Speaker’s corner a Hyde Park

speakers corner londra

Prima di partire per il mio viaggio per Londra avevo scritto un post sui Luoghi da non perdere nel primo viaggio a Londra, in un commento Chris di blogdiviaggi.com, mi ha consigliato, se mi fossi trovata domenica nei pressi di Hyde Park, di fare un salto allo speaker’s corner.
Speaker’s corner era una di quelle cose di cui ho sentito parlare a scuola durante la lezione di inglese, ma ne avevo un ricordo piuttosto vago: la domenica mattina, in questo angolo di Hyde Park le persone che vogliono dire la propria opinione su alcuni temi possono venire qui e parlare liberamente, attorno a loro si riuniscono ascoltatori e curiosi. I parlatori salgono su delle sedie, sgabelli, scale pieghevoli per farsi sentire meglio dal loro pubblico.

Questa pratica deriva dall’usanza dei primi oratori di salire su delle scatole di sapone per far sentire più forte la propria voce (si parlava dei soapbox orators all’epoca).

L’obbligo di salire sopra lo sgabello deriva da una norma della Common Law inglese, che permetteva in questa parte del parco di esprimere liberamente il proprio pensiero, a patto che chi lo faceva si staccasse dal suolo inglese (con sgabelli, sedie o quant’altro).

Tradizionalmente questo è da sempre un luogo in cui si può esercitare una grande libertà di parola e espressione, non è un caso se la maggior parte delle manifestazioni londinesi avvengono proprio in quest’area o partono da qui.

Domenica era il giorno del rientro dal mio weekend a Londra: l’aereo sarebbe stato nel tardo pomeriggio quindi approfittando della vicinanza del nostro albergo ad Hyde Park e della stanchezza accumulata nei giorni precedenti, io e mia sorella abbiamo deciso di andare a rilassarci nel parco e guarda caso ci siamo imbattute proprio negli oratori! Lo speaker’s corner si trova proprio all’angolo nord est del parco, a pochi passi dal Marble Arch.

Le tipologie di oratori

Quel giorno ho individuato tre tipologie di speaker – e mezzo.

L’esibizionista

Il primo oratore indossava un cappello da cowboy e aveva attratto attorno a sé un bel gruppetto di persone: non credo dipendesse dall’intelligenza dei temi che trattava, ma piuttosto perché divertiva l’audience. Aveva aperto un battibecco con dei giovani musulmani proprio su temi religiosi e l’impressione era che si divertisse molto a punzecchiare questi ragazzi che se la prendevano molto a cuore. Dopo un po’ ho trovato questo atteggiamento un po’ di cattivo gusto.

speakers corner londra

Il religioso che cerca proseliti

Oltre all’esibizionista, che aveva raccolto la maggior parte del pubblico attorno a sé, c’erano almeno altri 3 soggetti, un musulmano, un ebreo, uno cattolico (sembra una barzelletta), ciascuno che predicava la verità del suo Dio.

La strana

Quando più su ho detto “tre tipologie di speaker e mezzo” intendevo per “mezzo” mi riferivo ad una signora che assomigliava molto alla moglie del fattore in Babe maialino coraggioso, e che non ho proprio capito cosa dicesse dall’alto del suo sgabello.

speakers corner londra

Il fenomeno

L’ultimo soggetto che è salito sul palco sembrava un rapper americano uscito da un video di MTV, e mi ha colpito per le sue semplici e appassionate parole che mi hanno portato a classificarlo nella tipologia di speaker n. 3, il fenomeno. Il sunto del suo discorso era che non devono esserci distinzioni di religione, razza, provenienza geografica, siamo tutti uguali e meritiamo di avere gli stessi diritti.

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Sono rimasta ad ascoltare piacevolmente colpita lo speaker n. 3 perché diceva cose vere e sacrosante e mi ha fatto capire finalmente il senso che questo angolo di parco vuole avere: non solo un trampolino per esibizionisti che amano stare al centro dell’attenzione, ma anche un luogo di discussione e di incontro tra culture diverse e tra persone che vogliono cambiare le cose.

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2 Comments

  • noooooooooooo ma davvero esiste un luogo del genere??? Grandissima segnalazione! A Roma non potrebbero convivere un esibizionista, un leader e una serie di religiosi (senza contare la moglie del fattore di Babe) a parlare dall’alto del loro sgabello… dopo cinque minuti se li tirerebbero dietro, volendo l’uno primeggiare sull’altro… ma mi piacerebbe essere smentita, giuro!!!

    • Eh si hai visto? Solo gli inglesi possono pensare di attuare delle cose così e di comportarsi in modo “polite”! Ma ho letto che da questa esperienza se ne sono create altre di simili in altre città del mondo, ma che comunque lo speaker’s corner londinese è “l’originale”…
      Da come parli di Roma sembra che conosci i tuoi polli… Allora speriamo che non ci sia un’iniziativa del genere lì o vedremo volare gli sgabelli… ^_^

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