Collaborazioni, Europa, Mondo, Spagna

Quattro giorni alla scoperta della Cantabria

Camino del Norte

La Cantabria è una regione che riesce a mescolare perfettamente tanti ingredienti diversi. L’oceano e le montagne, paesaggi quasi irlandesi e allegria spagnola.

Grazie all’Ente del Turismo ho potuto immergermi completamente, insieme ad altri blogger, in questa Comunità Autonoma della Spagna settentrionale e scoprirla a 360°. Storia, gastronomia e natura.

Santander

Benvenuti a Santander

Sono atterrata a Santander, la città principale, dopo aver fatto scalo a Madrid. Mi ha accolta con cielo grigio, vento forte e mare agitato. Nonostante le condizioni meteo non proprio favorevoli, dopo il check-in all’Hotel Santemar, sono andata alla scoperta de La Peninsula de la Magdalena. È una lingua di terra che si tuffa nel Cantabrico, famosa per i suoi splendidi panorami e per il Palacio Real, ex residenza estiva della famiglia reale spagnola.

Palacio Real de la Magdalena Santander

Verso sera il cielo si è schiarito e ci ha permesso di scoprire un po’ meglio la città con una guida esperta. Ci ha raccontato del devastante incendio del 1941, che ha quasi raso al suolo Santander, e mostrandoci i luoghi più rappresentativi. Per non farci mancare nulla, ci ha anche accompagnato ad assaggiare i pinchos, stuzzichini tipici di questa zona di Spagna.

Pinchos a Santander

Il Camino del Norte

In Cantabria la natura è protagonista e forse è anche per questo che alcuni dei percorsi di pellegrinaggio più famosi di Spagna passano di qui. La mattinata del secondo giorno è stata dedicata al Camino del Norte, un tratto del Cammino di Santiago che percorre l’intera costa cantabrica. Regala panorami splendidi che non possono lasciare indifferenti.

Seconda tappa, deviando un po’, la grotta El Soplao, una meraviglia naturale dove le stalattiti sembrano andare contro le leggi della fisica. Un peccato non poter fare foto all’interno.

Camino del Norte

Dopo un pranzo a base di cocido montañés (fagioli e carni miste bolliti insieme) tra le montagne, abbiamo lasciato il Camino del Norte per percorrere un tratto di quello Lebaniego. Seguendo il fiume Nansa fino al Mirador de Santa Catilina, dal quale si può ammirare una splendida vista sulla catena montuosa de Los Picos de Europa, abbiamo raggiunto la Chiesa Mozarabe Santa María de Lebeña, una delle tappe del Camino.

Chiesa Mozarabe

Il Camino Lebaniego

Abbiamo trascorso la notte all’Hotel Valdecoro, a Potes, un paesino pieno di vie medievali scoperte in mattinata un passo dopo l’altro. Il tempo di scattare qualche foto e ci si mette di nuovo in marcia, direzione Teleferico di Fuente Dé. La cabinovia permette di raggiungere i 1850 metri di altezza e di ammirare Los Picos De Europa da un punto di vista unico. La temperatura supera di poco lo zero, ma ne vale la pena.

Picos de Europa

Passeggiare a quasi 2000 metri con il vento e la pioggia che congelano le dita a inizio maggio fa venire fame. Il pranzo questa volta è a base di cocido lebaniego, con carni miste e ceci. La cucina cantabrica è molto sostanziosa e di tradizione povera, ma buonissima.

Cocido Lebaniego

Il Monastero di Santo Toribio è la tappa finale del Camino Lebaniego. Qui è conservato quello che si crede essere un pezzo della Croce di Cristo, il più grande giunto fino a noi. Per questo è meta di pellegrinaggio. Nel 2017 il compleanno di Santo Toribio (16 aprile) è caduto di domenica ed è per questo che in Cantabria si celebra El Año Jubilar. Per l’occasione, il Monastero apre la Porta del Perdono, altrimenti chiusa. Si dice che passandovi attraverso, tutti i peccati vengano espiati.

Monastero Santo Toribio

¡Adios Cantabria!

Siamo tornati a Santander, dove abbiamo trascorso l’ultima notte. C’è qualche ora a disposizione prima di riprendere l’aereo e per questo raggiungo il centro città per visitare il mercato del pesce, Mercado de la Esperanza. Come sempre è un luogo vivace, pieno di suoni e di odori. Un modo per scoprire una città da local.

Mercado de la Esperanza Santander

Saluto Santander, saluto la Cantabria. Questo viaggio mi ha permesso di scoprire una terra bellissima, ancora poco conosciuta, ma che merita attenzione e rispetto. Che merita di essere rivista, presto.