Alte Hütte cucina friulana vicino alle piste da sci

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Castelli Aperti in Friuli Venezia Giulia… Ma vi pare che non partecipo??

Sono entusiasta! Arriva la primavera e nel territorio sbocciano un sacco di eventi ai quali sento che DEVO partecipare! Ciò che ha attirato la mia attenzione e che mi coinvolgerà questo weekend Voglio saperne di più! »

Un angolo di Giordania in Friuli

Sono capitata in questo ristorante per caso, cercando un posto alternativo dove cenare un sabato sera nei pressi di Pordenone. Già telefonando per prenotare si intuisce che non è il solito locale. Voglio saperne di più! »

Ristorante giapponese Osaka a Porcia

Finalmente dopo tanto tempo ho potuto gustare nuovamente il sushi! E non sono dovuta andare nemmeno troppo lontano per mangiarlo. A Porcia, in provincia di Pordenone c’è un rinomato ristorante giapponese della Voglio saperne di più! »

Palmanova, città fortezza a forma di stella

Meno di 30 minuti di autostrada è la distanza tra casa mia e Palmanova, eppure non l’avevo mai visitata prima, mi sono sempre detta “ci vado questo weekend” oppure “ci vado il Voglio saperne di più! »

 

Ronda città sospesa dell’Andalusia – Giorno 3

A Ronda l'antico ponte romanico sospeso su un'alta gola

Ore 9:00 La sveglia suona, e dopo una sostanziosa colazione nella sala dell’hotel, paghiamo il conto dell’albergo e saliamo sul nostro bolide rosso in direzione Ronda.

Dopo un paio di ore che sfrecciamo tra le colline ventose tra olivi e parchi eolici, raggiungiamo la nostra meta e in poco tempo troviamo un parcheggio sicuro dove lasciare l’auto con i nostri bagagli. Infatti prima di partire abbiamo trovato un sacco di informazioni in internet, a proposito della facilità di subire furti in Spagna, quindi eravamo un po’ preoccupati, per fortuna nel corso della settimana è sempre andato tutto per il meglio.

Risaliamo la città nuova passando vicino all’Arena dei tori, che, secondo la nostra guida, è quella in cui è nata la corrida. Raggiungiamo una delle vie più trafficate dai turisti e la percorriamo per tutta la sua lunghezza. A questo punto mi viene il pallino che a tutti i costi voglio comprare un cappello di paglia, così entriamo praticamente in tutti i negozi che potrebbero venderne…ma non riesco a trovare nulla di mio gusto, e che sia a portata di portafoglio.

Giunti al termine della via, che è in salita e alla cui estremità c’è la stazione degli autobus di Ronda, decidiamo di tornare indietro e di dirigerci verso il grande ponte romano sulla gola, che è l’elemento che rende la città tanto famosa.

In una piccola stradina ci imbattiamo in un piccolo bar con tavolini all’esterno, e ci fermiamo per mangiare e bere (birra + toast a 3€).
Mentre mi guardo attorno per cercare di stampare indelebilmente nella mia memoria ogni bell’angolo e particolare di questo viaggio, mi accorgo che proprio accanto al bar c’è il negozio di un calzolaio che vende anche bastoni e cappelli: è il destino che mi ha voluto portare lì! In realtà ho provato il cappello solo per curiosità, ma quando ho visto che costava solo 6 € non ho potuto resistere e l’ho acquistato…così soddisfattissima riparto con Raffa in direzione ponte.

El puente nuevo è veramente particolare: altissimo, e sotto di esso passa un torrentello. Il ponte unisce la città nuova (nella quale ci troviamo), con quella vecchia (nella quale ora ci addentriamo). Sostiamo un po’ nei pressi del ponte ammirandone l’altezza, e seguiamo la passeggiata panoramica che ci permette anche di godere di una bellissima vista sulla campagna circostante. E’ davvero bello guardare le colline intorno e le piccole stradine che si inerpicano a tornanti tra le montagne…

Dopo le foto di rito torniamo indietro e, sotto il sole cocente, ci dirigiamo verso la città vecchia. Percorriamo le stradine cercando di rimanere all’ombra e, scivolando da un muro ad un altro, raggiungiamo la piazza della cattedrale e qui riposiamo all’ombra di un bell’albero, per poi spostarci al tavolino di un piccolo bar lì vicino.

E’ proprio piacevole starsene seduti all’ombra … Il clima in questa parte di Spagna infatti è molto caldo, però c’è un caldo asciutto e basta spostarsi all’ombra per sentire un po’ di refrigerio e magari anche un filo d’aria che rinfresca.

Ormai ci sembra di aver esplorato abbastanza la città, quindi ci dirigiamo nuovamente verso la nostra auto. Siccome il nostro pranzo è stato un po’ povero ci fermiamo in un piccolo supermercato dove compriamo pane e jamon serrano e poi ci fermiamo nel parco situato proprio accanto dove improvvisiamo un pic nic niente male.

Mangiati e bevuti, Raffa carico degli effetti della Red Bull che si è scolato, si rimette alla guida in direzione Jerez de la Frontera.

E’ ancora presto quindi proviamo a vedere se riusciamo a raggiungere le belle stradine in mezzo alla campagna che vedevamo dal punto panoramico sopra il grande ponte: ci inoltriamo in una stradina sterrata, ma dopo un po’ prego Raffaele di fare dietro front e tornare indietro perchè la strada cominciava a scendere in modo un po’ ripido e mi sale il terrore che la nostra bella Yaris 1000 benzina, che già fa fatica a fare un po’ di salita sulle strade asfaltate, qui non riuscirebbe più a risalire.
E’ così che torniamo sulla strada asfaltata e ci dirigiamo a tutta birra verso Jerez.

Se possiamo ricavare un qualche insegnamento da questo viaggio, uno dei più importanti è sicuramente: non guidare con il finestrino aperto se si è sudati. Infatti Raffaele, grazie a questo comportamento da sconsigliare vivamente, si è bloccato il collo, e per i giorni successivi ha dovuto fronteggiare delle difficoltà di movimento notevoli. O.o

Nel frattempo io mi lascio cullare dal movimento della macchina e cado in un bel sonno ristoratore, quindi la strada tra Ronda e Jerez risulta essere un po’ un buco nero per me, sta di fatto che il bravo Raffa ci ha portati sani e salvi a Jerez.

Ore 19:00 Arriviamo all’albergo Dona Blanca dove effettuiamo il check in e con le nostre valigie ci dirigiamo verso la camera 118 (ciento dieci ocho) :)

Già l’arrivo ad Jerez non è stato dei migliori: siamo giunti all’albergo da quello che Raffaele ha chiamato – perdonategli il francesismo - “il culo di Jerez”, probabilmente la parte più periferica della città, quindi subito abbiamo pensato “ma a Jerez cosa c’è? Cosa ci siamo venuti a fare?”. Mentre camminiamo lungo gli infiniti corridoi che come in dedalo ci conducono alla nostra stanza ci sale un po’ di angoscia, anche perchè siamo ancora freschi della nostra esperienza non tanto positiva all’Hotel Presidente (i miei capelli sono ancora impregnati dell’odore della camera!!).
Invece aperta la porta della camera restiamo piacevolmente sorpresi. La stanza è molto ampia, ha un letto matrimoniale, TV lcd, due porte finestre con terrazzino, e bagno, il tutto pulito e lindo. Non stiamo più nella pelle siamo molto felici!!

Soddisfattissimi della camera rimane ancora il problema della città che sembra veramente un buco di posto, allora lasciamo l’albergo e ci addentriamo per le vie del centro, che sono proprio a due passi dal nostro alloggio.
Facendo il nostro primo giro di ricognizione ci rendiamo conto che Jerez è molto bella, con tanti negozi e localini con tavolini all’esterno, ideali per bere una fresca cerveza o per mangiare tapas.

Facciamo un primo giro in lungo e in largo cercando il centro di informazione turistica. Dopo esserci persi per le vie (la prima di una lunga serie nel corso del viaggio) lo raggiungiamo, ma ci accoglie un bel foglietto dove c’è scritto che si scusano ma si sono spostati in una nuova sede. Raggiungiamo finalmente il centro informazioni (era a soli 100 mt. dal punto da cui siamo partiti per la passeggiata alla sua ricerca, buono a sapersi dopo 45 minuti di camminata…)dove la signora sbrigativamente ci da una cartina, ci indica le attrattive della città e ci saluta, chiudendo la porta alle nostre spalle visto che sono già le 19, e a quell’ora si chiude.
Comunque la mega passeggiata è stata positiva perchè ci ha permesso di renderci conto di come era veramente la città.

 

A questo punto non rimane altro da fare che bere una bella birra ristoratrice! Ci dirigiamo un po’ guidati dal caso verso un localino con molti tavolini all’esterno, dove sembra che la birra costi solo 1 € (l’eldorado!!), la “Cervezeria 100 montaditos” ci accompagnerà poi anche per le giornate seguenti. Dopo la birra torniamo in albergo per lavarci ed usciamo nuovamente per la cena.

Essendo il nostro 8° anniversario volevamo coronare felicemente la serata in un bel ristorantino con una bella cenetta. Allora seguiamo le indicazioni della nostra guida che ci portano prima in un ristorante chiuso, poi in un ristorante aperto, ma un po’ fuori mano, che è completamente vuoto. Quindi abbiamo optato per un terzo locale indicato nella guida, situato in centro, “El Gallo Azul”. Beh qui abbiamo potuto sperimentare che non tutti gli spagnoli sono amichevoli e rilassati… Il cameriere ci ha trattato proprio male (quindi sarà nominato nella nostra recensione negativa su Tripadvisor, ben gli sta!!): abbiamo avuto delle difficoltà ad ordinare perchè non conoscendo la lingua non sapevamo cosa mangiavamo e non sapevamo nemmeno spiegarci bene, e il signore non ci ha affatto aiutato, anzi…

Quindi dopo una cena fatta di 2 mezze razioni e mezzo litro di vino rosso ce ne siamo andati a rimpinzare le nostre ancora insoddisfatte pance in un altro locale. E abbiamo terminato la serata al nostro bar di tapas preferito “100 montaditos” dove i prezzi erano decisamente più ragionevoli.

Ce ne siamo poi tornati in hotel, un po’ ebbri di birra e felici di dove eravamo…

Torna indietro per leggere il racconto con il Diario di viaggio del secondo giorno in Andalusia La magica Alhambra, Granada – Giorno 2

Oppure prosegui leggendo il Diario di viaggio del quarto giorno in Andalusia Tra Cadice e Jerez de la Frontera sorseggiando sherry – Giorno 4