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Kampong Glam, il quartiere più cool di Singapore

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Singapore è una città incredibile, di quelle da ammirare ad occhi spalancati e luccicanti per l’emozione. Se mi chiedessero se c’è un quartiere o una zona della città che più delle altre mi ha colpita, sorpresa ed entusiasmata risponderei senza esitazione Kampong Glam.

Le origini di Kampong Glam

Come si legge sul sito ufficiale turistico di Singapore, Kampong Glam originariamente era un quartiere portuale, uno dei più antichi quartieri di Singapore. Nella lingua malese la parola kampong significa “villaggio”, mentre la parola glam viene spesso attribuita al gelam, un albero che cresceva nella zona e che aveva molteplici usi, dalla costruzione delle barche, ai fini medici, ma anche come condimento per i cibi.

Nel 1822 Sir Stamford Raffles, inviato della corona inglese nelle colonie delle Indie Orientali e fondatore della città di Singapore, assegnò l’area di Kampong Glam alle comunità malesi, arabe e Bugis.

Kampong Glam oggi

Il quartiere di Kampong Glam oggi è uno strano mix di modernità e cultura tradizionale, di occidente e oriente. E’ un quartiere veramente glam, tanto che io prima di conoscere la vera etimologia del nome pensavo che quel “glam” dopo Kampong fosse proprio un’attribuzione dovuta alla sua caratteristica odierna di essere “fighetto”.

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Passeggiare a Kampong Glam per me è stato come fare un tuffo in un quartiere europeo con la consapevolezza di trovarmi dall’altra parte del mondo, il gusto di trovare un po’ di “casa” e l’attimo dopo, riattraversata la strada, immergermi nuovamente nel brulichio asiatico. Ecco il motivo per cui quest’area di Singapore mi ha sorpresa ed entusiasmata tanto, la cosa meravigliosa di Singapore, quel mix incredibile che rende questa città familiare ma anche no, straniera ma anche no, asiatica ma anche no.

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L’oriente a Kampong Glam

Kampong Glam è anche il cuore asiatico di Singapore che trova nella Sultan Mosque il suo battito vitale. Alla moschea più grande di Singapore, la cui tonda cupola dorata svetta tra le casette basse del quartiere stagliandosi contro il cielo azzurro insieme ai più moderni grattacieli, è possibile accedere gratuitamente. Abbiamo lasciato all’ingresso le scarpe (come in ogni altro luogo di culto qui in città), ci hanno fatto indossare una tunica e a piedi nudi siamo entrati nell’anticamera della moschea. L’area di preghiera infatti è riservata ai fedeli ma anche solo dalla zona dedicata ai visitatori è possibile ammirare la maestosità di questo edificio: i tappeti persiani che coprono ogni centimetro di pavimento, le larghe colonne, le scritte dorate in arabo, la luce che proviene dalle finestre laterali ed inonda la sala.

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Di nuovo all’esterno abbiamo continuato lungo Muscat Street, la via pedonale situata proprio davanti alla moschea. Una via fiancheggiata da palme e da casette pastello basse e curate che oggi ospitano negozietti di souvenir e ristorantini turchi. E’ strana l’atmosfera in questa via: un misto tra Istanbul – con il profumo dei narghilè e i richiami ai dervisci e alla cultura turca – e l’ordine ed il candore di Dubai. Se passeggi qui dopo averlo fatto nei bazar di Istanbul lo senti che le affinità sono poche, come se Muscat Street fosse la sua rarefatta copia da outlet village. Poi però volgi lo sguardo indietro e vedi svettare ancora la moschea in tutta la sua imponenza e preziosità, così ti ricordi che sei a Singapore e realizzi che forse tutto questo non è finzione ma che la città è proprio questa: un mix di luoghi, religioni e culture che convivono contaminate – o forse fagocitate e sterilizzate – da quella stessa città.

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London Style a Kampong Glam

Non appena ho messo piede tra le sue vie mi sono sentita un po’ a casa perché tanto di Kampong Glam mi ricordava la mia città del cuore: Londra. Dopo aver visitato Kampong Glam forse sarete d’accordo con me nel pensare che c’è un bel po’ di Londra in questo quartiere di Singapore!

Haji Lane è il cuore colorato e vitale di Kampong Glam, una miscela dei murales di Brick Lane, dei negozietti super carini di Portobello Road, di quelli un po’ più pop (e stilosi) di Carnaby Street per finire con i tattoo studios di Camden. E’ un ambiente decisamente giovane e anche molto europeo, pieno di ragazzi che nelle casette basse di Arab street avviano attività, bar, pub e ristorantini.

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Posticini da segnalare a Kampong Glam

Ad eccezione della Sultan Mosque non abbiamo visitato monumenti o luoghi di questo quartiere, abbiamo preferito – come al nostro solito – passeggiare e fotografare. A Kampong Glam – a differenza del nostro solito – siamo anche entrati ed usciti da molti negozietti che fin dalla vetrina attiravano la mia attenzione. Non vi segnalerò quindi di visitare il Malay Heritage Centre che sicuramente sarà molto interessante (e si trova proprio in questa zona) o altri musei o luoghi culturali che si possono trovare da queste parti, i miei consigli si limitano a locali e negozi che mi hanno colpita e che trovate segnalati anche nella mappa più sotto.

Tolido’s Espresso Nook – E’ una caffetteria che serve anche colazioni e brunch super invitanti. Non è economica (come tutto quello che ha uno stile occidentale a Singapore) ma se una mattina volete spararvi dei mega pancake alla banana o una colazione da campioni con uova, bacon (ed eventualmente anche i pancake) questo è il posto giusto.

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Galleria d’arte Supermama – E’ un negozio/piccola galleria che vende oggetti di design di uso comune, stampe, borsine di tela e quaderni in cui prendere appunti dallo stile giapponese.

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Hill Street Tai Hwa Pork Noodle – E’ uno di quei locali di street food pur non essendo una bancarella. La definirei tavola calda. Ci siamo stati perché è una di quelle tavole calde di Singapore segnalate dalla Guida Michelin (come il Liao Fan Hawker Chan che abbiamo ugualmente provato a Chinatown). Sarà che non abbiamo il palato abbastanza raffinato per le guide Michelin o che non riusciamo ad apprezzare a tal punto la cucina cinese (o entrambe le cose) ma non abbiamo amato particolarmente quello che abbiamo mangiato,  però mi sento di segnalarvelo qualora vogliate lasciar decidere alle vostre papille gustative.

Meomi Cat Cafe – Sì, è uno di quei bar dove puoi sorseggiare un caffè circondato da simpatici gattini da accarezzare e coccolare. Avrei tanto voluto entrarci ma Raffaele – che è più #teamcani che #teamgatti – si è rifiutato. Ma magari potete provarlo voi e farmi sapere com’è!

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Parkview Square – E’ un palazzone scuro in stile art deco che non passa inosservato, ha un cortile interno adornato con piante e statue come un giardino, noi eravamo lì vicino e ci è piaciuto fare due passi nella corte. E’ sede di ambasciate importanti – Austria, Emirati Arabi e Mongolia – e al suo interno c’è la Divine Wine Bar Society.