Italia, Veneto

Lagoon Sunsets, escursioni e suggestioni nella laguna nord

lagoon sunsets

Spiagge affollate, luci al neon, locali che martellano musica fino a tarda notte.
Benvenuti a Jesolo, la regina della movida estiva della riviera veneta.

In pochi si immaginano le distese di acqua che si fondono con il cielo, gli uccelli che si librano in volo, il silenzio della natura.
Questo è l’altro lato della medaglia, la testa di una moneta che quando lanciata si ostina a dare sempre croce.

laguna nord

Lagoon Sunsets è l’evento a cui sono stata invitata a partecipare questo settembre, l’anticipazione di una proposta turistica che sarà attiva a partire dall’estate 2017 pensata per dare l’opportunità agli animi più curiosi di scoprire il lato meno ovvio di Jesolo e valorizzare una porzione di territorio – quello lagunare – che è patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Tutto ha origine dalla Piave, fiume impetuoso che nasce nelle montagne del bellunese e che dopo la Prima Guerra Mondiale Gabriele D’Annunzio ha ribattezzato al maschile – il Piave – per esaltarne la forza e la grandezza di fiume sacro alla patria. Per i Veneziani della Serenissima fu a lungo equiparata ad un autostrada: il mezzo più rapido per trasportare zattere di tronchi – pregiata materia prima per la propria flotta commerciale – dalle foreste della Val Belluna fino a Venezia.
Furono proprio i veneziani a modificare il corso del fiume affinché non sfociasse nella laguna, portando con sé i suoi detriti e causandone il progressivo interramento.

Oggi di quella deviazione di secoli fa rimane la Piave Vecchia ravvivata dalle acque del fiume Sile, fiume di risorgiva, più placido e dunque non pericoloso per la laguna perché non portatore di detriti.

Tutta questa introduzione per dirvi che è da Caposile che inizia la nostra incursione in laguna, tra vie di campagna che costeggiano la Piave Vecchia, dapprima asfaltate e poi ghiaiose, perfette per essere percorse in bicicletta tra le luci ed ombre delle fronde degli alberi ed i riflessi sull’acqua simili a specchi.

Se si allunga lo sguardo dietro file di alberi si può già scorgere il primo lembo di laguna e le barene, isolotti che affiorano dall’acqua ricoperti di erbe lagunari, come la salicornia, ingrediente utilizzato nella cucina locale.

laguna nord di Venezialaguna nord di Venezia

In questo paesaggio alternato da importanti cancelli che palesano ingressi a proprietà private ed orti dove vengono coltivati pregiati ortaggi, si giunge all’Agriturismo La Barena di Lio Maggiore, punto di arrivo o di partenza, dipende dai punti di vista.

Qui la terraferma si affaccia alla laguna che cinge – a seconda delle maree – argini, prati, barene e orti regalando salinità al terreno.
Passeggiando sugli argini si può avere la sensazione di camminare sull’acqua circondati dai fiori di limonio che ormai al momento della mia visita stanno sfiorendo, eppure ancora regalano una piacevole sfumatura violacea a quel paesaggio idilliaco.

Punto di arrivo o partenza dicevo: da qui si parte per la laguna vera e lo si può fare solo a bordo di una barca. Un bragozzo a motore per l’esattezza: un’imbarcazione tradizionale a fondo piatto adatta a navigare tra i bassi fondali lagunari.

laguna nord di Venezia

laguna nord di Venezia

Accompagnata dal ronzio del motore lascio che viso e capelli si espongano all’aria della laguna e al profumo di salsedine per sentirmi parte della magia naturale che mi circonda. Anche qui il cielo si specchia vanitoso nella laguna: potrebbe essere difficile capire dove finisca l’uno e dove inizi l’altra se non fosse per quelle sottili strisce di terra che separano l’orizzonte e da cui qua e là si ergono campanili e torri veneziane.

Bricole come troni per i gabbiani, garzette ed aironi che aprono le loro grandi ali librandosi nel cielo terso, pescatori solitari nelle loro barchette ed atmosfere e colori che variano a seconda dell’ora del giorno e del meteo. E’ anche questo il bello: scatti una foto oggi ad una certa ora del giorno e non sarà mai uguale a quella scattata il giorno successivo, o quello dopo ancora; e poi tutto cambia in funzione delle maree. E’ un paesaggio mutevole quello lagunare ed è questa la sua forza e bellezza.

laguna nord di Venezia

laguna nord di Venezia

Intanto iniziamo ad approcciare le prime isole della laguna nord: San Francesco del Deserto, l’isola di Santa Cristina, il Crevan, fino a che non avvisto i colori familiari di Burano ed il suo campanile pendente.

Approdiamo a Torcello che sorge attorno alla magnifica Basilica della Madonna Assunta. In punta dei piedi entro nella chiesa e rimango a bocca aperta di fronte ai mosaici dorati, agli archi a tutto sesto e al pavimento decorato in pietre intagliate. Un meraviglioso giudizio universale per intimare ai credenti di comportarsi bene una volta usciti da quelle mura e l’abbraccio onnipresente della Vergine che intercede per loro.

torcello

Il racconto prosegue all’esterno zigzagando tra reperti archeologici tra cui il trono di Attila (attente a sedervici sopra donne!) e terminando nel Museo di Torcello che conserva reperti trovati qua e là dopo la caduta di Venezia e le razzie del buon vecchio Napoleone.

torcello

torcello

Mentre il tramonto inizia a colorare il cielo di color pervinca ci riposiamo all’ombra del pergolato del Ristorante Villa ‘600 di Torcello gustando una cena proposta dall’Agriturismo Bon Tajer che unisce i sapori della cucina veneta alle specialità della val Belluna quasi a ripercorrere quel legame indissolubile tra Dolomiti e laguna perpetrato dalle zattere di tronchi ai tempi della Serenissima.

torcello

torcello

La notte avvolge la laguna, così come le note di Rita Marcotulli al pianoforte ed Andy Sheppard al sax avvolgono me e i miei pensieri illuminati dai riflessi argentei della luna.

Dall’estate 2017 chiunque potrà accedere alla proposta di Lagoon Sunsets. Si tratterà di pacchetti simili all’esperienza che ho vissuto io in questo sabato settembrino, tenete sotto controllo il sito di Jesolo per aggiornamenti.