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Delizie dal Garda Trentino e dintorni

Reduci da un weekend all’ingrasso dove abbiamo abbiamo mangiato tanto, variegato e bene voglio ora fare un piccolo focus su tutte queste bontà e su quello che si può mangiare di tipico e tradizionale nella zona del Garda Trentino e delle Terme di Comano.

Il miele

Inizierei parlandovi del miele che viene prodotto in lungo ed in largo in tutto il Trentino. Avendo noi soggiornato nell’Agritur Ca’ de Mel (tradotto Agritur casa del miele) di proprietà di Cristiano, apicoltore di Stumiaga, non posso non parlarvi del suo che abbiamo mangiato la mattina a colazione e che abbiamo poi acquistato ai mercatini di Natale di Canale di Tenno (anche se in realtà per acquistarlo basta andare al negozietto presso l’agritur).

Tra i suoi mieli ci sono il castagno, l’arancio, l’acacia e tanti tipi di millefiori che hanno nomi diversi a seconda della zona nella quale sono stati raccolti. A detta di Cristiano il migliore è il miele di arancio: noi ci siamo fidati e l’abbiamo acquistato per le nostre colazioni casalinghe.

 

Miele dall'Agritur Ca' de Mel

Miele dall’Agritur Ca’ de Mel

 

La ciuìga

La ciuìga è prodotta a San Lorenzo in Banale ed è uno dei Presidi SlowFood trentini. E’ una salsiccia a base di rapa bianca che può venir mangiata così com’è, affettata come fosse un salame (in questo caso dovete lasciarla 7 giorni ad asciugare prima di consumarla, in modo che si asciughi), oppure venir bollita e mangiata con le patate lesse (in questo caso mi ricorda un po’ il “musetto” che si mangia dalle mie parti).

 

La ciuìga, presidio Slow Food trentino

La ciuìga, presidio Slow Food trentino

 

La carne salada

La carne salada ormai è abbastanza conosciuta e comune in giro per l’Italia, ma è originaria di questa parte del Trentino, quando si aveva l’esigenza di conservare la carne mettendola sotto sale.

La carne salada può essere mangiata cruda, a mo’ di carpaccio (la versione che preferisco), oppure venire cotta come se fosse una bistecchina fina fina.

Il panino con la carne salada è una prelibatezza che eguaglia o forse supera il panino con la salsiccia!

La carne salada dell'Acetaia

La carne salada dell’Acetaia

Salumi e carpaccio di carne salada all'Acetaia

Salumi e carpaccio di carne salada all’Acetaia

 

L’aceto balsamico

A pochi chilometri da Riva del Garda, con una vista da favola dall’alto sul lago c’è un ristorante che è anche azienda agrituristica. Si chiama “L’Acetaia” ed il nome lo prende da una delle sue maggiori attività, quella di produzione dell’aceto balsamico seguendo l’antica ricetta dell’aceto balsamico di Modena.

E’ una produzione nuova perché è solo da 4-5 anni che l’Acetaia è aperta quindi l’aceto balsamico ad oggi ha maturato al massimo 5 anni di invecchiamento nelle varie tipologie di botte di legno. Anche se il processo di invecchiamento non è del tutto completo perché – come da ricetta modenese – l’aceto deve passare per almeno 8 botti di legno diverso in ciascuna delle quali deve invecchiare un anno, posso assicurarvi che quello che potete degustare all’Acetaia è super e non ha nulla a che fare con l’aceto balsamico che si compra al supermercato!

Non perdetevi un pranzo con vista all’Acetaia: i formaggi, il vino, la carne salada e più in generale la carne ed i salumi che vengono proposti provengono tutti dai pascoli o dalle coltivazioni dell’agritur stesso. Quindi la qualità è alta, la filiera è corta ed i prezzi sono nella media (sui 30 € per un pranzo o una cena con antipasto, primo o secondo e dolce).

L'aceto balsamico Cru dell'Acetaia

L’aceto balsamico Cru dell’Acetaia

 

Le noci di Bleggio

Le noci di Bleggio sono una qualità particolare di noce di dimensioni più piccole rispetto alle tradizionali e con il guscio scuro. Le noci di Bleggio si possono mangiare così come sono una volta spellate, ma non solo. Diventano anche un ingrediente che va ad arricchire altri prodotti gastronomici locali come per esempio il pane con le noci, il salame con le noci e il paté di lardo alle noci.

Il pane con le noci lo abbiamo assaggiato in loco (vedi l’ultimo punto di questa lista) mentre non siamo riusciti ad assaggiare il salame ed il paté. Per ovviare li abbiamo acquistati entrambi e ce li siamo portati a casa come souvenir! 😉

La pasta con le “Molche”

Le Molche non sapevo cosa fossero, mi ci sono imbattuta nel menu del ristorante La Lega, un locale storico che propone cucina trentina ad Arco e ho voluto provarle.

Le Molche sono ciò che resta della spremitura delle olive: un composto fatto di bucce e polpa, perché non si butta mai via niente! Con le molche si possono fare molte cose: il pane e le focacce, oppure condire la pasta, gli gnocchi o “condire” secondi piatti, magari a base di pesce.

Io ho mangiato questo piatto di orecchiette con le Molche e l’ho trovato molto gustoso!

Le orecchiette con le molche

Le orecchiette con le molche

 

Strangolapreti

Gli strangolapreti trentini dal mio punto di vista hanno molto in comune con i canederli (vedi sotto), tanto che a volte tendo a confonderli. Gli strangolapreti sono sempre a base di pane raffermo ma nel ripieno ci sono anche gli spinaci e solitamente sono di dimensioni più piccole rispetto ai cugini canederli. Vengono conditi con burro e salvia e sono un piatto 100% veg.

I strangolapreti trentini

I strangolapreti trentini

I canederli

Dici Trentino e ti vengono in mente i canederli! Io ho un adorazione per queste palle di pane raffermo che possono venir arricchite con ingredienti come speck, formaggi o altro possono essere serviti “asciutti” con il burro fuso, oppure in brodo.

Di canederli vi avevo già parlato in un altro post con le indicazioni di dove li avevo mangiati in Trentino, questa volta li ho gustati all’Acetaia.

 

I canederli (affiancati da un meraviglioso risotto con zafferano e speck)

I canederli (affiancati da un meraviglioso risotto con zafferano e speck)

 

Il panino con lo speck e il formaggio alla piastra

Questo panino è un mix di sapori trentini e non posso non parlarvene. L’abbiamo azzannato ad uno degli stand del mercatino di Natale di Rango ed accompagnato da un buon vin brulé posso dire che era la morte sua!

Il pane era il famoso pane alle noci di Bleggio a cui vi accennavo qui sopra, imbottito con l’intramontabile speck trentino (che si legge spéck con la e chiusa) e il formaggio fatto scaldare sulla piastra.

Uno street food da non lasciarsi sfuggire!

 

I canederli alla Taverna La Lega di Arco

Io che addento il panino al Mercatino di Rango

 

Strauben

Lo strauben è una porcata pazzesca, possiamo dirlo! Una classica frittella di forma piatta e rotonda dove la pastella assume la forma di un lunghissimo vermicello avvolto su se stesso… Una sorta di gomitolo piatto.

Viene servita ricoperta di zucchero a velo, da marmellata, o – nei casi estremi – da Nutella. Non serve che vi dica che io ho preso la terza opzione. Decisamente pesantina, ma quando ci vuole ci vuole!

Gli strauben li trovate in Trentino ma soprattutto in Alto Adige e sono uno dei classici street food che non mancano mai nelle sagre paesane, o come in questo caso, ai mercatini!

Questo quello che abbiamo provato noi in 48 ore, dite che mi sono dimenticata di menzionare qualche altra specialità locale del Garda Trentino e delle Terme di Comano? Se sì voglio saperlo, quindi aggiungetele tra i commenti!