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In barca elettrica lungo il fiume Lemene

Barca elettrica fiume lemene

Osservo distratta una foglia che si posa sul pelo dell’acqua e leggera e lenta scivola via. E’ sorprendente notare che, se i toni ed i colori del fiume Lemene variano a seconda dell’ora del giorno e delle condizioni atmosferiche, la sua placidità è una costante che accompagna la vita di tutti i giorni nel Veneto Orientale.

Le Terre dei Dogi sono attraversate da un reticolo di fiumi e canali navigabili che formano il Parco dei fiumi Lemene e Reghena: una risorsa utile che per secoli è stata sfruttata per trasporti e commerci, ma anche un elemento che denota il territorio dandogli unicità e tramettendogli una carica di romanticismo. E’ indiscutibile la bellezza del centro storico di Portogruaro affacciato sulle sponde del fiume o il riflesso di Villa Soranzo visto dalla pista ciclabile che collega Portogruaro e Concordia Sagittaria. Ma come sarebbe se gli stessi luoghi venissero osservati da un punto di vista nuovo? Se non guardassimo più l’acqua ma osservassimo dall’acqua? Lo voglio scoprire.

Tutto ha inizio in Piazza della Dogana, quella che storicamente è la porta d’ingresso a Portogruaro: in passato, come in una piccola Venezia, anche qui le strade erano d’acqua e gli ingressi principali dei palazzi erano tutti rivolti al canale.

Da piazza della Dogana piccole barchette elettriche ci portano alla scoperta di un mondo diverso: sono quei paesaggi che si possono vedere durante una passeggiata o una corsa in bicicletta ma che, percorsi in barca, assumono un aspetto totalmente nuovo. Le imbarcazioni si noleggiano e si guidano in autonomia per seguire il proprio personale itinerario lungo le vie d’acqua del Veneto Orientale.

Barca elettrica fiume lemene

In barca nel cuore di Portogruaro

Il ronzio silenzioso del motore elettrico è la colonna sonora di questa gita sull’acqua. Poi ci sono i rumori circostanti: quelli delle auto nelle strade, il chiacchiericcio di qualche passante o lo starnazzare delle anatre, ma tutto sembra attutito come se il fiume assorbisse ogni rumore rendendolo più dolce e delicato.

Navighiamo verso il cuore di Portogruaro superando un ponte dopo l’altro ed entrando piano piano nella città storica. I palazzi più recenti lasciano spazio a quelli più antichi, si scoprono giardini nascosti dietro ad alti muri e accessi al fiume che – non più utilizzati – sono inghiottiti dai rampicanti. E’ quel “dietro le quinte” che sfugge al nostro occhio quando passeggiamo per le vie del centro storico, è la città che svela timidamente la sua intimità.

L’aspettativa è ormai altissima quando si supera l’ultima ansa e l’emozione grande quando, uno dopo l’altro, fanno capolino i molini, la piazzetta della Pescheria e il campanile. Il respiro si ferma per un attimo e si rimane incantati di fronte a quel quadro meraviglioso.

Barca elettrica fiume lemene

Si vorrebbe proseguire oltre ma i molini fungono da diga e non ci permettono di scoprire cosa si nasconda oltre ad essi: possiamo solo immaginare altri giardini segreti, sponde smeraldo in cui nidificano le anatre selvatiche e gli altri uccelli che hanno la loro casa qui.

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Lungo il Reghena fino a Summaga

A pochi metri da Piazza Dogana le acque del fiume Reghena si tuffano sul Lemene, curiosi le risaliamo per un tratto fino ad arrivare all’Abbazia di Summaga.

La barchetta si addentra nella campagna ma si fa fatica a visualizzare i campi circostanti da questa posizione ribassata, infatti il corso del fiume è costeggiato da alti argini, uno dei quali è per un tratto adibito a pista ciclopedonale. Tra la vegetazione fluviale si intravedono pazienti pescatori con le lenze tese e qualche airone in cerca di cibo e pronto a spiccare il volo al nostro passaggio.

L’Abbazia si scorge da lontano grazie alla sua posizione rialzata e sulle sponde del Reghena, prima piccina, poi sempre più grande: una forma semplice che nasconde al suo interno preziosi affreschi ed il tozzo campanile sono oggi come secoli fa un punto di riferimento sul territorio del Veneto Orientale.

Tra i riflessi a Concordia Sagittaria

Anche la bella Concordia Sagittaria può essere parte di un itinerario in barca, basta seguire il corso del fiume Lemene verso mare e in poco più di mezzora di navigazione da Portogruaro raggiungerne le sponde.

Il percorso è semplice e senza ostacoli, la colonna sonora è sempre una sinfonia che unisce il leggero ronzio del mezzo ed i rumori attutiti della natura.

Barca elettrica fiume lemene

Ogni cosa si riflette sull’acqua come su uno specchio: le fronde dei salici, le persone e le biciclette che percorrono la pista ciclabile, le guglie di una fabbrica e le anatre che spiccano il volo. L’impressione è di trovarsi sospesi a metà tra due mondi identici e simmetrici mentre il cielo limpido e la luce calda del tramonto contribuiscono a rendere gli scorci ancora più incantevoli.

Barca elettrica fiume lemene

Raggiunta Concordia la perfezione è concludere l’escursione con un aperitivo direttamente a bordo o godendosi il tramonto da uno dei tavolini di Via Roma prima di rientrare alla base e ricominciare a guardare l’acqua “da fuori”, ma ora con occhi diversi.

Daniele Marson

Le barche elettriche si possono noleggiare contattando Daniele Marson al numero 333 7409574 o scrivendo una e-mail a marsondaniele2@gmail.com.
Tante altre escursioni tra fiumi, mare e laguna del Veneto Orientale si possono consultare sul sito Blu Verderame.

Articolo pubblicato sul cartaceo di Portogruaro.net in collaborazione con Blu Verderame