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Nel cuore della terra: le miniere di Capoliveri

miniere di capoliveri

Il buio, il silenzio e l’umidità che impregna l’aria nelle miniere di Capoliveri sono l’altra faccia dell’Isola d’Elba, quella che si contrappone nettamente all’immagine di isola solare sospesa tra il blu del mare, il verde della natura e l’azzurro intenso del cielo.

Io non me lo aspettavo proprio che quell’isola baciata dal sole avesse un lato così buio e tenebroso e credo che siano molti coloro che trascorrono le loro vacanze all’Elba e la lasciano senza immaginare che questo piccolo tesoro si possa trovare a così pochi metri da loro. Per questo qui voglio raccontarti della mia esperienza nel cuore della terra alle miniere di Capoliveri, un luogo insolito da visitare per arricchire la tua vacanza all’Isola d’Elba.

vista su capoliveri

Il monte Calamita si erge a sud-est dell’Isola d’Elba su una penisola che si estende verso il mare, lo si raggiunge superando il bellissimo paesino di Capoliveri e proseguendo lungo strade sospese tra il mare e la bassa vegetazione mediterranea che all’imbrunire regalano i migliori tramonti dell’Elba.

tramonti dal monte calamita

L’asfalto lascia presto il posto alla ghiaia polverosa e dopo qualche chilometro ci si imbatte nell’ingresso del parco minerario dove, nelle officine del Cantiere Vallone, è allestito il Museo della Vecchia Officina. Da qui ha inizio il mio viaggio nella storia mineraria dell’isola.
[Visite guidate al museo e al parco minerario si svolgono da aprile ad ottobre. Orari prezzi ed informazioni sul sito delle miniere.]

Non sembrerebbe ma i miei piedi poggiano su un grande giacimento di magnetite, il più grande d’Europa, e sebbene le miniere siano state chiuse quasi quarant’anni fa si potrebbe estrarre ancora materiale dalle viscere di questa montagna che per secoli ha confuso i navigatori che le si avvicinavano troppo, facendo impazzire le loro bussole.

museo della vecchia officina - miniere di capoliveri museo della vecchia officina - miniere di capoliveri museo della vecchia officina - miniere di capoliveri

museo della vecchia officina - miniere di capoliveri

Nel Museo della Vecchia Officina inizio ad immergermi nella vita dei minatori tra caschetti, kit contenenti maschere anti gas, attrezzi del mestiere e materiale d’estrazione. Poi il viaggio continua sulla Jeep che mi porta alle porte della Galleria del Ginevro, un percorso che si addentra nel cuore della terra.

A piedi lungo la Galleria del Ginevro

Caschetto in testa e pila alla mano inizia la discesa che mi conduce a 24 metri sotto il livello del mare, calpestando stretti scalini e percorrendo tunnel bui e qua e là fangosi. E’ il percorso che gli stessi minatori calcavano nel corso delle loro giornate lavorative in una routine fatta di detonazioni, polvere, luci flebili e rumori assordanti.
Il freddo e l’umido (qui la temperatura è di 18° costanti) entrano nelle ossa e la claustrofobia colpisce facilmente anche i più impavidi: basta poco per provare empatia nei confronti dei minatori che, giorno dopo giorno, scendevano nei meandri della montagna senza avere mai la certezza di arrivare a fine giornata e rivedere la luce del sole.

Mi sale un brivido quando raggiungo il “buco nero”, la voragine della coltivazione Nord, un buco nella terra alto 100 metri: in quel buio silenzioso rotto solo dai respiri miei e degli altri visitatori la guida lancia un sassolino nel baratro. Solo alcuni secondi dopo (che sembrano un’eternità) sento risuonare il rumore che attesta che finalmente quella piccola pietra ha toccato il suolo.

L’ansia inizia a farsi spazio dentro di me ed è tirando un sospiro di sollievo che arrivo alla coltivazione Sud, un’altro buco scavato nella roccia il cui soffitto, a differenza di quello precedente, è crollato negli anni ’70 lasciando entrare la luce esterna. La sensazione è quella di essere stata a lungo sott’acqua in apnea e di essere finalmente riuscita a riemergere dando fiato ai polmoni.

E’ tenendo a bada questa sensazione che risalgo la galleria e gli scalini che mi riportano all’esterno: lascio che la luce accechi gli occhi e mi gusto la sensazione del calore del sole sulla pelle che fa evaporare l’umidità della montagna.

miniere di capoliveri - galleria del ginevro

La miniera del Vallone

La visita alle miniere di Capoliveri non è completa se non si visita anche la miniera del Vallone. Si tratta di un cantiere a cielo aperto che quindi è adatto anche a chi soffre di claustrofobia e non se la sente di calarsi nel cuore della montagna lungo la galleria del Ginevro.

La miniera del Vallone si raggiunge a piedi sempre partendo dal Museo della Vecchia Officina, scendendo lungo una strada di sassi che offre panorami mozzafiato sul mare. Prima di raggiungere la spiaggia di Calamita si incontrano edifici e strutture utilizzate in passato per l’estrazione dei materiali, vecchi scheletri erosi dal salso e dal vento.

miniere del vallone miniere del vallone miniere del vallone

In questo paesaggio surreale la spiaggia di Calamita è un’oasi silenziosa che si presta perfettamente sia a giornate rilassanti dedicate alla tintarella e alle nuotate, ma anche all’esplorazione. L’arenile infatti è formato dagli innumerevoli detriti estratti dalla miniera che, massaggiati e levigati dal moto ondoso, formano una spiaggia di sassolini scuri inframmezzata da puntini colorati. Passeggiando lungo spiaggia si trovano l’Azzurrite, la Malachite, la Crisocolla, l’Aragonite, il Gesso, i Granati, l’Epidoto e l’Ilvaite.

spiaggia di calamita spiaggia di calamita

Da soli o accompagnati da una guida è possibile avventurarsi nella raccolta dei minerali sulla spiaggia, un’attività che piace tanto anche ai bambini.

Leggi anche “L’Isola d’Elba per iperattivi: mini guida per non stare mai fermi”

Vacanza all’Isola d’Elba

Come ti dicevo visitare le miniere di Capoliveri è un’esperienza interessante da fare durante una vacanza all’Isola d’Elba. Il bello è che puoi visitarla in qualsiasi stagione perché la temperatura costante rende l’ambiente vivibile sia nelle stagioni più calde che in quelle più fredde.

Qualunque sia la tua stagione prediletta per recarti sull’isola ti do qualche informazione logistica.

La maggior parte dei traghetti partono dal porto di Piombino collegando la costa toscana con Rio Marina, Portoferraio e Cavo (puoi verificare costi e orari delle tratte su Traghettilines). Puoi decidere di arrivare a Piombino in treno, oppure raggiungere il terminal con la tua auto, moto o camper ed imbarcarti sul traghetto con il tuo mezzo.

Prima di scegliere in che struttura alloggiare devi decidere in quale dei tanti paesini fermarti: tra i miei preferiti ci sono Capoliveri e Porto Azzurro, ma è soggettivo! Molto dipende da quello che cerchi tu durante la tua vacanza (es. total relax, immersione nella natura, vicinanza ai luoghi dello shopping o a determinate spiagge), certo è che sull’Elba puoi trovare una location perfetta per ogni tua esigenza.

Se Porto Azzurro ti ispira come destinazione ti segnalo il Grand Hotel Elba International, un po’ fuori dal centro ma con una splendida vista sulla baia, io ho soggiornato lì durante la mia vacanza sull’isola e l’emozione di affacciarsi dal balcone al risveglio è veramente impagabile.

Se viaggi in camper o in tenda non mancano nemmeno i campeggi, se invece sei arrivato senza mezzi puoi sempre pensare di noleggiare un auto o uno scooter in loco e andare in esplorazione dell’isola e delle sue innumerevoli spiagge con il vento tra i capelli.

Buon viaggio!

*Articolo in collaborazione con Traghettilines*