Collaborazioni, Italia, Veneto

La danza delle api alla tenuta Borgoluce

Il Castello di Susegana mi aveva già ammaliata qualche mese fa, ora a distanza di poco tempo sono di nuovo qui ad ammirarlo dal basso, da Borgoluce, la tenuta di “1220 ettari di vita”, che si trova ai suoi piedi e si estende tutto intorno ad esso.

Borgoluce è pascoli, boschi, campi, vigneti, frutteti. La filosofia aziendale è di produrre in modo più naturale possibile una grande quantità di prodotti, dal vino alle carni, dal miele ai cereali, unendo le conoscenze d’oggi alla memoria storica di ieri puntando alla genuinità dei prodotti. Avevo già sentito nominare questo luogo e finalmente ecco l’occasione per conoscerlo da vicino.

Borgoluce

Borgoluce – Credits Borgoluce

La tenuta di Borgoluce

La tenuta di Borgoluce – Credits Borgoluce

In questo angolino rurale di Veneto ci sono venuta per un prodotto in particolare, il miele, e ovviamente per le signore api che lo producono e che – danzando e ronzando come solo loro sanno fare – mi aiuteranno a scoprire meglio il loro mondo e quello di Borgoluce.

Le api trentine di Borgoluce

Borgoluce si trova in Veneto, in provincia di Treviso, ma le api che producono il suo miele sono trentine: le arnie vengono da “fuori regione”! Ogni primavera l’apicoltore trentino dei Mieli Thun Andrea Paternoster conduce qui gli insetti dalla Val di Non lasciandoli svolazzare tra i pascoli, boschi e corsi d’acqua della tenuta.

Andrea Paternoster mieli thun

Andrea Paternoster – Credits Arcangelo Piai

Alla base di questa collaborazione oltre ad una condivisione di valori anche un vantaggio reciproco: le api qui stanno bene, trovano un ambiente “sano” dove produrre buon miele, il territorio dall’altro canto approfitta del grande valore di cui le api – impollinatori naturali – sono portatrici.

In compagnia di Andrea raggiungiamo la zona della tenuta in cui stazionano le arnie e, intabarrata come una vera apicoltrice, mi avvicino alle casette sfidando il caldo africano di questa giornata di luglio. Dietro alla retina del mio copricapo affronto con tranquillità le api solitarie che mi svolazzano intorno giustamente incuriosite dal nostro gruppetto di pseudo apicoltori che si avvicinano alle loro case.

Apicoltori

Apicoltori – Credits Arcangelo Piai

apicoltori

Io in tenuta da apicoltrice 🙂

Andrea toglie il coperchio alla casetta prescelta e uno dopo l’altro ci mostra i favi carichi di miele mentre ci spiega le meraviglie ed i segreti che regolano l’alveare. Compito arduo il suo perché il mondo delle api è veramente qualcosa di incredibile, una società organizzata nei minimi dettagli: l’alveare è un corpo unico di cui le singole api sono arti ed organi vitali che si muovono a tempo, in armonia e senza sosta seguendo un fine comune quello di protezione ed autorigenerazione dell’alveare.

E’ difficile non innamorarsi perdutamente di questi piccoli insetti e Andrea ci trasmette tutta la sua passione, non solo attraverso le parole: accarezza le api, tocca con delicatezza la loro livrea pelosa imbrattata di polline, danza con loro.

Api Borgoluce

Api – Credits Arcangelo Piai

Un leggero taglio praticato sulla superficie del favo ed ecco sgorgare il nettare dolce, taglio che le api si affrettano subito a riparare; dalle celle della nursery a distanza di pochi secondi l’una dall’altra nascono nuove api operaie che subito si mettono all’opera per fare la loro parte nell’alveare; la regina – un po’ più grande delle altre perché alimentata per tutta la sua vita a pappa reale – è la grande protagonista dell’arnia: al suo passaggio le altre api si spostano dalla sua strada perché è lei a garantirne la vita stessa deponendo le uova che diventeranno nuove api operaie.

La danza delle api

La danza delle api

Ape regina

Ape regina – Credits Arcangelo Piai

Attimi di vita nell’alveare che noi come studiosi con un microscopio osserviamo dall’alto dietro le nostre retine calate sugli occhi mentre le api operaie non smettono la loro danza dentro e fuori l’arnia alla ricerca di polline da trasformare in dolce miele.

Degustando il miele a Roccagelsa

Richiusa l’arnia e lasciate le api alla loro quotidianità operosa ci dirigiamo per la degustazione del miele a Roccagelsa, la frasca di Borgoluce.

Roccagelsa, la frasca di Borgoluce

Roccagelsa, la frasca di Borgoluce

Prima di sederci a tavola andiamo a visitare l’adiacente complesso aziendale di Mandre dove abbiamo un incontro ravvicinato con le bufale da cui si ricava il latte per produrre mozzarelle, ricotte e altri gustosi latticini.

L’azienda agricola è totalmente ecosostenibile grazie ad un sistema formato da un biodigestore ed un motore di cogenerazione che permette di trasformare i reflui zootecnici e i resti dei prodotti agricoli in biogas che si trasforma in energia elettrica e calore. Al piano superiore della stalla, in un’aula didattica appositamente predisposta che si affaccia sui recinti delle bufale i ragazzi ed i bambini delle scuole vengono a conoscere più da vicino il mondo agricolo ed il territorio grazie ai programmi di fattoria didattica.

Le bufale di Mandre

Le bufale di Mandre – Credits Borgoluce

Le mozzarelle di bufala di Borgoluce

Le mozzarelle di bufala di Borgoluce – credits Borgoluce

Torniamo quindi alla frasca dove sono già pronti per noi tre calici a testa che contengono i tre mieli prodotti a Borgoluce: acacia, millefiori e melata. Colori e profumi diversi che si fanno ancora più intensi quando il nettare viene spalmato sulle pareti del calice. Un aroma inebriante riempie il bicchiere e un dolce sapore zuccherino pizzica la lingua e la gola.

Degustazione di mieli e formaggi di bufala

Degustazione di mieli e formaggi di bufala – Credits Arcangelo Piai

Degustazione di mieli

Degustazione di mieli – Credits Arcangelo Piai

Accompagniamo il miele con la mozzarella di bufala, la ricotta di bufala e la cacciottina di bufala, ovviamente tutti prodotti a km zero fatti con il latte delle bufale di Mandre. Non facciamo una degustazione di formaggi con il miele, che sia chiaro, ma ci godiamo il miele e i formaggi studiando con il palato come i gusti cambiano a seconda della associazioni che facciamo.

Un’esperienza a 360 gradi, dal produttore (le api e le bufale) al prodotto (il miele e i formaggi) al consumatore (io).

E mi accorgo che quello che sto mangiando ha un gusto unico: un po’ per il processo di produzione è attento e quanto più naturale possibile, un po’ perché grazie a questa giornata “sul campo” lo affronto io stessa con una consapevolezza diversa.