Perché viaggiare

Nei giorni passati ho trascorso circa una settimana a Malta: mi trovavo lì con altri blogger provenienti da altre zone del mondo, ero l’unica italiana.

A parte la bellezza dell’isola, il piacere di trovarmi a Malta e di sentirmi per un po’ in vacanza, a livello personale il bello di questa esperienza è stato anche il condividere le giornate e gli spazi con persone di altre nazionalità, scambiarsi sensazioni ed impressioni, scoprire non solo l’isola, ma anche le abitudini di vita di persone che provengono da posti diversi e riscoprire le mie attraverso gli occhi degli altri.

Le prime differenze le ho notate già al mattino facendo colazione: io una fetta di pane e Nutella, uova strapazzate per gli olandesi, pane e salame per gli spagnoli. Ma queste abitudini sono forse la parte più sciocca e terra terra delle differenze che ci riguardavano.

Mi è piaciuto un sacco confrontare l’italiano con le altre lingue: come si dice questo in spagnolo, e quest’altro in inglese e scoprire che ci sono spesso affinità là dove non te le aspettavi, come differenze inattese.

E’ stato piacevole trovarsi a discutere di storia mondiale ed europea, mettere a confronto la politica casalinga e scoprire come l’Italia abbia così tanto in comune con la Spagna, di come la famiglia reale spagnola non sia molto popolare tra i cittadini e di come invece gli olandesi siano profondamente orgogliosi dei loro regnanti.

E poi abbiamo parlato di Europa, perché alla fin fine facciamo parte di questa grande entità politica e finanziaria, e ci siamo chiesti l’un l’altro se ci sentiamo europei. Voi vi sentite europei? Bella domanda…
Io sì, europea mi ci sento. Sarà che a volte mi sento poco italiana quindi in qualche altro modo avrò pur bisogno di definirmi?

Perché racconto tutto questo? Perché credo che vivere nella nostra piccola teca di vetro, rimanere confinati troppo a lungo nella nostra città, nella nostra regione, nella nostra Italia non ci faccia bene. C’è bisogno di viaggiare, di conoscere cosa c’è al di là dei nostri confini nazionali, ma anche al di là dei nostri confini mentali.

E’ importante secondo me entrare a contatto con “l’altro” e capire che non esiste un solo modo di vedere le cose (il nostro), che le cose non sono sempre come ce le vogliono far credere.

Rendiamoci conto che spesso l’informazione in Italia viene filtrata: ci viene proposto quello che alla fazione politica di turno interessa maggiormente, o addirittura alcune notizie non vengono proprio fatte passare. E lo stesso vale negli altri paesi.

Io credo che solo viaggiando e conoscendo persone di luoghi e culture differenti, ma soprattutto stringendo amicizie, possiamo diventare più consapevoli e più tolleranti, lasciare da parte le invidie ed i nazionalismi, i retaggi storici che ci portiamo avanti da decenni o secoli, e renderci conto che siamo tutti uguali, solo che abbiamo abitudini diverse, da conoscere, apprezzare e rispettare.

Solo con il rispetto e l’accettazione reciproca possiamo sperare in un mondo un po’ migliore di quello nel quale ci troviamo a vivere e io sono profondamente convinta che viaggiare – seppur non risolva i massimi problemi esistenti – ci possa aiutare a costruirlo.

Ringrazio le persone che mi hanno accompagnata in questa avventura: Ana e Alex, Cassie, Wendy e Gerber e tutti i maltesi e gozitani che hanno contribuito a rendere questo viaggio vero, vitale, umano (da George lo chef a Joey l’autista, a Ana la guida a Mark e gli altri membri della squadra di diving che ci hanno portato in immersione, e tutti gli altri che non ho nominato) e i cui sorrisi e le conversazioni hanno reso grandi questi giorni maltesi.

Non so se mi capiterà mai di incontrarli di nuovo, ma in fondo quello che conta più di tutto è che questo conoscersi, parlare e stare insieme abbia seminato cose buone in me e spero anche negli altri.

“Il viaggio è fatale per i pregiuzi, il bigottismo e la ristrettezza mentale; l’ampiezza di vedute e l’elasticità di pensiero non possono essere acquisite vegetando per l’intera esistenza in un unico piccolo angolo del mondo.” – Mark Twain

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6 Comments

    1. says: Vale Diarioinviaggio

      Sì Serena, per me è questo quello che distingue un viaggio da una “semplice vacanza”.
      Grazie del tuo commento!

  1. says: Eleonora

    Grazie per essere passata da me 🙂
    Adoro Malta, ci ho lasciato un pezzo di cuore e ci torno ogni volta che posso…
    Ormai la conosco come le mie tasche e devo dire che la amo tantissimo!!!

  2. says: Gianna Puppini

    Grande Vale, complimenti per la tua pagina e per la scelta di vita fatta!
    La meta non é tanto importante, quanto il percorso fatto per arrivarci! Grazie per queste tue riflessioni, che condivido pienamente. Anche per chi come me al momento non ha la possibilitá di spostarsi, porti un’ondata di freschezza e voglia di vivere e guardare al di lá della nostra piccola realtà ….

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