Italia, Puglia, Viaggi in camper

Gallipoli, pescivendoli e pesce crudo

gallipoli puglia

Arrivare a Gallipoli per noi è stato traumatico.

Eravamo ormai a oltre metà del nostro viaggio in Puglia in camper e provenivamo da una giornata difficile, quella che a posteriori avremmo ricordato come la più critica del nostro viaggio in Puglia.

Premessa: l’arrivo a Gallipoli – una giornata partita male

Eravamo partiti al mattino da Otranto con il camper percorrendo la strada costiera che si affacciava sul mare Adriatico: una strada con fantastiche vedute sulla costa, ma anche strettissima, spesso costeggiata da numerose auto parcheggiate ai lati, che la rendevano ancora più difficile da percorrere, in particolare se con un mezzo ingombrante come il nostro e la settimana prima di Ferragosto.

Dopo aver sudato sette camice e aver speso parole poco carine nei confronti degli automobilisti che incrociavamo per strada abbiamo finalmente raggiunto Santa Maria di Leuca, la punta del tacco del nostro stivale e nostra destinazione.

Era l’ora di pranzo, faceva un caldo assurdo, le strade erano deserte.

Tempo di mangiare un boccone e siamo scappati da quel paese che non ci ispirava nemmeno un po’ per raggiungere una meta a nostro parere più felice: Gallipoli.

Una volta a Gallipoli però le nostre pene non erano ancora terminate: alla ricerca di un posto dove parcheggiarci e trascorrere la notte abbiamo scoperto che c’erano delle restrizioni che vietavano la sosta camper in particolari zone della città e che i campeggi offrivano piazzole a prezzi spropositati.

Eravamo così disperati dopo quella giornata che stavamo pensando di lasciare quella città che si era dimostrata così inospitale con noi. Ma ci dispiaceva essere stati ad un soffio dal vedere la città e partire senza averla conosciuta.

Nonostante il morale a pezzi dopo ulteriori giri dell’oca, grazie anche al supporto di altri camperisti, abbiamo trovato un parcheggio gratuito, abbiamo fatto una doccia per lavar via i fastidi della giornata, tirato un sospiro di sollievo e siamo finalmente partiti per una passeggiata in città.

Finally… Gallipoli

A Gallipoli volevamo passeggiare per i vicoli, berci un aperitivo guardando il sole tramontare sul mare e cenare in un posticino carino a base di pesce. Non ci importava se avremmo dovuto spendere qualcosina in più del budget previsto, volevamo solo risollevare quella giornata iniziata storta.

gallipoli puglia

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Passeggiando lungo la via principale, costeggiata di bar, ristoranti con menu turistici e negozi di abbigliamento di marche internazionali abbiamo raggiunto il porticciolo di Gallipoli, proprio mentre il sole stava scomparendo in lontananza e gli ultimi pescatori lasciavano le loro barche attraccate al porto.

Nella città vecchia, ci hanno fin da subito attirati gli odori del mercato del pesce, dove i pescivendoli avevano allestito un semplice aperitivo a base di pesce crudo e vino, ci siamo avvicinati incuriositi e per un po’ siamo rimasti lì ad osservare con che destrezza venivano aperti ricci di mare e conchiglie.

gallipoli puglia

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Poi abbiamo deciso di provare.

Abbiamo assaggiato vongole, fasolari, ostriche, ricci di mare e cozze accompagnate da un bicchiere di vino bianco, appoggiati ad un tavolaccio di ferro, mentre i pescivendoli, prossimi alla chiusura, lanciavano le ultime grida per richiamare i clienti.

Ci siamo rilassati sorseggiando quel vino che ricordava tanto il Tavernello (e forse Tavernello era!) e gustandoci per la prima volta i buonissimi ricci di mare, che purtroppo finiscono troppo presto, assaporando i fasolari e le vongole che abbiamo sempre e solo mangiato cotti, e mandando giù con un’espressione disgustata le ostriche (che faranno tanto figo, ma a noi non ci piacciono per niente!).

gallipoli puglia

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La nostra giornata in men che non si dica ha avuto una svolta, ci siamo sentiti di nuovo in vacanza e sulle nostre facce si è disegnato un sorriso disteso e rilassato…

Abbiamo proseguito alla scoperta dei stretti e a volte bui vicoli della città, spiando con un occhio curioso all’interno delle case con le loro porte e finestre spalancate per far entrare disperatamente quel filo d’aria che non c’era, salutando le signore sedute fuori dalle porte a sventolare i loro ventagli, scoprendo piccole chiesette e cappelle devote a qualche Santo.

gallipoli puglia

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Abbiamo scendendo i grezzi scalini dell’antico Frantoio Ipogeo che si trova sotto terra e dove per secoli muli e uomini hanno spremuto senza sosta olive per ricavarne olio da illuminazione, che da Gallipoli partiva sulle navi per illuminare strade e case dell’Europa e del Mediterraneo.

Avremmo voluto cenare un un ristorante carino a base di pesce, ma le circostanze hanno voluto che ripiegassimo su una focaccia al volo, un panzerotto e un pasticciotto come dessert, il tutto accompagnato da una birra e gustati sul bordo della strada, ad osservare la folla di gente che passava ed ascoltando divertiti le tecniche di vendita del venditore di spugne seduto al suo banchetto proprio accanto a noi.

gallipoli puglia

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Non potevamo chiedere di meglio a Gallipoli che ha risollevato una giornata nata storta e l’ha resa indimenticabile.

Informazioni utili su Gallipoli

L’aperitivo a base di pesce crudo l’abbiamo pagato € 15 (il prezzo varia a seconda del peso del pesce, ma non c’è un listino prezzi, il costo è un po’ ad occhio, giusto per avvertirvi nel caso vogliate provarlo anche voi!).

Attenti al pesce crudo, per chi non è abituato a mangiarlo potrebbe causare problemi intestinali (noi non lo sapevamo, e non abbiamo nemmeno avuto problemi di sorta).

Il frantoio ipogeo è davvero interessante da visitare: noi abbiamo trovato un ragazzo che ci ha raccontato tutta la storia di quel luogo ed è stato molto bello ascoltarlo. Purtroppo online si trovano poche informazioni sugli orari di apertura al pubblico, quindi meglio chiamare l’associazione che lo gestisce per maggiori indicazioni su orari e costi.