingua spagnola torniamo verso l’albergo un po’ infreddoliti dal fresco vento granadino (che non ci aspettavamo proprio).
Tornati alla nostra tana che profuma di muschi e licheni ce ne andiamo a dormire con un bellissimo ricordo di questo primo giorno di viaggio.
Prosegui il racconto, e leggi il Diario del Secondo giorno in Andalusia La magica Alhambra, Granada – Giorno 2


























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