Magnifiche montagne venete: verso la parete Nord Ovest della Civetta

Appassionati di montagna ma un po’ fuori allenamento abbiamo deciso di sfidare noi stessi e intraprendere un’escursione al Rifugio Attilio Tissi, per poter ammirare la parete Nord Ovest del Monte Civetta in tutta la sua maestosità.

L’escursione inizia dal centro di Masarè (971 m), una piccola località situata alla fine del lago di Alleghe, e segue il sentiero CAI 563. La salita inizia presto a farsi ripida e cominciamo subito a sentire la fatica ma nonostante ciò davanti al bivio tra il sentiero facile e quello più difficile scegliamo il secondo…

Data la pendenza del sentiero in poco tempo si arriva ad alta quota e si iniziano a vedere degli splendidi scorci del lago sottostante. Sono presenti anche dei piccoli tratti attrezzati ma superiamo tutto molto facilmente e anche divertendoci a fare qualche foto.

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Credits f_micki – Flickr

In circa un’ora e mezza si raggiunge Casera di Casamatta (1650 m), un piccolo spiazzo con qualche panchina, una fontana e un bivacco con posti letto di emergenza, siamo a metà del nostro percorso. Dopo una pausa ristoratrice ripartiamo in piena forza pronti a superare qualsiasi difficoltà. Il sentiero è sempre ripido, iniziamo a sentire la stanchezza ma sappiamo di essere a buon punto e continuiamo imperterriti.

Oltrepassata la forcella Casamatta (2009 m) iniziamo a intravedere il monte Civetta e dopo un ultimo sforzo si apre davanti a noi il miraggio: il rifugio Tissi!! In pochi minuti dal Rifugio si raggiunge la punta del Col Rean (2281 m) e ci troviamo davanti a uno strapiombo di circa mille metri affacciato dirimpetto sul lago di Alleghe. Alzando lo sguardo si possono ammirare tutti i monti circostanti (sfortunatamente abbondantemente coperti da nuvole).

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Credits damescalito – Flickr

Abbiamo passato la notte in rifugio e la mattina seguente siamo usciti all’alba per fotografare la Civetta completamente sgombera da nuvole.

Dopo una leggera colazione con pane, burro e marmellata e un po’ di caffè, ripartiamo: l’itinerario prevede il passaggio per il lago Coldai e il Rifugio Sonino al Coldai, e poi la discesa. Il sentiero 560 dal Rifugio Tissi al Rifugio Sonino è favoloso, tra sali e scendi costeggiamo la parete del monte Civetta immersi tra rocce e prati verdi ricoperti da fiori di mille colori, ed essendo mattino presto l’unico rumore che si ode è quello del vento.

Raggiunto il rifugio Sonino (2135 m), dopo aver gustato un’ottima torta con ricotta e cioccolato, cominciamo la lunga discesa attraverso un sentiero che ricalca una strada militare della Grande Guerra.

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Credits alessio_mazzocco – Flickr

Il panorama cambia rapidamente e offre una splendida visuale sul Monte Pelmo, detto anche caregon del Padreterno (grande sedia del Padre Eterno, per i non veneti!), in quanto il suo circo glaciale assomiglia ad un sedile. Ad un certo punto lungo il percorso un sacco a pelo si stacca dallo zaino e cade lungo un ripido pendio; subito echeggiano dei fischi acuti nell’aria e aguzzando la vista riusciamo a scorgere delle simpatiche marmotte sotto di noi che lanciano l’allarme pericolo e corrono a nascondersi tra le rocce.

In poco tempo si arriva alla Malga Pioda e poi giù ancora lungo un strada sterrata fino ai Piani di Pezzè, da qui con la funivia raggiungiamo il centro di Alleghe.

Nonostante questa escursione sia stata per noi piuttosto impegnativa e faticosa, alla fine la soddisfazione per la riuscita dell’impresa e la bellezza dei paesaggi che abbiamo potuto ammirare ci hanno ripagato appieno.

Credits photo header f_micki – Flickr

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4 Comments

  • Il mio primo impatto con la montagna è stato a Masaté di Alleghe nel lontano 1981…ho il ricordo vivo dei sentieri che da dietro la pensione dove soggiornavamo si allontanavano ripidi verso l’alto…c’era una piccola cascata subito fuori il paese e i sentieri erano affiancati da tantissime piantine di fragoline selvatiche e mirtilli…

    I nomi dei rifugi non li ricordo ma la foto del lago visto dall’alto e della parete rocciosa hanno risvegliato 100 ricordi! Grazie!

  • Grazie per l’articolo.
    Anch’io vivo la montagna come fosse parte di me.
    Io l’accarezzo seguendo la sinuosità dei suoi sentieri, lei mi restituisce la serenità di cui ho bisogno.

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