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I gatti di Istanbul in 10 scatti

gatti istanbul

Ad Istanbul ci sono tantissimi gatti randagi: si possono vedere agli angoli delle strade, acquattati in qualche aiuola, in attesa di cibo davanti ad un negozio o sotto una finestra, anche all’interno di Santa Sofia!

Dal manto di diversi colori, miele o grigio, pezzato o nero, si aggirano per le vie della città alla ricerca di cibo, e perchè no, di una carezza. I turisti sono molto affettuosi con i gatti: si fermano a fotografarli, a fargli qualche grattino, che gli animali accettano volentieri.

La convivenza tra gli abitanti di Istanbul e questi animali è pacifica, e a volte sembra che ogni abitante adotti temporaneamente un gatto, pur rimanendo quest’ultimo un randagio. I tanti mici sanno bene che se si fermeranno davanti a quella porta o sotto quella finestra il solito umano gli darà qualcosa da mangiare.

La religione islamica tradizionalmente è molto legata ai gatti: Maometto, il grande profeta dell’Islam, aveva lui stesso una gatta di nome Muezza, che teneva sempre in grembo mentre predicava. Secondo una leggenda la gatta avrebbe aiutato Maometto a catturare un serpente che si era intrufolato nella manica della sua tunica, per questo il profeta avrebbe premiato i gatti dando loro alcune doti, come la capacità di atterrare sulle zampe anche da grandi altezze senza farsi male, e le 9 vite.

Forse è per questo legame con Maometto che la maggior parte dei gatti della città sono sempre rispettati.

Passeggiando notiamo un gattino nascosto dietro un vaso di fiori

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Qualcun’altro si ripara tra le piante, ma quegli occhi giallo-verdi non passano di sicuro inosservati!

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I bambini giocano e fanno qualche dispetto, ma il gatto non sembra innervosirsi, anche se i movimenti della sua coda dicono che si sta spazientendo.

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La vita dei randagi non è sempre facile, se si riesce ad ottenere una ciotola di cibo bisogna proteggerla con le unghie e con i denti, anche se poi va a finire che il cibo viene condiviso.

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Un’intera famigliola si avvicina a dei turisti che stanno pranzando: un paio di miagolii e delle fusa e si otterranno sicuramente delle briciole!

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Qualcun altro si apposta sotto una finestra, sperando che lassù qualcuno si ricordi di lui e di portargli un po’ di cibo…

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Ci sono poi i guardiani dei posti sacri: questo micio qui sotto lo trovavamo sempre appostato fuori dalla Moschea Blu

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Sempre in tema di guardiani come non immortalare una delle attrazioni principali di Santa Sofia:

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Ci sono poi quelli che si acquattano nei posti più strani, come quello che dorme pacifico sulla banchina della funivia del Tunnel

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O chi può addirittura contare su un trono tutto suo

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Se vuoi continuare a fantasticare Istanbul prova a dare un’occhiata agli altri articoli che ho scritto su questa città:

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