Monthly Archives: maggio 2012
Cantine aperte in Friuli Venezia Giulia
Quella appena trascorsa è stata una domenica speciale, passata tra le colline del Collio Friulano, entrando e uscendo da cantine di vino!
Infatti Domenica 27 maggio 2012 si è tenuta la 20° edizione di CANTINE APERTE, una manifestazione organizzata annualmente dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia, e che consiste nell’aprire al pubblico le tante cantine che sono sparse per la regione, facendo conoscere ai turisti, oltre che ai locali, i vini del luogo.
3 souvenir tradizionali da Praga
Quando vado in vacanza mi piace sempre prendere dei souvenir da portare a casa ai miei genitori, alle mie sorelle e prendere qualcosa per me: sono dei piccoli oggetti, spesso di scarso valore economico, ma che affettivamente racchiudono un sacco di ricordi e belle esperienze.
Spesso mi ritrovo in negozietti di souvenir di cinesi/indiani a comprare i soliti suppellettili di dubbia provenienza che si trovano uguali in ogni parte del mondo e dove solo il nome della città impresso sopra cambia… Però cercando bene si possono trovare anche dei negozietti di artigianato locale, bancarelle, che vendono oggetti tipici del luogo, e fatti a mano, e questi sono decisamente gli acquisti più azzeccati, e che non per forza costano di più dei “souvenir di massa”.
Il luogo dove ho trovato un’ampia scelta di souvenir che si scostavano dalle solite tazze, statuine, magliette, ecc. made in China è Praga. Cioè, forse a volte la provenienza era la stessa, ma almeno la scelta di oggetti era più ampia e rispecchiava i prodotti tradizionali della Repubblica Ceca. Ecco qui la top 3 dei souvenir tradizionali che porterei a casa da un viaggio a Praga:
1) Giocattoli in legno: sono il prodotto più venduto, dai “dondolondoli” (pupazzi in legno con la molla che se appesi oscillano dall’alto al basso) ai trenini per bambini, a piccoli supellettili, ai cavalli a dondolo… sono davvero infinite le quantità di prodotti in legno che si possono trovare in giro per la città. Un bellissimo negozio zeppo di giocattoli in legno si trova in una piccola corte situata proprio davanti alla chiesa di Santa Maria di Tyn.
2) Dipinti di Praga: sono tanti gli artisti che hanno il loro banchetto in giro per la città, numerosi sono quelli “appollaiati” lungo il Ponte Carlo, il ponte più rinomato sulla Moldava. Tra i venditori oltre a quelli che propongono stampe è possibile anche trovare qualche vero artista che mette in vendita le proprie opere originali, proponendo angoli suggestivi di questa romantica città… In casi come questi spendere qualcosa in più è del tutto giustificato!
3) Cosmetici e sali del Mar Morto: ho trovato un negozio di souvenir S T U P E N D O che si chiama Manufaktura e dove vengono venduti prodotti tradizionali Cechi. Tra le cose più belle che ho trovato sono i sali del Mar Morto, di diversi colori e dai profumi differenti: è possibile crearsi dei sacchettini del peso desiderato e, per pochi euro, si ha un simpatico souvenir da portare a parenti e amici a casa. O ancora meglio sono i prodotti cosmetici (creme, shampoo e doccia schiuma) a base di birra – cosa c’è di più tipico?? – di sali del mar morto, di rose. Ci sono più negozi di questo genere in giro per la città: se li avvistate non fateveli scappare!!
Il tour della memoria, per non dimenticare
La storia dei campi di concentramento è una storia triste, di una guerra lunga e nella quale si sono verificati avvenimenti atroci. Visitare i campi di concentramento è spesso doloroso, triste, e fa salire la rabbia, ma mantenere in essere queste strutture è il modo più efficace per non scordare quello che è stato ed evitare di compiere gli stessi errori in futuro.
Tra Germania, Austria e Polonia sono molti i campi di concentramento rimasti in essere, e che fungono oggi da musei e luoghi di memoria: approfittando di un recente tour fatto in Polonia dai miei genitori ho raccolto alcune utili informazioni per chiunque fosse interessato a organizzarsi un “tour della memoria”.
Ecco alcune informazioni generali sui più conosciuti campi di concentramento.
AUSCHWITZ
E’ il campo di concentramento più conosciuto al mondo, si trova nella città polacca di Oswiecim, che con il tempo è stata da molti soprannominata Auschwitz, proprio per la sua vicinanza al campo di sterminio. Questo complesso è in realtà solo uno dei tre che fanno parte dell’enorme campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau: è quello chiamato Auschwitz-I, il primo nucleo del campo di lavoro in grado di accogliere tra i 15-20.000 prigionieri.
L’entrata al museo (il campo di concentramento è stato trasformato in un grande museo infatti) è gratuita se effettuata entro le 10.00 del mattino, se si arriva più tardi è permessa l’entrata solo tramite visita guidata. Esistono diversi tipi di tour guidati, quello base, che consiste nella visita generica del campo per una durata di circa 3 ore e mezza, costa poco più di 6 € a persona.
Il campo è aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7, apre sempre alle 8 del mattino, mentre l’orario di chiusura varia a seconda della stagione in corso.
BIRKENAU
Fa parte del complesso di campi di concentramento di Auschwitz, è infatti anche chiamato Auschwitz-II ed è il più grande all’interno del complesso. Ospitava attorno ai 90.000 prigionieri.
Fu costruito quando la II Guerra Mondiale era già iniziata, per accogliere gli innumerevoli deportati ebrei da tutta Europa, e fu il luogo dove la maggior parte di essi trovò la morte.
Birkenau si trova a circa 3 km di distanza da Auschwitz, al di fuori della città di Oswiecim. Entrare nel campo è completamente gratuito, anche perchè, a differenza di Auschwitz-I, non trattandosi di un museo, non è richiesto il pagamento di un biglietto di ingresso.
Gli orari ed i giorni di accesso sono gli stessi del campo di Auschwitz, e, per chi desidera partecipare al tour guidato, se si prenota per la visita di Auschwitz è inclusa anche quella di Birkenau (75 minuti di visita al primo campo, 75 minuti di visita al secondo).
MAUTHAUSEN
E’ un altro tra i più conosciuti campi di concentramento, ma a differenza dei due precedenti che si trovano in Polonia, questo si trova in Austria, vicino a Linz, a un’ora di distanza dal confine Ceco. Il campo di deportazione e lavoro, ormai trasformato in memoriale si distingue dagli altri per la sua conformazione, infatti parte di esso è situato all’interno di una fortezza su una collina.
Il biglietto d’ingresso al memoriale costa € 2 biglietto intero e € 1 biglietto ridotto, inoltre vengono praticati prezzi speciali per le famiglie. Sono disponibili tour guidati principalmente in inglese e tedesco, ma nei mesi di luglio e agosto previa prenotazione sono disponibili anche tour in italiano per i gruppi. Il campo di concentramento è sempre aperto alle visite dalle ore 9.00 del mattino alle 17.30 della sera.
Dove non mangiare a Barcellona: El Choquito
Se c’è una zona dove non è proprio il caso di mangiare a Barcellona, è la Rambla… I motivi? I locali sono estremamente turistici, costosi e non esiste un buon rapporto qualità prezzo.
Avrei dovuto saperlo, ma l’ora tarda, la stanchezza e la scarsa conoscenza della città ci hanno fatto optare per uno dei primi posti che abbiamo trovato in questa zona. Infatti stanchi e affamati dopo il viaggio in aereo, ci siamo diretti verso la Rambla e dopo una lunghissima camminata siamo entrati uno dei primi locali che sembravano apparentemente decenti, El Choquito: bene, abbiamo sbagliato tutto!
Dall’esterno il locale sembrava carino: una sorta di cantina con volte ed archi in mattone faccia vista, muri in pietra alternati a legno, bottiglie di vino alle pareti, un bel localino insomma.
Siamo entrati e abbiamo chiesto di mangiare, ma pensavamo di poter scegliere anche tra qualche tapas: purtroppo per chi si siede ai tavoli viene messo a disposizione il menu con i piatti completi (e più costosi), mentre coloro che vogliono bere qualcosa e assaggiare tapas varie possono prendere posto agli sgabelli al bancone e quindi scegliere da un menù diverso e più economico (naturalmente anche con porzioni più piccole). Solo più tardi abbiamo capito la distinzione.
Inoltre dei menu a prezzo fisso dei quali si accennava sulle lavagne all’esterno, all’interno non c’era traccia.
E’ così che abbiamo optato per una paella e un piattino di calamari fritti: il cameriere si è quasi stupito quando abbiamo ordinato così poco… la paella era solo per una persona a suo parere, e noi volevamo dividerla… Ce ne siamo un po’ fregati del suo atteggiamento non molto cortese e… non avremmo potuto fare meglio! Infatti è bastata e avanzata per entrambi, anche considerato che a un certo punto una piccola figura nera è corsa da una parte all’altra del locale e mi ha fatto passare di colpo l’appetito: non so se fosse un topo o un grosso insetto, ma mi è bastato vedere la cosa con la coda dell’occhio per mettere una grossa croce sopra a questo locale, evitarlo in un qualsiasi futuro, vicino o lontano e sconsigliarlo a chiunque…
Spesa totale: poco meno di 40 €… un furto!
Sosta camper a Monteriggioni: il parcheggio del Cipressino
Appena al di fuori dalle mura di Monteriggioni c’è un ampio parcheggio dove è possibile sostare con il camper anche durante la notte. Si tratta del parcheggio del Cipressino che si raggiunge con rapidità provenendo dalla via Cassia Nord e imboccando la Strada di Monteriggioni, la via che porta al castello. Il parcheggio si trova sulla destra proprio di fronte alle mura e alla Porta di Levante.
Per i camperisti questo parcheggio è consigliatissimo perchè estremamente tranquillo, ampio e situato all’interno di una bella cornice, quella del castello che si trova proprio a due passi. Trattandosi di un luogo lontano da strade trafficate, di notte regna una quiete molto piacevole, che è il massimo per poter fare una bella dormita senza rumori fastidiosi!
Nel parcheggio i camper possono sostare tutto il giorno e tutta la notte, ed il parcheggio è a pagamento solo dalle ore 8.00 alle ore 20.00, la tariffa è di 1 € per la prima ora o di 5 € per l’intera giornata.
Noi siamo arrivati a Monteriggioni la sera e abbiamo visitato il castello con la suggestiva atmosfera notturna, abbiamo dormito al parcheggio del Cipressino e il giorno seguente abbiamo fatto un ticket di un paio di ore per poter girare il borgo anche alla luce del sole: è stata un’ottima scelta per unire la necessità di un sonno tranquillo e quella di visitare il borgo sia di giorno che di sera spendendo solo pochi euro di ticket!

La semplice bellezza di Monteriggioni
A meno di 15 minuti d’auto da Siena sorge su una collina il borgo murato di Monteriggioni. Molti lo chiamano castello di Monteriggioni, ma nella mia concezione di castello quale palazzo/residenza di nobili famiglie, Monteriggioni non ci rientra…
Monteriggioni è una cittadella fortificata rimasta pressochè intatta: conserva ancora oggi la sua cinta muraria in pietra di forma circolare, e le sue 14 torri, che anche Dante nominò nella Divina Commedia.
Il borgo è piccolissimo: in pochi passi lo si attraversa da un estremo all’altro, ma proprio nel suo essere così raccolto, oltre che per il suo essere un luogo estremamente curato, Monteriggioni ha una sua bellezza unica ed emana una tranquillità d’altri tempi.
Provenendo dalla Porta Romea (o di Levante), facendo pochi passi ci si trova in Piazza Roma, una piazza di forma allungata rettangolare al centro della quale si trova un antico pozzo, e dove si affacciano antichi stabili in pietra ora trattorie tradizionali che servono prelibati piatti toscani.
Uno degli edifici più importanti che si affacciano sulla piazza è la Pieve di Santa Maria, un’antica chiesetta che mantiene intatte le sue origini medievali. Subito accanto si trova la sede della mostra sulla Via Francigena… Eh si, perchè Monteriggioni si trova proprio lungo l’antico percorso di pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma attraversando i luoghi santi della religione cristiana.
Cosa non perdere a Monteriggioni:
- Salire sulle mura che circondano il castello: salire costa solo 2 € a persona e dall’alto è possibile ammirare il panorama sulla campagna collinare circostante.
- Una passeggiata tra le viette del borgo, osservando le antiche costruzioni in pietra ristrutturate con cura, rese ancora più rustiche e belle da fiori ai davanzali e panni stesi alle finestre.
- Entrare e uscire dai piccoli negozietti di artigianato locale che si trovano nel borgo, e per lo più lungo la via I Maggio che conduce alla Porta di Ponente.





























