Monthly Archives: aprile 2012

La via vecchia di San Gimignano: una passeggiata tra colline e casolari

San Gimignano

Durante il mio viaggetto in Toscana sono stata intercettata via Twitter dal proprietario di un agriturismo nei pressi di San Gimignano, Fausto, che, leggendo che mi sarei diretta verso la sua cittadina, mi ha proposto di passare per il suo agriturismo, il Guardastelle

Tramite Twitter ho avuto raccolto molte importanti dritte per il mio viaggio, e sono stata felice anche del fatto che Fausto mi abbia scritto perchè mi ha dato la possibilità di conoscere il suo agriturismo, che è davvero molto bello e gestito in modo impeccabile da lui e sua moglie Susanna, e perchè presso la sua struttura abbiamo potuto parcheggiare il nostro camper a costo zero e partire per una salutare passeggiata fino a San Gimignano immersi nella pace e tranquillità della campagna toscana.

Quella che abbiamo percorso è la Via Vecchia, una stradina di sassi che parte dalla località di Sovestro e arriva fino alla porta sud di San Gimignano: poco più di 1 km e mezzo di strada che si percorre tranquillamente in 30-40 minuti (considerando anche le soste lungo il percorso che sicuramente vi ritroverete a fare per ammirare a bocca aperta lo splendido paesaggio).

La via Vecchia si snoda lungo il versante della collina, così che, mentre la strada prosegue in salta, è possibile spaziare con lo sguardo a destra, sulla vallata adiacente, indugiare tra i filari di viti e i campi di ulivi, sui casolari in pietra trasformati in agriturismi e case vacanze… fino a scorgere da lontano, e poi sempre più da vicino, il profilo delle 15 torri che svettano da una delle colline e che caratterizzano il borgo di San Gimignano.

Percorrere a piedi questo percorso è stata davvero una delle esperienze più piacevoli dell’intero viaggio e consiglio a chiunque di lasciare l’auto o il proprio mezzo fuori San Gimignano per raggiungere il borgo a piedi, oppure di percorrere questa strada in bicicletta… C’è da rimanerne solo entusiasti!

San Gimignano filari di ulivi

San Gimignano

San gimignano campagna toscana

San gimignano

Le lupe a Siena

lupa

Nella mia visita a Siena sono rimasta un po’ sorpresa nel vedere in molte piazze della città, delle colonne alla cui sommità c’erano delle lupe che allattavano due bambini. La cosa mi ha un po’ scombussolata e incuriosita visto che, da che mondo e mondo, la lupa che allatta dei giovanissimi Romolo e Remo è il simbolo per eccellenza di Roma, la città eterna!

Ho anche lanciato un appello su Twitter affinchè, se ci fosse stato qualcuno che conosceva il legame del simbolo con la città di Siena, avrebbe potuto rispondermi, ma, aihmé, la rete è stata in silenzio di fronte alla mia domanda. -.-’

Lupe a Siena, Twitter @mayayoi

Allora per non lasciare insoddisfatta la mia curiosità ho cercato in internet qualche informazione, ed ho trovato – con mio grande piacere – una leggenda, che spiega il motivo dell’alta concentrazione di statue “lupestri” a Siena.

Innanzitutto il simbolo di Siena è la lupa, e già da qui si spiega il motivo di tutte queste lupe senesi in giro per la città, ma non si spiega il fatto che la lupa allatti due gemelli, e che sia così simile alla lupa romana!!

La leggenda vuole che, quando Romolo fondò Roma, il fratello Remo superò i confini segnati, e per questo fu ucciso. Ma Remo aveva a sua volta due figli: Senio ed Aschio, i quali, per paura che lo zio tentasse di uccidere anche loro, scapparono, portando con sé un simbolo, una sorta di indennizzo per la morte del padre. Questo simbolo era proprio una statua della lupa che aveva allattato zio e papà.

Gli dei che proteggevano Senio ed Aschio fecero comparire un cavallo nero ed uno bianco (i colori stendardo di Siena) che condussero i due fratelli a nord di Roma, in zone che all’epoca erano disabitate: lì venne fondata Siena, che prese il nome da Senio appunto.

Più tardi dei sicari mandati da Romolo tentarono di infiltrarsi tra la popolazione della neonata città per riprendersi la lupa usurpata, ma furono scoperti e giustiziati… E Siena si tenne la lupa!

Piazza del Campo siena

La differenza principale tra la lupa romana e la lupa senese è la posizione della testa: la prima ha uno sguardo leggermente laterale, e la seconda guarda dritto davanti a sé!

Dove potete trovare la lupa senese, ecco qui alcuni dei luoghi in cui l’ho avvistata io!

>Piazza Tolomei

>Piazza di Postierla

>Piazza del Duomo (ce ne sono due, una a destra e una a sinistra del Duomo)

>Cortile del Podestà

Thanks to Mike_Simons for the image on top

Volterra: tremate tremate le streghe son tornate!

volterra toscana leggende di streghe

Volterra è una cittadina molto antica, situata sulla punta di una collina nella provincia di Pisa ed immersa nel bellissimo paesaggio delle dolci colline toscane. Le radici della città affondano nel periodo etrusco e la storia della città è rimasta viva per tutto il Medioevo e i periodi successivi, fino a portare a noi questo gioiello.

Come ogni città di antichissime origini, anche Volterra porta con sé delle leggende e misteri: quelli di Volterra sono associati alle streghe, che in questa zona – a quanto pare – erano estremamente attive!

Il folklore locale racconta che la prima strega mai esistita fosse proprio volterrana, il suo nome era Aradia ed era la figlia della dea Diana, inviata sulla terra per insegnare la stregoneria agli umani. Naturalmente per le sue pratiche fu condannata a morte dalla Chiesa!

Le streghe di Volterra erano le più potenti d’Italia e si riunivano ogni sabato nei pressi del masso della Mandringa, un sasso con una crepa, sotto al quale scorrono le limpide acque di una fonte, e che veniva usato, secondo le leggende locali, per i riti satanici: mentre durante il giorno la fonte era sempre animata da donne e bambini che si recavano alla Mandringa per attingere la purissima acqua della fonte, il sabato sera il luogo diveniva spettrale, e con il sopraggiungere delle ombre anche l’aria pungente, il miagolio dei gatti e il verso delle civette facevano da preludio alla riunione delle streghe.

Tra l’altro ancora oggi a Volterra esiste il Vicolo delle streghe!…

volterra streghe mistero

Nella nostra visita a Volterra di qualche giorno fa non ero particolarmente influenzata da queste storie, perchè ancora non le conoscevo. Sapevo che, come ogni altro borgo medievale, anche questo era stato luogo di persecuzioni e giudizi da parte del tribunale dell’inquisizione: anche qui c’era il classico museo della tortura.

Quindi, quando venerdì sera camminavamo per le strette e cupe vie del borgo, la percezione di qualcosa di spettrale non era il risultato dell’autosuggestione! Allontanandoci dal centro le stradine si facevano più piccole e la luce dei lampioni opaca; il silenzio amplificava ogni rumore, in particolare i versi di uccelli o animali selvatici; gli scricchiolii si facevano sempre più sinistri….

volterra leggende di streghe

Il culmine lo abbiamo raggiunto quando in questa serata umida e nuvolosa, abbiamo scattato qualche foto: anche queste avevano un non so che di lugubre, assumevano un colore verdognolo, come se un qualche essere maligno fosse passato proprio lì davanti a noi e l’obiettivo avesse immortalato ciò che ad occhio umano noi non siamo stati in grado di vedere, ma che avevamo solo lontanamente percepito.

Intimoriti, la cosa che abbiamo pensato di fare è stata di tornarcene rapidamente nel nostro alloggio, senza guardarci indietro!

In viaggio con il camper: Parcheggio della Docciola, Volterra

viaggio in camper in toscana

Il parcheggio della Docciola è un comodo parcheggio dove lasciare l’auto in occasione di una visita al bel borgo di Volterra, ed oltre a questo è anche un consigliatissimo punto di sosta per i camper con possibilità di carico e scarico acqua.

Il parcheggio si raggiunge con semplicità dalla Strada regionale 68: provenendo da Colle di Val d’Elsa, subito dopo il benzinaio si svolta a destra in Via dei Filosofi. Appena imboccata la via, sulla destra c’è un altro spiazzo dove a volte si posizionano dei camper, ma noi non ci siamo fermati lì: per raggiungere la nostra area di sosta abbiamo proseguito oltre, seguendo le naturali curve della strada, fino ad arrivare a Porta Docciola, di fronte alla quale si apre il parcheggio.

Per le auto sostare è gratuito mentre i camper devono pagare € 8,00 al giorno per soste dalle 8.00 del mattino alle 20.00 della sera. A qualunque ora si arrivi in questo lasso di tempo, si paga la tariffa fissa giornaliera. Alle 8.00 del mattino arriva un signore con la sua Ape carica di tavolino e sedie di plastica, che si accampa all’ingresso del parcheggio per assicurarsi che tutti paghino il ticket e che nessuno scappi facendo il furbo!

In ogni caso se si arriva dopo le 20.00 la sera e la mattina si riparte prima delle 8.00 la mattina potete dormire tranquilli e anche scaricare/ricaricare l’acqua.

Porta docciola volterra toscana

Porta Docciola, l’antica fonte di origine medievale, menzionata anche da D’Annunzio in una delle sue opere, è proprio a pochi passi, e risalendo una serie di scalini in pietra che salgono da qui, in pochi minuti si è già nella via principale di Volterra, pronti per visitare la cittadella!

Pasqua in camper in Toscana: programmi ed itinerari

toscana-paesaggio-colline

Si sa che a programmare troppo le cose poi va a finire che succede qualcosa che rovina i piani: quest’anno avevo immaginato di trascorrere un po’ di giorni a Pasqua in camper in Toscana e testare in coppia questo mezzo di trasporto/alloggio, che ho utilizzato tante volte in viaggio con la famiglia, ma mai da sola.

L’itinerario non era completamente definito, ma ben delineato… D’altronde si sa (ed è questo il bello di viaggiare in camper) che il percorso e lo puoi decidere tu senza grandi vincoli, e modificarlo anche in corsa.

Viaggio in camper in toscana

Purtroppo la carenza di ferie dal lavoro ha praticamente dimezzato, e forse anche di più, le tappe del viaggio, e il brutto tempo ha messo quasi in forse la partenza stessa (leggasi le mie paranoie pre-viaggio messe nero su bianco: “La pioggia può fermare un viaggio?”), ma alla fine della fiera, superati i se e i ma, siamo riusciti a partire!!

Ecco le tappe che abbiamo percorso durante il nostro tour…

Abbiamo visitato Volterra, un tranquillo borgo arroccato sulla collina, abbiamo passeggiato tra le dolci colline toscane e fatto un simpatico incontro con la proprietaria di un agriturismo a pochi passi da San Gimignano (conosciuto grazie a qualche tweet), abbiamo quindi visitato il borgo delle quindici torri (San Gimignano appunto) e siamo saliti sulla torre più alta; abbiamo sostato alle pendici del castello di Monteriggioni e camminato lungo le sue mura, e infine il tour si è concluso nella bella Siena, che ci ha accolto prima con la pioggia e poi con il sole e tanto freddo.

Il tour previsto in origine nella mia mente era molto più ricco e comprendeva, oltre alle mete già menzionate, anche  Montalcino, Montepulciano, una toccata e fuga in Umbria sul lago Trasimeno, per poi tornare in terra Toscana passando per Cortona e Arezzo

Naturalmente non mancheremo di tornare presto in Toscana per proseguire il viaggio da là dove l’avevamo sospeso, anche perchè la bellezza dei paesaggi toscani merita assolutamente una seconda (e terza, quarta, quinta, ecc. ) visita!

vitigni toscani

La pioggia può fermare un viaggio?

pioggia

Quello che è appena finito è stato uno degli inverni più asciutti mai ricordati e l’inizio di primavera non è stato poi da meno: gli agricoltori erano preoccupatissimi per i raccolti, mezza Italia era in allerta per il problema siccità

A me personalmente questa primavera in anticipo (e la Pausini lo sa) non è che mi dispiacesse molto… Fiorellini che sbocciano, maniche corte, giri in bicicletta… E ho pensato che se me ne andavo via qualche giorno a Pasqua, come avevo da lungo tempo programmato, avrei trovato un meteo spettacolare!!

E invece no! Mancano meno di 7 giorni a Pasqua ed sopraggiunge sull’Italia quel vortice di bassa pressione che avrei preferito si dirigesse da qualche altra parte! O magari avrebbe anche potuto arrivare, incombere con i suoi nuvoloni grigi sull’Italia per qualche giorno, e poi andarsene così come se n’era venuto: gli agricoltori sarebbero stati contenti… e anche io che dovevo partire per la Toscana!!

Ma purtroppo la  realtà può essere amara e non coincidere con le tue aspettative… E’ la vita, e te ne devi fare una ragione, esternamente fai la bella faccia, la parte di quella serena, di quella che la prende con filosofia… Ma quando sei sola, ogni 3 per 2, ti fiondi sul sito del meteo e controlli eventuali variazioni nelle previsioni del tempo mentre speri che qualcuno lassù ascolti le tue preghiere e le nuvole sopra la tua testa si dissolvano in quattro e quattr’otto… 

Ma se il sig. Meteo fosse sordo alle mie richieste, premettendo che non ci sono voli o hotel prenotati… Sarebbe giusto rinunciare a partire per colpa del brutto tempo?

Alla fine non è previsto l’arrivo di un uragano, di uno tsunami, ma solo di pioggia e nuvole. Certo non è il clima ideale per viaggiare, ma non dovrebbe nemmeno essere questo a fermarmi! E poi con la giusta compagnia dovrebbe essere bello andare ovunque, in qualsiasi condizione. A volte il brutto tempo potrebbe rendere ancora più memorabile una vacanza, basta prenderla con filosofia, leggerezza ed un sorriso…

Purtroppo l’esperienza mi dice che il brutto tempo a volte può anche rovinare un’esperienza di viaggio: quando qualche anno fa sono stata a Madrid a giugno e ho trovato freddo, vento e pioggia, purtroppo sono tornata a casa con un ricordo non molto felice della città, che sono sicura avrei apprezzato molto se il bel tempo mi avesse accompagnato…

Insomma sono un po’ combattuta tra la voglia di partire e approfittare di questo weekend lungo (che difficilmente si riproporrà quest’anno), e l’estrema razionalità del “rimani a casa perchè non vale la pena partire con questo tempaccio”… Aiuto! :-(

Villa Bombarda, la villa veneta nascosta lungo il Lemene

villa-bombarda

Dopo che con la rapida corrente
girò le moli industri e faticose
che il gran del campo frangono alla gente,
par che il Lèmene stanco si ripose
entro più largo letto e più fiorente
ove tra i folti pioppi arcanamente
gorgheggia l’usignuol note amorose.

                                                         I molini di Portovecchio, F. Bonò

Il Lemene è un piccolo fiume che nasce tra Veneto e Friuli, attraversa la campagna dando acqua a numerosi antichi mulini e creando suggestivi paesaggi ideali da percorrere in bicicletta, finchè non termina sfociando nella laguna di Caorle.

All’altezza di Portovecchio, un piccolo paesino veneto al confine con il Friuli Venezia Giulia, nascosta nel mezzo di un parco verde, c’è Villa Bombarda, una villa veneta privata che sorge proprio sulle sponde del fiume Lemene.
In quanto privata non è sempre aperta al pubblico ma in occasione di feste, matrimoni o altre evenienze speciali viene affittata e può venir utilizzata, altrimenti di norma rimane chiusa, e la sua bellezza resta sconosciuta alla maggior parte delle persone.

villa bombarda portovecchio

Un cancello con due grandi leoni veneziani in rame è l’accesso alla villa: un lungo viale conduce ad un secondo cancello che normalmente è chiuso… Ma se lo si supera ci si trova già sopra al ponte sul fiume Lemene: a destra i vecchi mulini dove si macinava il grano. Dall’esterno si possono vedere solo le vecchie pale arrugginite, ma all’interno (almeno in uno dei due) rimangono ancora visibili e intatte le macine che si usavano in passato.

mulini villa bombarda

villa bombarda portovecchio

Superati i due stabili lo sguardo può posarsi sulla villa padronale: una vecchia e grande struttura tinteggiata di bianco con i balconi verdi. Davanti ad essa delle magnolie in fiore, un piccolo pozzo dell’acqua e un cortile con sedie e tavolo da giardino bianchi.
Sembra che il tempo si sia fermato qui… Silenzio completo attorno, si sentono solo gli uccelli cinguettare e l’acqua che si infrange sul ponte e sulle chiuse del mulino. L’acqua del fiume è verdissima, limpida, e se si posa lo sguardo in lontananza in direzione del fiume che scorre, sembra che la verde vegetazione primaverile piombi sul fiume, ingoiandolo o abbracciandolo.

villa bombarda portovecchio

villa bombarda portovecchio

Un vecchio ponticello di legno oramai in disuso permetteva di passare sull’altra sponda e di addentrarsi nel parco che circonda la villa. Ormai cade a pezzi e l’accesso al ponte è sbarrato da un piccolo cancello di ferro.

Attorno a Villa Bombarda altri stabili: piccole casette che forse in passato erano casa della servitù e ora sono ripostigli per gli attrezzi o ruderi in rovina.

Nonostante la decadenza che si percepisce in questo luogo, l’atmosfera che si respira è bellissima: tutto infonde serenità e trasmette malinconicamente il benessere che in altri tempi doveva essere di casa qui. Ora ciò che è stato creato dalla mano dell’uomo si sta fondendo con la natura, che piano piano se ne riappropria: le edere camminano lente lungo i muri, le chiome degli alberi si infittiscono rendendo quasi invisibile la villa agli occhi degli estranei che passano lungo la strada vicina.

Sembra di essere entrati nel romanzo “Il giardino segreto” di Burnett: c’è un luogo nascosto, poco valorizzato, che in realtà è estremamente prezioso, ma che purtroppo pochi occhi hanno la fortuna di ammirare.

Antica Locanda Mincio – Cucina casereccia a prezzi da re!

antica-locanda-mincio

Dopo aver visitato il Parco Sigurtà abbiamo approfittato della vicinanza di Borghetto sul Mincio per visitare il paese e cercare un posticino dove mangiare; la scelta a Borghetto non è molto ampia, in quanto, trattandosi di un paesino molto piccolo, anche i locali sono presenti in numero limitato. Tra i 3 (o forse 4) ristoranti presenti abbiamo scelto di fermarci all’Antica Locanda Mincio, soprattutto attratti dalla sua vicinanza al fiume e dalla possibilità di pranzare all’esterno godendo di una incantevole vista sul borgo.

Antica locanda Mincio - Borghetto sul Mincio

I tempi per trovare un posto a sedere e per ordinare sono stati un po’ lunghi perchè il locale era molto affollato, ma alla fine abbiamo ordinato: a me piace sempre prendere piatti della cucina locale, magari piatti diversi e poi dividere con chi mangia con me, in modo da poter assaggiare un po’ di tutto. Abbiamo optato per 2 primi e 2 secondi e poi ce li siamo spartiti: ravioli di brasato con tartufo, ravioli al formaggio con le pere, agnello e faraona.

Antica locanda Mincio - Borghetto sul Mincio

Antica locanda Mincio - Borghetto sul Mincio

Nel complesso posso dire che all’Antica Locanda Mincio si mangia bene, tutto quello che abbiamo ordinato era buono, ma non aveva nulla di eccezionale, anzi mi ricordava molto piatti che avrei mangiato tranquillamente a casa mia. E’ vero che mia mamma è un’ottima cuoca, però… :-) Anche le porzioni e la presentazione del piatto erano “caserecce”, e non ci avrei trovato nulla di strano se non fosse che i prezzi avrebbero fatto pensare a qualcosa di più!

All’Antica Locanda Mincio non ho trovato un buon rapporto qualità prezzo: per un primo o secondo, acqua e caffé abbiamo pagato oltre 20 € a testa, senza rimanere entusiasti dei piatti… Certo la cornice i cui è situato il locale è molto bella, e sicuramente è quella che si fa pagare, però la cucina deve dare di più!