Italia, Toscana

Volterra, streghe e leggende

Volterra è una cittadina molto antica, situata sulla punta di una collina nella provincia di Pisa ed immersa nel bellissimo paesaggio delle dolci colline toscane. Le radici della città affondano nel periodo etrusco e la storia della città è rimasta viva per tutto il Medioevo e i periodi successivi, fino a portare a noi questo gioiello.

Come ogni città di antichissime origini, anche Volterra porta con sé delle leggende e misteri: quelli di Volterra sono associati alle streghe, che in questa zona – a quanto pare – erano estremamente attive!

Il folklore locale racconta che la prima strega mai esistita fosse proprio volterrana, il suo nome era Aradia ed era la figlia della dea Diana, inviata sulla terra per insegnare la stregoneria agli umani. Naturalmente per le sue pratiche fu condannata a morte dalla Chiesa!

Le streghe di Volterra erano le più potenti d’Italia e si riunivano ogni sabato nei pressi del masso della Mandringa, un sasso con una crepa, sotto al quale scorrono le limpide acque di una fonte, e che veniva usato, secondo le leggende locali, per i riti satanici: mentre durante il giorno la fonte era sempre animata da donne e bambini che si recavano alla Mandringa per attingere la purissima acqua della fonte, il sabato sera il luogo diveniva spettrale, e con il sopraggiungere delle ombre anche l’aria pungente, il miagolio dei gatti e il verso delle civette facevano da preludio alla riunione delle streghe.

Tra l’altro ancora oggi a Volterra esiste il Vicolo delle streghe!…

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Nella nostra visita a Volterra di qualche giorno fa non ero particolarmente influenzata da queste storie, perchè ancora non le conoscevo. Sapevo che, come ogni altro borgo medievale, anche questo era stato luogo di persecuzioni e giudizi da parte del tribunale dell’inquisizione: anche qui c’era il classico museo della tortura.

Quindi, quando venerdì sera camminavamo per le strette e cupe vie del borgo, la percezione di qualcosa di spettrale non era il risultato dell’autosuggestione! Allontanandoci dal centro le stradine si facevano più piccole e la luce dei lampioni opaca; il silenzio amplificava ogni rumore, in particolare i versi di uccelli o animali selvatici; gli scricchiolii si facevano sempre più sinistri….

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Il culmine lo abbiamo raggiunto quando in questa serata umida e nuvolosa, abbiamo scattato qualche foto: anche queste avevano un non so che di lugubre, assumevano un colore verdognolo, come se un qualche essere maligno fosse passato proprio lì davanti a noi e l’obiettivo avesse immortalato ciò che ad occhio umano noi non siamo stati in grado di vedere, ma che avevamo solo lontanamente percepito.

Intimoriti, la cosa che abbiamo pensato di fare è stata di tornarcene rapidamente nel nostro alloggio, senza guardarci indietro!