Friuli Venezia Giulia, Italia

Itinerari pasoliniani a Casarsa

Se lo sarebbe mai immaginato Pier Paolo Pasolini mentre scriveva poesie nella stanzetta che aveva affittato a Versutta per scampare dai bombardamenti della II Guerra Mondiale o mentre passeggiava per i campi di Casarsa della Delizia, che un giorno quei luoghi in cui aveva vissuto, camminato, amato, e di cui aveva scritto, sarebbero stati ripercorsi da persone appassionate e curiose di ritrovarvi un pezzetto di lui e delle sue opere?

Che ci sperasse oppure no, oggi a Casarsa, un piccolo paese del Friuli Venezia Giulia famoso per i suoi “deliziosi” vini, si possono seguire le tracce di Pasolini percorrendo gli itinerari Pasoliniani.

Io ho colto l’occasione delle Giornate FAI di Primavera per seguire gli itinerari facendomi guidare dai preparatissimi ragazzi delle scuole medie e superiori di Casarsa, ma non è necessario attendere le Giornate FAI per ripercorrere la vita friulana di Pasolini!

Tra i campi, le villette singole con i loro bei giardini, la ferrovia che divide a metà il paese come una ferita, tanti sono i posti che parlano pasoliniano.

Per iniziare al meglio tanto vale partire dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini. Il centro sorge nell’antica casa dei Colussi, i nonni materni di Pier Paolo, che dal 2004 è stata trasformata in un centro culturale che ospita spesso eventi e che raccoglie un ampio archivio sulle opere scritte dell’autore durante il periodo in cui ha vissuto in Friuli.

Al piano superiore ci sono ancora le stanze, alcune arredate come quando Pasolini ci abitava: il vecchio tavolo della cucina – quello che lui si era portato a Roma nei primi tempi dopo il suo trasferimento – e la credenza di legno scuro; la camera da letto di Pier Paolo, con il letto, lo scrittoio, le foto del calcio ed i colori del Bologna.

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La scrivania di Pier Paolo Pasolini al Centro Studi di Casarsa

 

Alle pareti appese vecchie foto di scuola di un Pasolini bambino, o di lui accanto ai suoi studenti, o ancora del periodo adulto, immortalato sui set dei suoi film. Ci sono anche le foto di quando – nel periodo in cui ormai viveva a Roma – era tornato a Casarsa e ad accompagnarlo c’era Maria Callas: lui aveva detto alla madre di non dirlo a nessuno, e invece la notizia della grande cantante in paese si era propagata così bene che c’era proprio tutta Casarsa ad aspettarli sotto casa (per dire che le mamme sono tutte uguali, e lo era anche la mamma di Pasolini).

Nella soffitta restaurata del centro studi, sotto alle accoglienti travi di legno, fino al 2 giugno 2014 rimane in allestimento una bellissima mostra fotografica intitolata “La perduta gioventù”, che se vi piace la fotografia vi consiglio di andare a vedere: sono scatti fatti da Danilo de Marco negli anni ’90 agli amici friulani di Pasolini. Grandi pannelli in bianco e nero con visi in primo piano solcati da rughe e sorrisi. E’ bello passare da un pannello a quello successivo cercando protagonisti dei racconti, delle poesie e soprattutto della vita di Pasolini.

Per proseguire con ordine e ripercorrere cronologicamente la vita di Pasolini la tappa successiva dell’itinerario è la chiesetta di Versutta, una piccola frazione di Casarsa immersa nella campagna.

Chiesa di Sant'Antonio Abate a Versutta

La Chiesa di Sant’Antonio Abate a Versutta

Chiesa di Sant'Antonio Abate a Versutta

Interno della Chiesa di Sant’Antonio Abate a Versutta

 

La chiesetta di Sant’Antonio Abate è stata ristrutturata da poco, riportando alla luce degli affreschi davvero belli, che non ti aspetteresti di trovare in un posticino così sperduto. La chiesetta è adagiata tra le case, circondata da un prato e alcuni vecchi alberi di gelso, nodosi e rugosi. La si trova spesso tra le poesie di Pasolini, insieme alla fontana lì vicina, fatta con le pietre del fiume Tagliamento e con incise le parole “La meglio gioventù – La nuova gioventù” in onore di Pasolini e delle sue opere.

Casarsa
Dedica.
Fontana di aga dal me país.
A no è aga pí fres-cia che tal me país.
Fontana di rustic amòur.

 

Versutta, la fontana di Pasolini

Versutta, la fontana di Pasolini

 

A pochi passi dalla chiesetta, la casa rossa che si vede spuntare tra gli altri caseggiati è la casa dei Bazzana, dove in un piccolo appartamento visse Pier Paolo con la madre durante la guerra e dove lui fondò anche l’Academiuta di lenga furlana (l’Accademia della lingua friulana), ed insegnò per un periodo lettere ai ragazzi della zona.

Duomo di Casarsa

Duomo di Casarsa

 

Ritornando verso il centro di Casarsa, accanto al Duomo c’è la loggia di San Giovanni: lì sotto Pier Paolo Pasolini, in una teca che ora è conservata (riprodotta a quanto pare) al Centro Studi, affiggeva i manifesti politici giovanili prima di essere espulso dal Partito Comunista di cui era membro (fu espulso in seguito all’accusa di atti osceni in luogo pubblico, che tra l’altro fu anche il motivo che lo spinse a lasciare Casarsa e trasferirsi a Roma).

La loggia di San Giovanni a Casarsa

La loggia di San Giovanni a Casarsa

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Chiesa di Santa Croce Casarsa

 

A pochi passi dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini c’è un’altra piccola chiesa, la Chiesa di Santa Croce, doppiamente importante per la vita di Pasolini.

Da un lato importante per aver ispirato una delle sue opere: infatti la lapide che si trova all’interno e che commemora l’invasione turca della zona nel 1500 lo ha ispirato per scrivere il dramma teatrale “I Turcs tal Friul” (I turchi in Friuli), dove, pur parlando dei turchi in realtà velatamente parla dell’invasione nazista a Casarsa e della resistenza partigiana.

La lastra che ispirò "I Turcs tal Friul"

La lastra che ispirò “I Turcs tal Friul”

 

Dall’altro lato la chiesa è importante per Pasolini perché qui si sono svolti i suoi funerali nel 1975, con oltre 10.000 persone arrivate a rendere omaggio all’autore (considerate che all’epoca gli abitanti di Casarsa erano solo 6.000).

Tappa conclusiva dell’itinerario pasoliniano non può che essere il cimitero di Casarsa, dove giacciono le resta di Pasolini, sepolto in una tomba insieme alla tanto amata madre, mentre in una tomba separata sono sepolti il padre – con cui Pier Paolo ha sempre avuto un rapporto molto conflittuale, forse soprattutto per la sua tendenza politica filofascista – ed il fratello Guido, morto durante la guerra tra le fila della resistenza partigiana.

Tutte le informazioni utili per scoprire Pasolini e i momenti della sua vita friulana a Casarsa si possono reperire nel sito del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa.

Seguendo gli itinerari si può scoprire un pezzo di letteratura italiana importantissimo, ma soprattutto apprezzare la narrazione che Pasolini ha fatto di un Friuli semplice e contadino.