Diari di viaggio, Europa, Gran bretagna

Best of British: concerto dei Blur ad Hyde Park

Il nostro secondo giorno a Londra è partito un po’ a rilento: sveglia puntata alle 9.00 e una tranquilla colazione nella breakfast room dell’hotel.

Non siamo animate da quella frenesia che assale il turista che visita una nuova città perchè noi almeno i luoghi più turistici di Londra li conosciamo già, quindi decidiamo di dedicare la mattinata alla scoperta di nuove zone, mentre nel pomeriggio andremo ad Hyde Park per assistere al concerto regalatoci da Easyjet.

E perchè non iniziare l’esplorazione proprio da Earls Court? Partiamo a piedi dall’albergo in direzione del centro città, senza consultare mappe, ma seguendo la strada e il nostro istinto.

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Innanzitutto a vagare a caso si fanno grandi scoperte: ci accorgiamo che proprio dietro la metro di Earls Court c’è lo stadio dove si stavano svolgendo le finali olimpiche di pallavolo tra Russia e Brasile.

Il resto della zona  è residenziale, con piccoli quartieri di palazzi vittoriani con le colonne all’ingresso e la porticina in legno colorata. Tra le attività commerciali ad Earls Court ci sono parecchi negozietti di indiani e bangladeshi. Dirigendoci verso South Kensington non troviamo grandi attrazioni, ma alberghi e ancora abitazioni, tra le quali scorgiamo anche quella che è stata la casa di Hitchcok!

Dal pomeriggio alla sera trascorriamo il nostro tempo ad Hyde Park: l’accesso al parco, solitamente aperto a tutti e completamente libero, questa volta risulta blindato.

Non possiamo portare nulla all’interno, nemmeno cibo e bevande, quindi mentre aspettiamo in fila dobbiamo mangiarci in tutta fretta il sandwich che ci eravamo acquistate da Pret à Manger per risparmiare sulla cena!

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Sono circa le 16 quando superiamo i rigidi controlli e fronteggiamo la calca di fans già accampati a terra con coperte, giacche a vento… Mancavano solo i cestini da pic nic per far sembrare la zona una grandissima area campeggio! L’enorme prato non aveva più nulla del suo aspetto originario visto che era stato ricoperto da tantissimi trucioli di legno.

Quella zona di Hyde Park era stata trasformata in una mini città con innumerevoli stand che vendevano cibo di ogni tipo e provenienza: dai classici hamburger, al fish & chips, al kebab, allo street food indiano, cinese, messicano… C’era di tutto! Per non parlare dei due grandissimi stand della Heineken che spillavano birra ininterrottamente dalle 2 del pomeriggio fino a tarda notte (birra media : £ 5, tempo medio di coda mezzora!!)!

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Ci addentriamo in mezzo alla calca per guadagnarci il nostro posto più vicino possibile al palco: assistiamo prima all’esibizione dei New Order, gruppo a noi sconosciuto, e poi a quella dei The Specials di cui non conoscevamo le canzoni, ma che almeno ci hanno offerto un bel ritmo ballabile, divertente e coinvolgente. L’ultima canzone che hanno cantato è quella qui sotto che ci ha ricordato immediatamente la pubblicità del Doblò Fiat con la nazionale giamaicana (chi se la ricorda?? (: ).

A questo punto bisogna dire che noi oltre ai Blur, che ci erano stati annunciati, pensavamo ci fossero anche molti altri gruppi, tra cui Spice Girls, felicemente riunite in occasione della chiusura dei giochi olimpici, Take That e molti altri… In realtà tutti questi altri cantanti e gruppi si esibivano quella sera all’O2 Arena di Stratford per la cerimonia di chiusura dei giochi olimpici. Quando verso le 21 sui mega schermi ad Hyde Park iniziano a proiettare in diretta l’inizio della cerimonia che si stava tenendo nella zona olimpica ci rassegniamo definitivamente al fatto che il nostro sogno adolescenziale di vedere anche le Spice non si sarebbe esaudito quella sera.

Dopo aver visto in diretta sullo schermo l’entrata nello stadio del principe Harry e l’inno inglese (contemporaneamente cantato a squarciagola anche dall’intera folla di Hyde Park) si apre il sipario ed inizia il concerto dei Blur. Ad Hyde Park la folla è in delirio e noi ormai siamo compresse in mezzo a quel mare di gente quindi ci uniamo ai canti, o almeno a quelle canzoni che conoscevamo mentre gli inglesi intorno a noi non mancano neanche una nota!!

Assistere al concerto ad Hyde Park è incredibile, davvero un’esperienza da vivere! Quando ormai eravamo devastate dalla giornata, poco prima della fine del concerto cerchiamo di farci spazio tra la folla e dirigerci verso l’uscita, dopo 15 minuti riusciamo a raggiungere i cancelli. Qui ancora volontari in giubbotto rosa olimpico ci indirizzano verso la fermata della metro aperta più vicina, e ad ogni angolo troviamo 2-3 di loro pronti ad indicarci la direzione o rispondere alle necessità dei passanti.

Tanto di cappello agli inglesi per il modo impeccabile con cui hanno gestito l’organizzazione delle Olimpiadi!!

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