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Invasione compiuta a Portogruaro

Invasione compiuta!

Esclamazione che mi esce come un sospiro di sollievo ora che l’invasione digitale al Museo Archeologico Concordiese di Portogruaro si è conclusa. Si, perché sarà stata anche una cosa piccolina ma non mi era mai capitato di organizzare niente, nessun evento prima d’ora, e l’ansia che qualcosa andasse storto o che mi ritrovassi io da sola con la guida un po’ c’era.

Se ancora non sapete cos’è un’invasione digitale, basta che andiate a leggere il mio post di qualche settimana fa per aggiornarvi. Poi tornate qui e leggete come è andata!

Insomma eravamo in 25 nell’atrio del museo: fuori scrosciava la pioggia, ma noi incuranti delle condizioni meteo avverse (e al coperto) siamo partiti alla scoperta della storia romana del nostro territorio. Infatti nel Museo Archeologico Concordiese di Portogruaro (uno dei più antichi d’Italia) sono conservati i resti rinvenuti nella vicinissima città di Concordia Sagittaria, che all’epoca dell’Impero Romano era un importante centro militare.

Inizia l'invasione digitale #LivePortogruaro

Inizia l’invasione digitale #LivePortogruaro

Con le guide abbiamo prima esplorato i reperti nella grande sala a forma di basilica al pian terreno che contiene principalmente elementi funerari o decorativi in pietra, mosaici ed iscrizioni, e poi quella al piano superiore dove sono conservati oggetti di vita quotidiana, statuine in bronzo, oggetti in metallo.

Ho scoperto che Concordia Sagittaria ai suoi tempi era una città cosmopolita e multiculturale – tipo una piccola New York! :D.

Ho scoperto che il luogo fisico in cui sorgeva la fabbrica di frecce (da cui la città prende il nome: sagitte=frecce) non è ancora stato individuato (quindi si continua a cercare).

Ho scoperto che una delle cose più temute dai romani era che qualcuno violasse i sarcofagi dove erano custodite le spoglie dei loro cari mettendoci all’interno altre spoglie di sconosciuti.

Ho scoperto che lungo le strade e i campi si posizionavano delle statuine di omini con la gonna alzata ed il membro al vento il cui scopo era di allontanare il malocchio.

Ho scoperto che si ritrovano ogni giorno nuovi reperti e che i magazzini del museo sono pieni di pezzi da esporre, ma che purtroppo al momento non c’è lo spazio fisico per dargli la giusta visibilità.

Tantissimi oggetti, iscrizioni, pezzi di pietra che raccontano cose, storie, usanze, tradizioni di un popolo e di un territorio e che le portano fino a noi a distanza di secoli…

Mi sono sentita orgogliosa del posto in cui vivo, di quello che ha da offrire e delle sue (e mie) radici. 

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Terminata la visita in museo naturalmente abbiamo sancito “l’invasione compiuta” con la foto di rito, ma non è finita qui.

Invasione compiuta #LivePortogruaro

Invasione compiuta #LivePortogruaro

Invasione compiuta #LivePortogruaro

Invasione compiuta #LivePortogruaro

Abbiamo anche proseguito la visita al centro di Portogruaro attraverso il percorso pedonale che parte proprio dal Museo e costeggia il fiume Lemene per terminare ai Molini.

Il tour fotografico è terminato in municipio dove l’assessore alla cultura di Portogruaro ha aperto le porte agli invasori.

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Da portogruarese ho fatto una grandissima scoperta qui: Luigi Russolo (a cui è anche dedicato il teatro cittadino) e di cui all’interno del municipio sono conservati dei quadri, era un esponente del movimento futurista italiano (e questo lo sapevo, ho anche visto dei suoi quadri in esposizione al Guggenheim di New York solo qualche settimana fa), ma non sapevo che Russolo è anche considerato il padre della musica elettronica! Quasi tutti gli invasori – anche i portogruaresi – sono rimasti molto colpiti da questa notizia, chi se lo immaginava! 🙂

La fine di ogni evento che si rispetti deve essere sancita da un brindisi, il nostro lo abbiamo fatto con uno spritz al Bar del Parco!

Invasione compiuta #LivePortogruaro

Spritz al Bar del Parco

Ora inizia la parte dei ringraziamenti di rito, quindi se non vi interessa potete finire la lettura qui: sappiate solo che la raccolta dei tweet e delle foto dei partecipanti alla giornata la trovate sullo storify.

Prima i ringraziamenti “ufficiali” in primis la direttrice del Museo che si è resa disponibile ad accoglierci e poi le guide (la Prof.ssa Moro e Margherita, studentessa di Conservazione dei Beni Culturali) che gratuitamente ci hanno accompagnato alla scoperta del Museo e infine l’assessore Maria Teresa Ret che ha accolto l’iniziativa e delle invasioni e ci ha tenuto ad esserci presente e ad accoglierci prima ai Molini e poi al Municipio di Portogruaro.

E poi i ringraziamenti “di cuore” a tutte le persone che sono venute e senza cui nulla sarebbe riuscito. Le cose belle riescono solo se c’è un bel team dietro. 

Federica (per l’aiuto ed il supporto) ed i suoi colleghi di One Eyed Jack che hanno filmato l’evento e creato il video (presto online!)

Giovanna, Martina, Tatiana, Andrea (a cui finalmente ho dato una faccia dopo averlo conosciuto solo tramite i tweet).

Laura e Andrea e Anna e Selina – super amici! – e poi le ragazze di Didatticando.

E sempre e comunque Raffaele 🙂

(Ecco qualche foto dei partecipanti)

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