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Alte Hütte cucina friulana vicino alle piste da sci

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Oggi mi sento altruista quindi ho deciso di condividere con voi un luogo del cuore. Quelli che piacciono così tanto che vorresti fargli una pubblicità enorme, ma che allo stesso tempo ci sei così affezionato che ne sei un po’ geloso e preferisci che in pochi ne conoscano l’esistenza. :-)

L’Alte Hütte (amorevolmente soprannominata “La Baita” – perchè per me è unica ed inimitabile) è il mio locale preferito nel Tarvisiano. E’ un locale rustico arredato di legno, con soprammobili e foto alle pareti che ricordano le tradizioni della montagna friulana.

E’ aperta tutto l’anno ma il periodo che preferisco per venire a mangiare qui è quello autunnale e invernale, quando accendono le stufe, all’interno c’è un bel tepore e magari all’esterno tutto è imbiancato di neve. Però ammetto che mi piace molto anche in estate, quando si può pranzare all’aria aperta nei tavolini all’esterno.

Osteria Ai Filodrammatici a Treviso

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Una sera a Treviso cosa si può fare?

Una passeggiata in Piazza dei Signori, zigzagare per le strette vie lastricate e fermarsi per un aperitivo ed un cicchetto.

E’ scientificamente provato però, che gli aperitivi e i cicchetti sono infidi, perchè generano quell’effetto collaterale che consiste nell’aprirti una voragine nello stomaco tale da farti venire voglia di mangiare un bue.

Street food ad Istanbul

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E’ bello arrivare ad Istanbul e rendersi conto che la vita si vive principalmente fuori, lungo le strade, nei numerosi mercati e bancarelle che costeggiano le strade. Anche i negozi più tradizionali si riversano con i loro prodotti in vendita nelle strade, contribuendo a creare tutto questo grande e affollato mercato che è la città di Istanbul.

E sono tantissimi i venditori ambulanti di cibo da strada, lo street food, quello che si acquista nelle bancarelle e si porta via, lo si mangia in piedi, o seduti su uno scalino all’angolo della via.

A Istanbul ci sono davvero moltissimi venditori ambulanti che tentano i passanti con le loro prelibatezze, o con gli odori che provengono dai loro banchi.

A proposito di odori, non si possono non riconoscere i profumi delle pannocchie abbrustolite e delle castagne bruciacchiate! I venditori di questi prodotti si possono trovare ad ogni angolo, pazienti in attesa dei clienti, dal mattino fino alla sera, quando la luce del giorno è calata e non resta che la piccola lampadina sul loro banchetto a illuminare i frutti bruciacchiati. E’ strano perchè a quanto pare da queste parti, le castagne soprattutto, non hanno stagionalità! Noi siamo abituati a mangiarle da metà autunno a metà inverno, ma qui le castagne sono sempre sulla piastra ad abbrustolire, indipendentemente dal periodo dell’anno.

Numerosi sono anche i banchetti di centrifugati di frutta fresca, in particolare il succo d’arancia e il succo di melograno sembrano essere quelli che vanno per la maggiore! I venditori ambulanti hanno dei spremi agrumi particolari, che in Italia non abbiamo mai visto prima, delle specie di torchi di ferro che svolgono la loro funzione davvero alla grande!

Ci sono anche le bancarelle dei prodotti da forno, dolci o panini tipici turchi, tra i tanti abbiamo assaggiato uno dei più conosciuti probabilmente, il Simit, una ciambella di pane al sesamo. Io l’ho riconosciuto dopo averne letto nel libro “La bastarda di Istanbul” (che consiglio vivamente!).

Vogliamo parlare del chay, il té che i Turchi bevono a qualsiasi ora del giorno? Venditori ambulanti passeggiano tra i passanti con le loro teiere o i termos colmi di questa bevanda e offrono chay a turisti o locali.

Ad Eminonu, proprio dove attraccano i traghetti ci sono i venditori di balik ekmek, il panino con il pesce, una specie di arringa condita con insalata e cipolle, un po’ di limone e sale, niente di più. I”cuochi” cucinano il pesce su grandi piastre all’interno di barche dai colori vivaci attraccate al molo. Ipotizzo che il pesce venga pescato direttamente nello specchio di acqua lì davanti dai numerosissimi pescatori che affollano con le loro canne da pesca il Ponte di Galata: non ne sono sicura, ma in questo modo mi spiegherei perchè il ponte è sempre sovraffollato di pescatori ad ogni ora del giorno e della notte!

Il balik ekmek (e più in generale qualsiasi cibo) lo si mangia accompagnato da una bevanda tipica, l’Ayran, uno yogurt da bere leggermente salato che è l’ideale per spegnere il piccante di alcune pietanze. Io ero molto scettica sulla bevanda, ma in effetti non è male, ed è fondamentale se mangiate cibi molto piccanti (il sapore salato dell’Ayran si percepisce poco).

Ad Eminonu, vicino alle barche dei venditori di balik un altro venditore proponeva una bevanda a noi sconosciuta, ma a quanto pare molto apprezzata dai turchi, e che durante il nostro soggiorno a Istanbul non abbiamo visto in altri posti: il Şalgam, un drink a base di rape fermentate, speziate ed aromatizzate. Una bevanda che ci incuriosiva, ma che non abbiamo avuto l’occasione di testare.

Altro street food tipico di Istanbul è il gelato: non un gelato qualunque come lo intendiamo noi, una sorta di sostanza appiccicosa con la consistenza della gomma da masticare, che i gelatai tirano e mollano utilizzando dei lunghi bastoni di ferro e servono ai clienti facendo delle simpatiche gag. Non è facile da spiegare quest’ultima cosa del gelato… Magari vi metto un video!

Trattoria del Fagiano: cucina casereccia sul Lago di Como

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Lago di Como, giornata grigia e un po’ piovosa. Il classico giorno umido d’autunno. Quale giorno migliore per riempirsi la pancia e far ballare le papille gustative con i prodotti della cucina tradizionale locale? Decisamente nessuno meglio di questo!

Mi sono fatta accompagnare per le strette stradine dei paesini del lungo lago fino ad arrivare a Moltrasio, uno dei tanti agglomerati di case di pietra che si inerpicano sui monti che circondano il Lago di Como, qui abbiamo pranzato nella Trattoria del Fagiano, un locale rustico che propone piatti caserecci tipici della zona.

Barcolana 2012 a Trieste

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Lo scorso anno noi c’eravamo, e siamo un po’ dispiaciuti di non esserci anche quest’anno, perchè ben sappiamo che ci perderemo una grandissima manifestazione e una festa altrettanto bella e memorabile.

La Barcolana di Trieste è alla sua 44. Edizione quest’anno: la regata di barche a vela che si tiene nel golfo di Trieste si svolgerà il 14 ottobre, ma le manifestazioni collaterali sono già iniziate e continueranno sia il 13 che il 14 ottobre.

Victoria, ristorantino a Beyoglu Istanbul

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Le scoperte fatte per caso sono le migliori: è per caso che, allontanandoci per un attimo dalla İstiklâl Caddesi a Beyoglu, ci siamo addentrati in una stradina laterale ed abbiamo scoperto il ristorantino Victoria.

Abbiamo scelto questo ristorante perchè non aveva nulla di turistico, non era grande e affollato, ma raccolto e con pochi posti a sedere, in una piccola via, lontana dal traffico e dalla confusione della strada pedonale.
Di una semplicità incredibile, con metà tavolini all’esterno sotto un pergolato, e qualche altro tavolo all’interno in una sala delle dimensioni di un soggiorno, abbiamo trovato il nostro ristorante preferito a Istanbul!

Gusti di frontiera a Gorizia

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Conoscete Gorizia? E’ una città del Friuli Venezia Giulia al confine con la Slovenia. Cioè proprio sul confine: si divide in una parte italiana (Gorizia) e una parte slovena (Nuova Gorica) che originariamente erano zone della stessa città, ma che in seguito a guerre e accordi sono state divise dal confine.

Gorizia, per la sua storia e la sua posizione nel bel mezzo dell’Europa è da sempre un crocevia di culture. Non è un caso che qui si svolga una grande festa conosciuta come Gusti di Frontiera, una rassegna enogastronomica che riunisce specialità enologiche e culinarie da Italia e Europa.

Antica Bettola a Volterra: prodotti di filiera corta

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Uno dei miei grandi problemi quando viaggio sono i ristoranti e i luoghi dove mangiare. Sono dell’idea che quando scelgo un posto nel quale fermarmi a pranzo o a cena, il locale debba “ispirarmi”. Io questa empatia con i ristoranti non riesco ad averla, e spesso (non sempre per fortuna) finisco in postacci dove si mangia male o dove mi spennano.

Per questo sono stata felicissima di aver chiesto consigli su dove mangiare prima di partire per il mio viaggio in Toscana. Al mio appello via Twitter ha risposto @83saretta che mi ha suggerito una trattoria a Volterra, che lei in precedenza aveva provato, e dove si era trovata molto bene.

Noi ci siamo fidati e l’abbiamo testata! Rimanendo iper soddisfatti!

Il locale si chiama “Antica Bettola” e, pur trovandosi in pieno centro a Volterra, passa piuttosto inosservato: se non me l’avessero consigliato e non fossi andata alla sua ricerca, forse non mi sarei nemmeno accorta della sua esistenza.

La “Bettola” ha una vetrina piuttosto spoglia, all’esterno nessun cartello particolare che invogli i turisti ad entrare, infatti inizialmente eravamo un po’ perplessi e ci chiedevamo se forse non fosse chiuso. Internamente è un locale piuttosto essenziale con tavolini in legno, qualche mensola alle pareti con allineate bottiglie di vino rigorosamente della zona, colori tenui, un bancone per fare i conti e in fondo la cucina da cui escono piatti studiati e gustosissimi.

Ci ha accolti la proprietaria, che insieme al cuoco gestisce il ristorante, e che ci ha proposto i piatti del giorno, spiegandoci la provenienza dei prodotti, come vengono cucinati, con che vino accostarli, e così via… Il tutto con grande competenza, e resto ancora più simpatico da un piacevole accento toscano.

Tutti i prodotti in questo ristorante sono di filiera corta, cioè provengono direttamente dal produttore, bypassando tutti i passaggi intermedi che la grande/media distribuzione prevede. Ciò significa anche che la maggioranza dei prodotti utilizzati sono della zona e quindi genuinamente toscani..

Prima di tutto abbiamo fatto quella che l’oste ci ha definito “Gotta experience”, cioè il pieno di salumi locali: prosciutto crudo, finocchiona, salame... La “gotta” è una malattia associata all’assunzione eccessiva di carne, che in passato era molto più diffusa tra i ricchi che la mangiavano molto spesso. Gli affettati li abbiamo annaffiati con un po’ di vino rosso locale e poi siamo passati ai primi, facendoci spazio tra reginelle al cinghiale e linguine ai porcini.

Abbiamo mangiato molto bene e abbondantemente. Il prezzo attorno ai 20 euro a testa per antipasto, primo piatto, acqua, vino e caffè. Forse un po’ più di un pranzo medio, ma ne è valsa la pena.

Oltre all’ottima cucina, l’ambiente ha contribuito a rendere la nostra esperienza positiva: nel locale regnava una grandissima tranquillità, non c’erano i soliti turisti affannati, frotte di bambini, e confusione… Questo perchè il tipo di piatti proposti sono un po’ ricercati, e poi perchè non è interesse dei proprietari del locale venir invasi da pullman di turisti. Si capisce proprio che la cosa che sta loro a cuore più di ogni altra è cucinare bene, cucinare prodotti locali e genuini, e proporre questi piatti ad un tipo di clientela che sappia apprezzarli.

Il valore aggiunto sul valore aggiunto ce l’ha dato certamente l’esperienza personale: il rapporto umano con i proprietari, che sono stati disponibili a spiegare, dare delucidazioni, o anche solo scambiare 2 chiacchiere con i clienti… Questo lato umano e relazionale mi ha fatto sentire molto più a casa.