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Mulini di Portogruaro: itinerario tra le dolci acque del Veneto Orientale

mulini di portogruaro

Questo mio articolo sui mulini di Portogruaro è stato pubblicato nel magazine cartaceo Portogruaro.net e fa parte di una rubrica periodica nella quale racconto dei dintorni di Portogruaro e degli itinerari che si possono seguire sul mio territorio.
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Il fiume Lemene, i canali, i fossi e le rogge segnano come rughe le campagne attorno a Portogruaro; un reticolo di specchi d’acqua dove gli uccelli migratori trovano riposo e i colori delle stagioni si riflettono vanitosi. Tra campi arati e agglomerati urbani, i rivoli d’acqua dolce nascono dalle risorgive e si fanno strada silenziosi fino al mare.

La loro forza placida è stata sfruttata fin dai tempi più antichi dall’uomo, ed i mulini che punteggiano ancora oggi il territorio sono lì a dimostrarlo. Oggi molti di essi non sono più in funzione ma la loro scenografica presenza rimane tale, a volte inghiottita nella vegetazione o incastonata tra i campi. Cosa c’è di meglio di un itinerario in bicicletta per riscoprirli?

itinerario in bicicletta mulini di portogruaro

Dai Molini di Sant’Andrea a Villa Bombarda

I mulini di Portogruaro per eccellenza sono i Molini di Sant’Andrea che sorgono nel cuore della città. Tra le loro pale scorre abbondante l’acqua del fiume Lemene facendo un fracasso che sovrasta ogni altro suono; nonostante il nome racchiuda la loro funzione, a volte l’abitudine ci fa scordare che per secoli il loro ruolo è stato proprio quello di macine.

mulini di portogruaro

mulini di portogruaro

Se oggi sono scenografici (il punto più bello e romantico di Portogruaro per me) nel Medioevo erano di primaria importanza perché, essendo gli unici mulini all’interno della cerchia muraria, assicuravano agli abitanti il sostentamento anche in caso di assedio.

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Proprio da qui inizia il nostro itinerario in bicicletta: ci lasciamo alle spalle il campanile pendente, i palazzi veneziani ed i portici e pedaliamo lungo la pista ciclabile per raggiungere borgo San Nicolò. Qui il Lemene, che per un attimo avevamo perso di vista, ricompare per farci compagnia almeno fino a Portovecchio.

villa bombarda

A Portovecchio nascosta tra gli alberi c’è Villa Bombarda, una villa veneta adagiata sul Lemene il cui biancore risalta tra la vegetazione e le acque smeraldo. Durante la settimana il lungo viale d’ingresso alberato è accessibile al pubblico (orari 10-12/14-18, chiuso la domenica). Lo percorriamo per scorgere ciò che resta dei due antichi mulini della villa: rimangono solo le vecchie pale arrugginite e le antiche macine ma con un po’ di fantasia possiamo immaginarli in tutto il loro splendore, all’opera e a pieno regime.

Boldara: i mulini ed il parco

Di nuovo in sella alla bicicletta seguiamo le anse della pista ciclabile Giralemene che lungo stradine secondarie, costeggiando rogge e campi di granoturco, ci porta ai mulini di Boldara. Da un ponticello in legno ci addentriamo nel parco da cui godiamo di una visuale d’eccezione sui mulini di inizio Novecento. Sediamoci su una panchina, riprendiamo fiato e godiamoci i colori ed i suoni della natura: in sottofondo lo scroscio della piccola cascata che azionava le pale dei mulini, in acqua i cigni bianchi che scivolano eleganti tra i riflessi cangianti.

mulini di boldara

I molini di Stalis e la fontana di Venchiaredo

Meno di 5 km ci separano dai molini di Stalis che raggiungiamo attraversando le campagne di Gruaro e Bagnara. I due mulini, usati per secoli dai monaci della vicina abbazia benedettina di Sesto al Reghena per macinare i cereali, sono stati ristrutturati nel 2000 dopo un periodo di totale abbandono. Ora possiamo percorrere la passerella di legno che sovrasta il fiume, sporgerci per osservare pale ed ingranaggi dell’antico mulino e visitarne l’interno durante le aperture nei mesi estivi.

mulini di stalis

Lungo la strada bianca delimitata dai gelsi ci aspetta l’ultima tappa del nostro itinerario, la fontana di Venchiaredo, un luogo incantato inghiottito nel verde le cui gorgoglianti acque cristalline invitano ad essere accarezzate. Impossibile non rimanere affascinati dalla quiete di questo posto che ha ispirato poeti del calibro di Ippolito Nievo e Pier Paolo Pasolini.

fontana di venchiaredo

Il nostro itinerario termina qui! Tornando indietro ti consiglio di fare una sosta a Cordovado e al suo centro medievale incastonato tra le antiche mura: è a pochi km di distanza dalla fontana di Venchiaredo e può essere un’ultima tappa prima di rientrare al punto di partenza.

A dir la verità nei dintorni ci sarebbe ancora molto da vedere: dall’antica basilica benedettina di Sesto al Reghena alla natura dei Prati Burovich, proseguendo con Cinto Caomaggiore e i suoi laghetti immersi nella quiete della natura.

Magari di questi te ne parlo un’altra volta, ok? 🙂

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