Tag Archives: ristoranti low cost
Fishcotheque: fresh Fish & Chips in London
Si sa che il fish & chips è cibo tradizionale della Gran Bretagna, che secondo le usanze dovrebbe venir consumato in un cartoccio mentre si passeggia. Il fish & chips più buono si mangia sulle coste del Regno Unito, dove la materia prima (il pesce) è più facilmente reperibile e più fresco, ma non è impossibile trovare anche a Londra dei buoni locali dove assaggiare questo piatto che io adoro.
Olimpiadi, birra e fish & chips – Parte 2
Eravamo rimasti che, raggiunto l‘Hotel Rushmore a Earls Court, dopo il riposino di 5 minuti sul letto (obbligatorio a causa delle 2 ripide rampe di scale che abbiamo dovuto affrontare con valigia sul groppone), siamo subito uscite per viverci a pieno quello che restava di quella prima giornata londinese, ma soprattutto di quella giornata olimpica visto che le olimpiadi si sarebbero concluse proprio il giorno successivo!
Nuova Hong Kong: cinese a Caorle
Per chi la conosce Caorle è una cittadina balneare dell’alto Adriatico, molto amata dalle famiglie di italiani e tedeschi. E’ rinomata per i suoi ristoranti di pesce perchè è da sempre una città di pescatori.
Succede però che a Caorle, oltre ai tradizionali, rinomati (e anche costosi) ristoranti di pesce, sia possibile mangiare del buon cibo cinese. Io sono sempre molto scettica nei confronti del cibo cinese, non ne vado pazza e spesso ho dei pregiudizi nei confronti dell’igiene di questi ristoranti, ma tutti me ne hanno parlato molto bene quindi ho deciso di testarlo con alcuni amici.
Mangiare vegetariano a Praga si può!
La cucina ceca è una cucina che si basa soprattutto su piatti di carne, in particolare si servono stufati e pietanze dai gusti forti, ricche di spezie, aglio e cipolla… Come per esempio il Gulash che mi sono mangiata durante la cena della mia prima sera a Praga (Praga alla scoperta della cucina ceca).
Stare Mesto e Nove Mesto a Praga – Day 3
L’ultimo giorno del nostro weekend nella capitale ceca l’abbiamo trascorso a Stare Mesto, la città vecchia, sconfinando anche un po’ a Nove Mesto, la città nuova.
La prima tappa della giornata è stata la Piazza della Città Vecchia, Staromestske Namesti. Su un lato della piazza si affacciano il Municipio ed il famosissimo Orologio Astronomico, che ogni giorno ad ogni ora, dalle 8.00 del mattino alle 21.00 di sera, attira frotte di turisti che arrivano per assistere allo spettacolo delle statuine dell’orologio che formano un carosello.
Praga alla scoperta della cucina ceca – Day 1
Sono partita per Praga con la mia amica Valentina di giovedì pomeriggio con un volo Easyjet da Milano Malpensa, Terminal 2. Siamo arrivate dopo 1 ora e 10 minuti all’Aeroporto di Praga Ruzyne ed era già buio.
Avevamo prenotato il transfer dall’aeroporto tramite l’Hotel al costo di 22 EUR, quindi quando siamo uscite dall’area Arrivi abbiamo trovato un signore ad aspettarci con in mano un cartello con scritto il nostro nome… Ho sempre desiderato essere accolta così all’aeroporto: come nei film!
Siviglia, ultimo giorno di viaggio al ritmo del flamenco – Giorno 7
Ore 9.00 Ci svegliamo con estrema calma, intenzionati a goderci a pieno il nostro ultimo giorno in Spagna.
Ci dirigiamo verso il negozio di specialità tipiche locali dove facciamo man bassa di souvenir per la famiglia (salchichon, vino di Tio Pepe, ecc.). Dopo aver pensato ai familiari che ci aspettano a casa, pensiamo al nostro stomaco, ed andiamo a fare colazione in un bar situato a pochi passi, dove finalmente assaggiamo i churros, delle frittelle salate di forma allungata che gli spagnoli apprezzano la mattina intinti nel caffè e latte.
Ci dirigiamo verso il centro per visitare gli angoli della città che ancora non abbiamo avuto modo di conoscere: visitiamo l’Archivio delle Indie, un grande palazzo che contiene tutti i documenti delle spedizioni tra Europa e Americhe dalla scoperta dell’America in poi. Usciamo dall’archivio e proseguiamo la nostra passeggiata: superiamo la Porta di Jerez e raggiungiamo il fiume Guadalquivir (stiamo ancora cercando la biblioteca di Zaha Hadid!!).
Raggiungiamo la splendida Plaza de Espana, una piazza a semicerchio, con un edificio che la circonda, ricchissima di decorazioni di Azulejos, le piastrelle colorate tipiche di quest’area della Spagna. Al centro della piazza una grande fontana ed un canale navigabile con delle barchette a remi… Siamo stati a lungo qui a fare foto e ad ammirare la bellezza del luogo, caratteristico per i colori accesi delle sue piastrelle.
Ripartiamo per un pranzo veloce, ripromettendoci di ripassare la sera nella piazza per ammirarla al chiaro di luna… Dopo pranzo visitiamo l’Alcazar di Siviglia, perchè la guida lo descrive come “un edificio che fa invidia a tutti gli altri”, in realtà a posteriori avrei preferito visitare la cattedrale piuttosto che l’Alcazar, che come tutti i monumenti simili è una copia un po’ meno bella dell’Alhambra…
In ogni caso anche all’Alcazar lo spettacolo è molto bello, la precisione e minuziosità delle lavorazioni su muri e soffitti sono qualcosa che meritano di essere viste, soprattutto per chi come me ama molto queste architetture arabeggianti.
Dopo aver concluso il tour dell’Alcazar (abbiamo saltato il giro ai giardini perchè faceva molto caldo ed eravamo parecchio stanchi) siamo andati in hotel per testare un’altra delle tipicità di questa terra…la siesta!! Ottima invenzione!
Ore 19:00 Riposati usciamo per la serata e ci dirigiamo a nord dell’hotel, in Avenida di Hercules, una lunga piazza piena di tavolini e piccoli bar. Secondo la nostra guida fino a qualche tempo fa questa zona era il regno di spacciatori e prostitute, ma negli ultimi anni è stata rivalutata diventando un luogo molto alla moda e punto d’incontro per i giovani.
E noi che siamo dei veri modaioli ci sediamo ad un bar e ci beviamo una buona cervezita, mischiandoci con gli spagnoli.
Ceniamo in centro, nello stesso locale della sera precedente, la Casa Tomate, dove stasera ordiniamo paella e sangria. La serata trascorre davvero piacevolmente e alla fine con le pance piene lasciamo il ristorante e facciamo un giro per la città illuminata. Raggiungiamo Plaza d’Espana, che non è completamente illuminata, quindi un po’ delusi ritorniamo verso il centro (Siviglia è una città molto dispersiva in quanto le cose interessanti della città sono situate in punti un po’ contrapposti e distanti l’uno dall’altro).
Nel nostro camminare verso il centro veniamo attirati da musica di Flamenco e da un canto provenire da un bar lì vicino e che avevamo già notato mentre passeggiavamo durante il giorno. Siamo entrati nel bar e ci siamo goduti l’ultima parte dello spettacolo: il cantante era davvero molto bravo e veniva accompagnato da un esperto chitarrista. Accanto a lui c’era una ragazza vestita con un tipico abito da flamenco, che ballava con lui di tanto in tanto.
Lo spettacolo è stato davvero molto bello: non capivo le parole ma la musica e il canto erano davvero emozionanti.
Stanchi delle eterne camminate del giorno (che si sommavano a quelle dei giorni precedenti) abbiamo scartato l’idea iniziale di rimanere svegli fino alle 4:00 del mattino, ora in cui avremmo dovuto svegliarci per andare a prendere l’aereo, e siamo tornati in hotel per farci una bella dormita.
Torna indietro per leggere il Diario di viaggio del nostro sesto giorno in Andalusia Siviglia, calorosa città andalusa – Giorno 6
Oppure prosegui per leggere la conclusione del nostro viaggio in auto in Andalusia Arrivederci Andalusia…Buongiorno Italia! – Giorno 8
La magica Alhambra, Granada – Giorno 2
Ore 9:00 Sveglia! Scendiamo a fare colazione nel sito para desayunar (sala colazioni ndr), e poi via…partiamo alla scoperta di Granada!
Ci addentriamo per le strette vie della città vecchia, visitando il mercato arabo, i cui colori, odori, e gli oggetti in vendita ci ricordano molto la nostra esperienza trascorsa a Sharm el Sheik, le vie intorno, con le bancarelle di frutta e verdura, e la cattedrale.
Da qui attraversiamo la Gran Via ed entriamo nel quartiere dell’Albayzin, il vecchio quartiere arabo fatto di strade strette e abitazioni bianche. Per queste vie camminiamo per il resto della mattinata, cercando di raggiungere la cima della collina ed imbattendoci in piccoli angolini caratteristici.
Mentre vaghiamo avanti e indietro per le stradine alla ricerca del Mirador de San Nicolas ci rendiamo conto che forse forse non sappiamo dove siamo….Incontriamo una famiglia di turisti spagnoli che ci chiede (a noi!!) informazioni, e questo ci fa gasare: o ci confondiamo bene con la popolazione locale, oppure non abbiamo la faccia degli sfigati che si sono persi!… Niente paura, nessuna delle due cose visto che alla loro domanda in spagnolo non capiamo un acca, li guardiamo con aria interrogativa, e loro allora ci guardano bene e ci dicono “Perdido!!”.
Con un po’ di collaborazione Italia-Spagna abbiamo ritrovato la strada e raggiunto il Mirador de San Nicolas, da cui abbiamo goduto di una bella vista sull’Alhambra, che ci saremo apprestati a visitare nel pomeriggio, e su Granada.
Ore 13:00 Scendiamo dal Mirador in direzione Sacromonte e percorriamo la strada che costeggia il Rio Darro, dirigendoci di nuovo verso la città. In un bar che si affaccia su Plaza Nueva ci fermiamo a mangiare un “Menu del dia” (ci sono anche dei locali carini con tavolini all’aperto anche sull’ultimo tratto di Carretera del Darro), assaggiamo anche il famoso Gazpacho, una zuppa di pomodoro con aglio o cipolla che viene servita fredda.
Con la pancia piena andiamo alla ricerca della navetta che ci porta all’Alhambra, e una volta saliti, trascorriamo i seguenti 10 minuti di tragitto riposando le nostre già stanche gambe e osservando l’autista che si destreggia alla guida tra le strettissime stradine della cittadina.
Ore 15:30 Finalmente varchiamo i cancelli della famosissima Alhambra di Granada, e iniziamo il tour tra turisti, giardini fioriti e palazzi finemente decorati…
Entrati nell’Alhambra ci imbattiamo subito nel Convento de San Francisco, un vecchio convento trasformato in un albergo di charme della catena “Paradores” con camere da 300 € a notte.
Proseguiamo la nostra passeggiata tra i giardini e i resti di vecchie costruzioni che ormai non ci sono più, visitiamo lungo la strada i Bagni Mosque, dei vecchi bagni arabi, ristrutturati da poco e davvero belli con i loro archi lavorati e le stelline sul soffitto, da cui entrano i raggi della luce del sole esterna. A seguire la Chiesa e e il Palazzo di Carlo V.
Dopo una sosta all’ombra mangiando un buon calippo, entriamo nell’Alcazaba, la zona più antica dell’Alhambra, e dalle numerose torri godiamo di una spettacolare vista sull’intera città di Granada, davvero mozzafiato!
Ore 17:15 Ci dirigiamo di corsa verso il Palacio Nazaries, dove avevamo la nostra visita prenotata per le ore 18:00. Le istruzioni raccomandavano di presentarsi all’accesso almeno 1 ora prima, ma dopo esserci resi conto di essere troppo in anticipo, abbiamo ammazzato il tempo facendo una visita al palazzo di Carlo V: un grande palazzo al cui interno c’è un a grande piazza circolare circondata da degli archi.
Con circa 10 minuti di anticipo ci presentiamo all’entrata del Palacio Nazaries, e riposiamo un po’ all’ombra fino a che non arriva il momento di entrare.
Ore 18:00 Accediamo al palazzo, e già alla prima stanza vengo rapita dalle lavorazioni sulle pareti, tanto che Raffa mi viene a recuperare nella prima stanza perchè ci stavo mettendo troppo a raggiungerlo, e di questo passo si chiedeva quanto avrei sostato nelle sale successive… Passiamo da una sala all’altra, facendo foto e video e cimentandoci con l’utilizzo del nostro treppiede, acquistato prima di partire al negozio dei cinesi per soli 3 € (uno dei migliori acquisti del 2011!!).
La sale con le loro decorazioni sulle pareti e sul soffitto sono proprio bellissime. A stare all’interno del Palacio Nazaries sembra di venir teletrasportati in un’altra epoca, soprattutto se la fantasia inizia a galoppare, e si pensa a come vivevano i grandi sultani arabi dell’epoca all’interno di quello sfarzoso palazzo…
Ben presto le sale terminano e noi arriviamo alla fine del nostro bellissimo tour. L’Alhambra chiude alle 20:00 e a noi mancano ancora da visitare i giardini del Generalife, allora ci dirigiamo in quella direzione, ma senza tanta fretta, continuiamo a scattare foto e ad ammirare i bei paesaggi. Raggiungiamo dunque i Giardini del Generalife, dove tra siepi, fiori variopinti e fontane zampillanti godiamo del suggestivo tramonto della sera.
Ore 20:00 passate. Dopo un veloce giro al bookshop dell’Alhambra, dove acquistiamo due piccoli gadget come ricordo della nostra visita, riprendiamo il bus che ci riconduce in città. Dalla fermata in pochi passi raggiungiamo nuovamente la camera dell’albergo, e non appena apriamo la porta veniamo investiti nuovamente da quell’impregnante odore di muffa.
Dopo la doccia usciamo per la cena: ci dirigiamo nella stessa via della sera precedente (Calle Navas) e ci concediamo un bel piatto di Pescaito Frito da condividere davanti a una fresca cerveza.
Da qui, ancora infreddoliti, in quanto la temperatura la sera tende a rinfrescare molto, ci dirigiamo nuovamente in Carretera del Darro, da cui si gode di una parziale vista sull’Alhambra illuminata: qui facciamo qualche foto alla bella fortezza illuminata dalla luna.
Dopo alcuni scatti, mentre la luna scompare piano piano dietro l’Alhambra, ci dirigiamo nuovamente verso l’hotel, molto stanchi ma con un sacco di splendidi ricordi.
Torna indietro e leggi il Diario di viaggio del primo giorno in Andalusia Andalusia: da Malaga a Granada in auto – Giorno 1
Oppure prosegui il racconto con il Diario di viaggio del terzo giorno in Andalusia Ronda città sospesa dell’Andalusia – Giorno 3


























