Collaborazioni, Europa, Repubblica Ceca

Praga magica: luoghi e leggende

Si dice che Praga con Torino e Lione formi il triangolo della magia bianca, e che uno ci creda o no nel corso della storia sono emerse un sacco di leggende ed avvenimenti che hanno portato a dipingerla come una città magica. E la sensazione che questa città abbia qualcosa di anomalo si può avere ancora oggi quando la si visita: esercita un fascino tutto particolare, e si finisce per rimanere colpiti dalla sua atmosfera, dalle sue stradine, dai suoi palazzi, da ogni suo angolo.

Le leggende di Praga

Nella mia visita a Praga sono venuta alla scoperta di numerosissime leggende associate ai vari luoghi della città, tutte molto curiose ed interessanti. Quelle che mi hanno attratto di più sono quelle legate a Rodolfo II, un re che invece di governare si chiuse nel castello di Hradcany concentrandosi nello studio dell’alchimia, dell’astrologia e delle arti, circondandosi di alchimisti che dovevano ricercare per lui la pozione per generare l’oro e la pietra filosofale. Ancora oggi se si fa un giro a Hradcany è possibile visitare la Via dell’Oro, dove c’erano le piccole casette degli alchimisti che lavoravano al suo servizio.

Ma ci sono molte altre storie interessanti su Praga magica, alcune sono vere e proprie leggende come quella dei Vodnik del fiume Moldava, altre invece rispecchiano eventi realmente accaduti come la costruzione del muro della fame, altre ancora stanno a cavallo tra leggenda e realtà come la misteriosa storia del Ponte Carlo che crollò nel punto da cui fu gettato San Giovanni Nepomuceno e ogni volta che si tentava di ricostruirlo, periodicamente crollava di nuovo.

praga

La leggenda dell’orologio astronomico

Si dice che l’orologio astronomico fosse stato costruito dal maestro orologiaio Hanus. Dopo la sua costruzione il consiglio della città fece accecare il suo creatore così che non potesse mai più costruire un altro orologio simile per nessun altro. Per vendicarsi Hanus riuscì ad arrivare fino agli ingranaggi e a bloccarne il funzionamento, morì subito dopo per un attacco di cuore e l’orologio rimase rotto per più di 80 anni senza che nessuno fosse in grado di ripararlo.

praga

Le leggende sul Ponte Carlo

Sul Ponte Carlo ce ne sono davvero molte di leggende:

Si dice che per costruire il Ponte Carlo non ci fosse abbastanza malta, quindi Parler, il costruttore, chiese a tutti i villaggi boemi di inviare uova da unire alla malta. Dal villaggio di Velvary però inviarono uova sode, in modo che non si rompessero lungo la strada, e da Unhost furono inviati anche ricotta e formaggi, e tutti i prodotti contribuirono alla costruzione del ponte.

San Giovanni Nepomuceno era un sacerdote che fu fatto uccidere dal re Venceslao perchè non gli aveva svelato le confessioni della moglie. Il suo corpo fu gettato dal Ponte Carlo e si dice che proprio in quel punto il ponte crollò, e per anni, ogni volta che si tentava di ricostruirlo, nella notte successiva il ponte crollava nuovamente. Nel punto del ponte da cui è stato gettato il santo c’è una croce d’oro, e toccarla fa avverare i desideri.

praga

Un costruttore si intestardì nel voler ricostruire il Ponte Carlo, che dopo la morte di San Giovanni Nepomuceno era crollato ed ogni volta che si tentava di ripararlo crollava di nuovo. Allora fece un patto con il diavolo che gli fece riparare definitivamente il ponte in cambio della prima anima che lo avrebbe attraversato. L’architetto volle raggirare il diavolo e chiuse nella torre di accesso al ponte un gallo progettando di liberarlo prima dell’inaugurazione, così che l’anima sacrificata fosse quella dell’animale. Ma il diavolo con l’inganno fece in modo che la prima anima ad attraversare il ponte fosse proprio la moglie dell’architetto, che così morì, insieme al figlio che portava in grembo. Si dice che ancora oggi l’anima del bambino volteggi sopra il ponte, e che ogni tanto i pedoni lo sentano starnutire.

Le leggende sulla Via dell’Oro

Ma le storie più misteriose sono quelle sul castello e gli alchimisti che abitavano nella Via dell’oro.

Nella Via dell’oro (Zlata Ulicka) vivevano all’epoca di Rodolfo II gli alchimisti segregati nelle piccole casette (Puppenhaus). Giorno e notte, anima e corpo, dovevano dedicarsi alla ricerca della formula per generare l’oro, sorvegliati a vista da una guardia che faceva la ronda nella stradina, che proprio per i suoi abitanti fu chiamata così.

praga

Rodolfo II voleva che i suoi alchimisti non facessero altro che lavorare giorno e notte alla ricerca dell’oro. La leggenda racconta che un giorno di primavera in cui splendeva il sole alcuni alchimisti chiesero a gran voce di uscire a passeggio nel Fossato dei Cervi che si trova fuori le mura, dietro alle casette della Via dell’Oro. Ma in quel fossato cacciavano i nobili e il re non voleva che i cacciatori si mischiassero con i suoi alchimisti, così negò il permesso. Quando gli alchimisti per protesta decisero di scioperare Rodolfo finì per accontentarli a modo suo: li imprigionò nel fossato in gabbie appese agli alberi, e lì li lasciò morire di fame.

La Daliborka è la torre che prese il nome da Dalibor, un uomo che venne imprigionato perchè aveva supportato una rivolta contadina. La leggenda dice che Dalibor per paura di impazzire nella torre buia si fece comprare un violino e a forza di suonarlo diventò così bravo che la gente da tutta Praga andava sotto la torre per ascoltare la sua musica. Nella realtà sembra che la musica non fosse altro che l’urlo straziante di Dalibor che veniva torturato su uno strumento di tortura chiamato “violino”.

Queste e altre storie curiose di Praga magica le trovate nella mappa sul sito di Maptalks.