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Ristorante Gam Gam, cucina kosher a Venezia

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Durante la mia visita al ghetto ebraico di Venezia è arrivata l’ora di pranzo e per avere un’esperienza culturale quanto più completa possibile ne ho approfittato per pranzare al ristorante Gam Gam, dove viene servita cucina kosher.

Mi ero già imbattuta in questo ristorante online, mentre cercavo dei locali con cucina ebraica in zona: credo sia l’unico o quasi, anche perchè il ghetto è molto piccolo.

Visita al ghetto ebraico di Venezia

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Usciti dalla stazione di Venezia Santa Lucia e proseguendo per Strada Nuova si svolta a destra dopo il ponte delle Guglie. Sulla sinistra si apre un vicoletto coperto. E’ l’ingresso del Ghetto Vecchio, l’antica zona di Venezia dove hanno vissuto gli ebrei a partire dal 1300 fino alla Seconda Guerra Mondiale.

La festa di San Martino a Venezia raccontata da una veneziana

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L’11 novembre è San Martino. A Venezia questa festa è molto sentita e viene festeggiata con un dolce tipico particolare, il Dolce di San Martino, e con attività tradizionali da svolgere in questa giornata.
Ma chi può raccontare le tradizioni di un certo luogo meglio di chi ci vive? Nessuno credo.
E’ così che io e Roberta “Gamberettarossa” (questo è il suo blog!) che siamo entrambe venete, ma di zone diverse, abbiamo pensato di chiedere ai diretti interessati, cioè ai veneziani, come si festeggia San Martino in città. Il risultato è una bella intervista a Laura, che è stata molto gentile e ha risposto a tutte le nostre curiosità.

Ciao Laura, ci racconti di come festeggiavi il San Martino quando eri piccola?

Da piccola l’11 novembre mangiavo il San Martino, un dolce di pastafrolla con la forma di un cavaliere in groppa ad un cavallo, che poteva essere ricoperto o meno di cioccolato, ma era sempre decorato con molti dolcetti. Qualche volta ce ne arrivava uno piccolo acquistato in panificio, non troppo buono, ma ogni anno alla domenica intorno all’11 novembre ne facevamo sempre uno o due in casa e li guarnivamo con gli smarties…Veniva sempre pasticciato, perché infornavamo anche gli smarties che puntualmente si scioglievano. Avrei preferito un San Martino grande ma era molto costoso e i miei genitori non lo volevano prendere, ma non per mancanza di mezzi economici, per “integrità morale” dicevano. Adesso vista la gran quantità di sanmartini nelle pasticcerie credo che se ne acquisti di più.
Mia mamma e la maestra a scuola ci raccontava o ci faceva leggere ogni anno la leggenda del Santo, dovevamo sapere perché arrivava il sole sempre il giorno di sanMartino!*

Coi i compagni di giochi cantavamo la canzone in campo:

“San Martin xe nda’ in soffita
a trovar
ea nona Riitta,
nona Ritta
no a ghe geera
san Martin
col cuo par teera, 

la variante odierna è la seguente:

“San Martin xe nda’ in soffita
a trovar ea so novissa,
so novissa no ghe gera

san Martin casca par tera,
e col nostro sacchetin, 

cari signori xe san martin, 
FORA EL SOLDIN!!!”

Le nonne e le mamme dei miei compagni di giochi ci raccontavano che loro da piccole andavan in giro con le pentole e i coperchi a cantare la filastrocca, per ricevere dolci o monetine. Io non sono mai andata a “battere sanmartin”, anche perchè i miei genitori non son autentici veneziani, ma solo veneti, quindi non avevano ancora ricordi o una tradizione in merito.

San Martino della Pasticceria Bucintoro di Venezia

Oggi San Martino si festeggia ancora a Venezia? 

Sì, lo si festeggia eccome! In tutte le pasticcerie ci son montagne di Sanmartini esposti di tutte le fogge, le Municipalità organizzano manifestazioni: a Rialto, in collaborazione con le scuole elementari, al mattino della domenica più vicina all’11 novembre si premia il disegno di San Martino più bello, arriva SanMartino e dà un dolce a tutti i presenti. In alcuni parchi ci son spettacoli coinvolgenti come al Parco di Villa Groggia a Cannaregio, al Parco delle Catene a Marghera, al parco Albanese a Mestre, e in molti altri luoghi.

E per quanto riguarda l’usanza di cui ci parlavi con i bambini che “battono sanmartin”?

Direi che si è saltata una generazione nei festeggiamenti: la mia, quella dei 40enni, perlomeno a Sacca Fisola dove vivevo io. Adesso sia le varie Municipalità che le scuole materne hanno intrapreso, oramai da più un decennio a rievocare la tradizione.
Mia figlia grande ha 11 anni e già da qualche anno si vedevan per le strade i gruppetti di bambini con le maestre che cantavan San Martino. Le maestre delle mie figlie lo facevano per tener viva la tradizione, in opposizione a Halloween dicevano (la radice e’ simile). I bambini venivano portati per i negozi in orario di asilo a batter sanmartin e venivan raccolti soldini che sarebbero stati utilizzati per la classe: giochini per tombola o lotteria ad esempio, o materiali che la scuola non forniva.

Come vedi questo tentativo di recupero di questa festa e delle sue tradizioni da parte delle istituzioni?

Da adulta lo sento come un recupero forzato. Ma vedo che i bambini si divertono e lo vivono come “vero”, come un’autentica occasione di divertirsi, e questo mi rasserena.

A Burano San Martino è uno dei santi patroni e la comunità intorno alla chiesa è vivace, così come quella intorno alla chiesa di San Martino a Castello: questo rende la festa meno commerciale e finta: si sente che c’è un sentire che va oltre l’aspetto puramente commerciale legato alla vendita dei sanmartini. Si è perciò ben recuperata una festa, occasione di gioco per i bambini. Non s’è mai perduto in queste parrocchie invece il sentimento religioso.

Oggi con i tuoi figli incoraggi il mantenimento di questa tradizione di festeggiare San Martino?

Si! Ogni anno mangiamo assieme i Sanmartini che i Buranelli (gli abitanti di Burano) mi regalano! Quelli acquistati in pasticceria son di pastafrolla, ma quelli dei Buranelli son fatti con la pasta dei bussolà! Gli ingredienti sono 1 kg di farina, 3 hg di burro 10 uova + 1 tuorlo, 6 hg di zucchero tanta vanillina… Mooolto più buoni!!!

San Martino decorato della Pasticceria Bucintoro di Venezia

*E se non conoscete ancora la leggenda di San Martino…

La leggenda racconta che San Martino fosse una persona estremamente gentile e compassionevole. Accadde che, mentre cavalcava in una giornata fredda e piovosa, incontrò un povero vecchio infreddolito. L’uomo gli fece molta pena, allora Martino prese il mantello che indossava e lo tagliò a metà con la propria spada, dandone una parte al vecchio per ripararsi dal freddo. Poco dopo, mentre San Martino si allontanava, venne fuori il sole, e la giornata si riscaldò: ecco l’estate di San Martino, l’appellativo che viene dato ancora oggi alle calde e luminose giornate di Novembre.

Biennale di Architettura a Venezia

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La Biennale di Architettura di Venezia è un appuntamento irrinunciabile per gli addetti ai lavori, e non solo! Infatti il gruppetto con cui l’ho visitata comprendeva architetti come me, ma anche profani della materia.

Quest’anno siamo alla 13. Edizione della Biennale, che è stata inaugurata il 29 agosto e si protrarrà fino al 25 novembreLe aree espositive si dividono principalmente in due parti: l’Arsenale, che espone le installazioni di 36 famosi studi di architettura e di 13 nazioni, e i Giardini della Biennale, dove si trovano i padiglioni di 32 Paesi tra cui quello dell’Italia.

Dimmi che senso ha

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Raccolgo con entusiasmo l’invito mandatomi da Il viaggio di WYW per partecipare al concorso di Blinkbooking “Dimmi che senso ha”.

Il contest consiste nell’associare i 5 sensi (vista, olfatto, tatto, udito e gusto), a 5 diverse città (Venezia, Milano, Napoli, Roma e Firenze), il tutto entro le ore 17:00 del 19 ottobre. In palio ci sono vari premi, tra cui un buono da 1000€ da spendere in viaggi con Blinkbooking.

Ristorante tipico a Venezia: Antico Pizzo Risorto – Ottimo cibo, servizio discutibile

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Scegliere un ristorante dove fermarsi a mangiare a Venezia è cosa ardua perchè i locali nella città sono tendenzialmente tutti molto costosi, la cosa diventa ancora più difficile se ci si trova in una zona turistica come quella di Rialto. Siccome non sempre ad un prezzo al di sopra della media corrisponde la genuinità e la bontà del piatto.

Volo dell’angelo al Carnevale di Venezia

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Il Carnevale a Venezia si apre sempre con un grande evento che tiene frotte di persone con il naso all’insù: il Volo della Colombina o volo dell’angelo. Questo evento ha luogo la prima domenica di festeggiamenti del Carnevale a Venezia, alle ore 12.00 ed ha le sue origini nella storia dell’antica Repubblica di Venezia.

Le origini…

Il primo volo dell’angelo si ebbe a Venezia nel 1500 quando un funambolo turco camminò su una fune sospesa tra una barca attraccata al molo di Piazza San Marco e il campanile della Piazza. Questo spettacolo destò grandissima ammirazione all’epoca, tanto da volerlo riproporre anno dopo anno in forme simili, durante il carnevale.

A metà ’700 uno di questi spettacoli terminò con una morte, quando l’artista che si esibiva cadde, morendo. Allora si decise di mettere freno alla tradizione del volo dell’angelo, sostituendo lo spettacolo “umano” con uno simbolico, in cui si faceva calare dal campanile di San Marco una colomba di legno. E’ così che la celebrazione ha assunto il nuovo nome di “Volo della colombina”.

Cosa succede al volo dell’angelo?

Una ragazza si cala, appesa a funi d’acciaio, dal campanile di San Marco, fino ad atterrare sul palco allestito in piazza in occasione del carnevale. La ragazza viene scelta di anno in anno tra modelle, atlete, attrici, ed altri personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo.

Quest’anno la colombina era la vincitrice del concorso delle Marie del 2011 (la Festa delle Marie è un’altra delle feste tradizionali del carnevale veneziano) che è coraggiosamente volata giù dal campanile di San Marco nonostante la nevicata del giorno prima, il freddo pungente, e l’aria di bora che – anche se si era calmata rispetto ai giorni precedenti – ancora soffiava, soprattutto sulla vetta dell’alta torre.

Per un po’ dalla Piazza c’erano migliaia di nasi volti all’insù in attesa di scorgere le vesti della Colombina sporgere dal balcone del campanile. La signorina si è fatta un po’ attendere ma poi ha iniziato la sua discesa, e quello che era sempre più un puntino lontano e difficilmente distinguibile è diventato la chiara sagoma di una ragazza vestita in abiti settecenteschi, con la sottana che si gonfiava al soffio del vento, e le Reebok ai piedi. Infatti la moderna colombina portava un paio di scarpe da ginnastica della marca che si è fatta sponsor di questo tradizionale atterraggio!

Laboratori di maschere artigianali a Venezia: come si fa una maschera?

Maschere artigianali Venezia

Venezia ha un carnevale molto conosciuto, particolare ed importante, inoltre è qui che Goldoni ha dato vita alla Commedia dell’Arte fatta di opere teatrali dove i protagonisti erano maschere come Arlecchino, Colombina, Balanzone, Pulcinella e molti altri.

E’ per questo che ancora oggi a Venezia si possono incontrare numerose botteghe artigianali dove vengono prodotte maschere. Una bottega che mi è capitato di visitare è “Casanova Mask’s”, un negozietto molto semplice con un gran numero di bellissime maschere appese alle pareti! Il negozio si trova nel sestiere di San Polo (a pochi passi dalla Pasticceria Bucintoro, in direzione Rialto).