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Arrivederci Andalusia…Buongiorno Italia! – Giorno 8

Il volo di ritorno dal nostro viaggio in Andalusia, Spagna

Ore 4:00 Ci svegliamo! Non è facile, ma ce l’abbiamo fatta: con le valigie pronte ci facciamo trovare alle 4:30 in reception dove ci aspetta il taxi che ci porta in aeroporto. Il nostro tassista è puntuale: faccia da mafioso e grande pancia (e poi si dice degli italiani….) che mi ricordano molto il parcheggiatore dell’hotel di Jerez.

In 15 minuti arriviamo in aeroporto, anche grazie alla completa assenza di traffico visto l’orario. Imbarchiamo la valigia e ci dirigiamo verso il gate.

Per fortuna che c’è Ryan Air che ci movimenta la mattinata: al gate viviamo attimi di panico con gli altri viaggiatori in fila con noi, perchè la hostess  inizia a passare con il carrellino per misurare le dimensioni del bagaglio a mano terrorizzando i passeggeri… A noi il controllo non è toccato, anche se ci mancava poco che Raffa non fermasse la hostess per chiederle se voleva misurare anche il mio bagaglio… PENSA TE!!Abbiamo riso tanto quando la misurazione del bagaglio è toccata ad una coppia di signori in fila davanti a noi: la hostess ha chiesto loro di misurare il bagaglio facendolo entrare nell’apposita forma. Il bagaglio faceva fatica ad entrare e la signora lo ha spinto parecchio, finchè non ha raggiunto il suo obiettivo, e soddisfatta ha guardato la hostess con aria di sfida…Peccato che un secondo dopo, al momento di estrarre il bagaglio questo non uscisse più! Moglie e marito si sono messi d’impegno per riuscire a farlo uscire…che ridere!!

Dopo altre scene comiche per raggiungere l’aereo e trovare il posto a sedere, siamo partiti per Venezia, dove ad aspettarci non c’era il caldo sole che ci aveva accompagnato per tutto il nostro viaggio, ma bensì una coltre di nebbia umida e malinconica…che tristezza…Benvenuti in Italia!

E’ stata proprio una bella esperienza questo viaggio, così bella che ripartirei anche subito per un’altra destinazione in Spagna… Ma questa sarà un’altra avventura, che racconterò sicuramente più avanti! :)

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Siviglia, ultimo giorno di viaggio al ritmo del flamenco – Giorno 7

Piazza di Spagna a Siviglia, in Andalusia

Ore 9.00 Ci svegliamo con estrema calma, intenzionati a goderci a pieno il nostro ultimo giorno in Spagna.

Ci dirigiamo verso il negozio di specialità tipiche locali dove facciamo man bassa di souvenir per la famiglia (salchichon, vino di Tio Pepe, ecc.). Dopo aver pensato ai familiari che ci aspettano a casa, pensiamo al nostro stomaco, ed andiamo a fare colazione in un bar situato a pochi passi, dove finalmente assaggiamo i churros, delle frittelle salate di forma allungata che gli spagnoli apprezzano la mattina intinti nel caffè e latte.

Ci dirigiamo verso il centro per visitare gli angoli della città che ancora non abbiamo avuto modo di conoscere: visitiamo l’Archivio delle Indie, un grande palazzo che contiene tutti i documenti delle spedizioni tra Europa e Americhe dalla scoperta dell’America in poi. Usciamo dall’archivio e proseguiamo la nostra passeggiata: superiamo la Porta di Jerez e raggiungiamo il fiume Guadalquivir (stiamo ancora cercando la biblioteca di Zaha Hadid!!).

 

Raggiungiamo la splendida Plaza de Espana, una piazza a semicerchio, con un edificio che la circonda, ricchissima di decorazioni di Azulejos, le piastrelle colorate tipiche di quest’area della Spagna. Al centro della piazza una grande fontana ed un canale navigabile con delle barchette a remi… Siamo stati a lungo qui a fare foto e ad ammirare la bellezza del luogo, caratteristico per i colori accesi delle sue piastrelle.

 Ripartiamo per un pranzo veloce, ripromettendoci di ripassare la sera nella piazza per ammirarla al chiaro di luna… Dopo pranzo visitiamo l’Alcazar di Siviglia, perchè la guida lo descrive come “un edificio che fa invidia a tutti gli altri”, in realtà a posteriori avrei preferito visitare la cattedrale piuttosto che l’Alcazar, che come tutti i monumenti simili è una copia un po’ meno bella dell’Alhambra…

In ogni caso anche all’Alcazar lo spettacolo è molto bello, la precisione e minuziosità delle lavorazioni su muri e soffitti sono qualcosa che meritano di essere viste, soprattutto per chi come me ama molto queste architetture arabeggianti.

Dopo aver concluso il tour dell’Alcazar (abbiamo saltato il giro ai giardini perchè faceva molto caldo ed eravamo parecchio stanchi) siamo andati in hotel per testare un’altra delle tipicità di questa terra…la siesta!! Ottima invenzione! :)

Ore 19:00 Riposati usciamo per la serata e ci dirigiamo a nord dell’hotel, in Avenida di Hercules, una lunga piazza piena di tavolini e piccoli bar. Secondo la nostra guida fino a qualche tempo fa questa zona era il regno di spacciatori e prostitute, ma negli ultimi anni è stata rivalutata diventando un luogo molto alla moda e punto d’incontro per i giovani.
E noi che siamo dei veri modaioli ci sediamo ad un bar e ci beviamo una buona cervezita, mischiandoci con gli spagnoli.

Ceniamo in centro, nello stesso locale della sera precedente, la Casa Tomate, dove stasera ordiniamo paella e sangria. La serata trascorre davvero piacevolmente e alla fine con le pance piene lasciamo il ristorante e facciamo un giro per la città illuminata. Raggiungiamo Plaza d’Espana, che non è completamente illuminata, quindi un po’ delusi ritorniamo verso il centro (Siviglia è una città molto dispersiva in quanto le cose interessanti della città sono situate in punti un po’ contrapposti e distanti l’uno dall’altro).

Nel nostro camminare verso il centro veniamo attirati da musica di Flamenco e da un canto provenire da un bar lì vicino e che avevamo già notato mentre passeggiavamo durante il giorno. Siamo entrati nel bar e ci siamo goduti l’ultima parte dello spettacolo: il cantante era davvero molto bravo e veniva accompagnato da un esperto chitarrista. Accanto a lui c’era una ragazza vestita con un tipico abito da flamenco, che ballava con lui di tanto in tanto.

Lo spettacolo è stato davvero molto bello: non capivo le parole ma la musica e il canto erano davvero emozionanti.

Stanchi delle eterne camminate del giorno (che si sommavano a quelle dei giorni precedenti) abbiamo scartato l’idea iniziale di rimanere svegli fino alle 4:00 del mattino, ora in cui avremmo dovuto svegliarci per andare a prendere l’aereo, e siamo tornati in hotel per farci una bella dormita.

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Siviglia, calorosa città andalusa – Giorno 6

El Parasol, nella piazza di Spagna a Siviglia

Ore 8:30 Ci svegliamo presto questa mattina…. I nostri giorni ad Jerez sono terminati purtroppo, e con tristezza lasciamo la nostra bella camera, dove ci è piaciuto davvero tanto pernottare perchè in questo hotel ci siamo sentiti proprio a nostro agio.

Partiamo da Jerez de la Frontera e ci dirigiamo verso Siviglia, l’ultima tappa di questo bellissimo viaggio che non vorremmo dover terminare…
La strada è relativamente breve, circa 1 h di auto ci separa dalla nostra meta: lungo il tragitto il paesaggio cambia notevolmente, e ci lasciamo progressivamente alle spalle le colline con i loro parchi eolici, per addentrarci in un paesaggio simile a quello della Pianura Padana a cui siamo abituati, solo che qui le temperature sono maggiori, e l’arsura che ci circonda è palese.
Ai lati della strada che percorriamo ci sono qua e là delle vigne basse, sono le viti da cui si ricava il famoso sherry della zona, un vino secco ma dall’odore fortemente marsalato.

La colazione è stata “on the road”, e dopo un’oretta di corsa siamo arrivati alle porte di Siviglia. Visto che l’ora prevista per la consegna dell’auto era le 18:00, abbiamo deciso di arrivare fino all’hotel con l’auto, lasciare le valigie in camera e riconsegnare la nostra vettura all’autonoleggio, in modo da evitarci lunghe passeggiate sotto il sole con i bagagli a carico.

Raggiungere l’hotel non è stata cosa da poco: oltre al caos e al traffico tipico di una città abbastanza grande la situazione era resa ancora più difficile dalle strade strette, dalle numerose auto parcheggiate lungo la strada, dai sensi unici, e dai divieti di accesso esclusi autorizzati… Lasciandoci guidare dal navigatore raggiungiamo l’Hotel el Duque dove, in tutta fretta, effettuo il check in e deposito i bagagli in camera, mentre Raffa mi aspetta in macchina con ancora il motore acceso, pronti per ripartire, in quanto non ci sono luoghi adatti per sostare temporaneamente, figuriamoci per parcheggiare.
Una volta raggiunto di nuovo Raffaele in auto ripartiamo in fretta e furia in direzione stazione ferroviaria, dove lasciamo la nostra auto all’ufficio Auriga Crown.

Con un po’ di tristezza e malinconia salutiamo la nostra fedele compagna di viaggi e ci dirigiamo verso la vicina Estacion de Santa Justa alla ricerca di un ufficio informazioni e di una fermata dell’autobus per prendere un mezzo che ci conduca in centro.

Attendiamo per una buona mezzora sotto il sole cocente di mezzogiorno passato cercando di ripararci sotto all’unica fonte di ombra nell’area: una stretta tettoia situata tra la strada ed un parcheggio asfaltato. Finalmente il bus arriva, e già innervositi dal caldo e dall’interminabile attesa, rischiamo di litigare con il conducente perchè non vuole accettare i nostri 20 € per fare i biglietti (si consiglia di essere sempre muniti di moneta quando si sale su un autobus a Siviglia!). Per fortuna riesco a trovare 5 € sparsi per la borsa e il problema è presto risolto.

 

Dalla stazione partono solo due linee di bus, una che gira attorno alla città e l’altra che va verso il centro, ma si ferma prima in una piazza che funge da capolinea e coincidenza per molti autobus. Una volta giunti alla piazza in questione, Plaza de Ponce de León, ci fermiamo all’ombra con cartina alla mano per orientarci: riceviamo assistenza volontaria da un signore molto gentile, e ci dirigiamo a piedi verso il centro che ci rendiamo conto non essere poi così lontano. Dopo pochi passi siamo già in Plaza de la Encarnacion, dove ci ripariamo all’ombra del Parasol.

Ore 15:00 Affamati seguiamo la via che ci porta in centro mentre cerchiamo un posto senza tante pretese in cui pranzare. Il caso vuole che ci imbattiamo anche qui a Siviglia nella Cervezeria 100 Montaditos, e sentendoci un po’ a casa, decidiamo di fermarci qui a mangiare e a bere.
Ricaricate le nostre batterie, proseguiamo la nostra passeggiata verso il centro, ma fa davvero troppo caldo, quindi decidiamo di andare all’hotel per fare una siesta ed uscire un po’ più tardi.

Ore 17:00 Usciamo dall’hotel e ci dirigiamo verso l’area in cui dovrebbero esserci le architetture varie che Raffa vuole vedere. Per strada ci imbattiamo nel Museo delle Belle Arti, e decidiamo di entrare a visitarlo soprattutto per ripararci un po’ dal caldo e dal sole che sono ancora forti. Dopo una passeggiata tra quadri bui, madonne con bambini, santi e cardinali (decisamente non il mio genere) usciamo dal museo e proseguiamo la nostra passeggiata verso il Rio Guadalquivir per arrivare finalmente alla nostra destinazione.

Boccheggianti per il caldo alziamo lo sguardo su un segnalatore di temperatura, e ci rendiamo conto che ci sono ben 44° C… Ecco perchè abbiamo caldo!! Ci ripariamo al fresco di un centro commerciale e una volta ripresa la normale temperatura corporea continuiamo la nostra passeggiata verso il centro.

Raggiungiamo il centro pedonale, e mentre costeggiamo l’Ayuntamiento de Sevilla ci imbattiamo nel primo degli innumerevoli matrimoni di cui saremo testimoni per il resto del tempo che trascorreremo a Siviglia. Sembra che questi spagnoli non pensino ad altro che a fare sieste, bere birre e sposarsi!!

Proseguiamo oltre verso la grandissima Cattedrale, con a fianco la Giralda, la torre/campanile, ex minareto riconvertito ad uso cristiano. Questa zona, come tutta Siviglia è affollata di calessi con cavallo, che si danno il turno per portare i turisti a fare tour panoramici della città.

Arriviamo infine fino all’Università di Siviglia dove andiamo alla ricerca della nuovissima architettonissima Biblioteca universitaria, che purtroppo non troviamo (scopriremo il giorno dopo che questa biblioteca è stata progettata ma non ancora costruita).

In questa zona ci mescoliamo un po’ con gli studenti universitari e ci fermiamo a bere una buona birra.

Con il calar della sera torniamo sui nostri passi e ci dirigiamo nuovamente verso la zona della Cattedrale. In questa zona cerchiamo un posticino caratteristico nel quale cenare, e optiamo per la “Casa Tomate“, dove si mangia molto bene e nella quale trascorriamo una splendida serata.

Stanchi del nostro tour de force decidiamo di tornare verso l’hotel, ma stanchi di camminare con gli occhi fissi su una cartina seguiamo il nostro istinto e il nostro (scarso) senso dell’orientamento.

Finiamo un po’ troppo a est, quindi, anche se non lo volevamo, dobbiamo riprendere la cartina alla mano e rivedere il nostro percorso. Dopo esserci orientati nuovamente raggiungiamo il Parasol, sotto il quale eravamo già transitati durante il giorno, scattiamo qualche foto, e proseguiamo fino all’albergo.

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