Villa Bombarda, la villa veneta nascosta lungo il Lemene

Dopo che con la rapida corrente
girò le moli industri e faticose
che il gran del campo frangono alla gente,
par che il Lèmene stanco si ripose
entro più largo letto e più fiorente
ove tra i folti pioppi arcanamente
gorgheggia l’usignuol note amorose.

I molini di Portovecchio, F. Bonò

Il Lemene è un piccolo fiume che nasce tra Veneto e Friuli, attraversa la campagna dando acqua a numerosi antichi mulini e creando suggestivi paesaggi ideali da percorrere in bicicletta, finchè non termina sfociando nella laguna di Caorle.

All’altezza di Portovecchio, un piccolo paesino veneto al confine con il Friuli Venezia Giulia, nascosta nel mezzo di un parco verde, c’è Villa Bombarda, una villa veneta privata che sorge proprio sulle sponde del fiume Lemene.
In quanto privata non è sempre aperta al pubblico ma in occasione di feste, matrimoni o altre evenienze speciali viene affittata e può venir utilizzata, altrimenti di norma rimane chiusa, e la sua bellezza resta sconosciuta alla maggior parte delle persone.

villa bombarda

Un cancello con due grandi leoni veneziani in rame è l’accesso alla villa: un lungo viale conduce ad un secondo cancello che normalmente è chiuso… Ma se lo si supera ci si trova già sopra al ponte sul fiume Lemene: a destra i vecchi mulini dove si macinava il grano. Dall’esterno si possono vedere solo le vecchie pale arrugginite, ma all’interno (almeno in uno dei due) rimangono ancora visibili e intatte le macine che si usavano in passato.

villa bombarda

Superati i due stabili lo sguardo può posarsi sulla villa padronale: una vecchia e grande struttura tinteggiata di bianco con i balconi verdi. Davanti ad essa delle magnolie in fiore, un piccolo pozzo dell’acqua e un cortile con sedie e tavolo da giardino bianchi.

Sembra che il tempo si sia fermato qui. Il silenzio mi circonda, si sentono solo gli uccelli cinguettare e l’acqua che si infrange sul ponte e sulle chiuse del mulino. L’acqua del fiume è verdissima, limpida, e se si posa lo sguardo in lontananza in direzione del fiume che scorre, sembra che la verde vegetazione primaverile piombi sul fiume, ingoiandolo o abbracciandolo.

villa bombarda

Un vecchio ponticello di legno oramai in disuso permetteva di passare sull’altra sponda e di addentrarsi nel parco che circonda la villa. Ormai cade a pezzi e l’accesso al ponte è sbarrato da un piccolo cancello di ferro.

Attorno a Villa Bombarda altri stabili: piccole casette che forse in passato erano casa della servitù e ora sono ripostigli per gli attrezzi o ruderi in rovina.

villa bombarda

Nonostante la decadenza che si percepisce in questo luogo, l’atmosfera che si respira è bellissima: tutto infonde serenità e trasmette malinconicamente il benessere che in altri tempi doveva essere di casa qui. Ora ciò che è stato creato dalla mano dell’uomo si sta fondendo con la natura, che piano piano se ne riappropria: le edere camminano lente lungo i muri, le chiome degli alberi si infittiscono rendendo quasi invisibile la villa agli occhi degli estranei che passano lungo la strada vicina.

Sembra di essere entrati nel romanzo “Il giardino segreto” di Burnett: c’è un luogo nascosto, poco valorizzato, che in realtà è estremamente prezioso, ma che purtroppo pochi occhi hanno la fortuna di ammirare.

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