Europa, Germania

Riavvolgiamo il tempo nel museo della DDR a Berlino

Trovo la storia di Berlino affascinante, in particolare quella degli ultimi 60 anni: da capitale del potente Terzo Reich, a città distrutta e divisa di una Germania umiliata dalla dura sconfitta della II Guerra Mondiale.

Il museo della DDR a Berlino è un piccolo museo indipendente che raccoglie testimonianze sulla vita nella Repubblica Democratica Tedesca (la Germania dell’Est) negli anni successivi alla costruzione del muro, quando questa parte di Germania era sotto il controllo dell’Unione Sovietica e del suo regime.

Non è uno di quei classici musei barbosi dove bisogna seguire un percorso ben preciso, dove si può “guardare ma non toccare”, dove vige il silenzio…Ma un’esposizione fuori dai soliti schemi!

Il museo è piccolo piccolo ma pieno di cose da vedere! Ci sono delle aree tematiche diverse: ogni angolino mostra ambienti ed oggetti appartenuti alle persone e alle famiglie che vivevano nella Berlino dell’Est. E il bello è che oltre ad osservare è possibile anche toccare con mano: si tratta infatti di un museo interattivo, dove ogni cassetto può venire aperto, ogni pezzo di carta può essere preso in mano, si può salire sulla tipica auto dell’epoca e immedesimarsi in un vero e proprio interrogatorio all’interno di un ufficio della Stasi, i servizi segreti della Germania dell’Est.

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Essendo il sistema comunista della Germania dell’Est un sistema abbastanza chiuso che non voleva (e non poteva) ricevere aiuti dalle potenze occidentali, in particolare dagli USA che in quell’epoca storica erano l’acerrimo nemico, tutto quello di cui si fruiva derivava dalla produzione delle fabbriche della Germania dell’Est o da importazioni dall’Unione Sovietica. E’ per questo che i prodotti che venivano utilizzati nella DDR erano standard per tutte le famiglie: dalle scatole di fagioli, alla birra, dagli elettrodomestici ai programmi televisivi per adulti o bambini che venivano trasmessi da radio e TV.

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Era stata addirittura prodotta un’auto, la Trabant, che veniva commercializzata solo in Germania dell’Est, e che oggi è diventata un simbolo, una sorta di mito, e che è ricordata anche in alcuni famosi murales della East Side Gallery. All’interno del museo ce n’è una in esposizione e i visitatori possono salirci e provare per un attimo la sensazione di tornare indietro nel tempo, immaginando di guidarla tra le strade di una Berlino in fase di lenta ricostruzione dopo i danni della guerra.

Sono ancora tante le cose che si possono vedere nel museo, tra le altre c’è un’intero reparto dedicato alle organizzazioni giovanili comuniste (le uniche forme di associazionismo legali all’epoca), all’educazione dei giovani e al sistema scuola.

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Inoltre come dimenticare la villeggiatura e la pratica del nudismo che ancora oggi è propria di molti tedeschi? Basta fare una passeggiata nel grande parco berlinese per vedere gente di ogni età che prende il sole nuda: eh si, io pensavo di avere le allucinazioni, ma poi ho avuto conferma anche da dei locali che si tratta della normalità!

Mi è piaciuto moltissimo visitare il museo della DDR: sembra di immergersi in un’altra epoca! Unica nota negativa il sovraffollamento che non mi ha permesso di godermi in tutta tranquillità la visita… ma considerato che era il periodo di Pasqua è anche normale che il museo fosse invaso dai turisti!

Il museo della DDR si trova lungo il fiume Sprea, appena fuori dalla Museuminsel, l’Isola dove si concentrano i musei a Berlino, di fronte al Duomo della città. La fermata della U-Bahn e S-Bahn più vicina è quella di Alexanderplatz.

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Il biglietto d’ingresso non costa molto: soli 6 €.

La cosa importante da sapere, e purtroppo un po’ limitante, è che le didascalie esplicative alle esposizioni sono riportate solo in tedesco ed inglese. Se oltre a vedere e toccare si vuole anche capire meglio la storia dei vari oggetti è indispensabile conoscere almeno una delle due lingue!