Asia, Europa, Turchia

Gente di Istanbul

Ciò che mi ha sorpreso di Istanbul è stata soprattutto la gente, lo sapete già se avete letto la mia riflessione a caldo appena rientrata dal viaggio.

Ho deciso che, visto che mi sono ritagliata questo spazio nella rete per raccontare i miei viaggi, oggi ne approfitto per liberare sul web il ricordo di quelle persone che hanno reso Istanbul ancora più bella ai miei occhi.

Persone di cui non so nemmeno il nome, e di cui non ricordo bene i tratti del viso, ma di cui ricorderò a lungo i gesti, l’innata gentilezza e disponibilità.

Sconosciuto n.1 sul bus

Sull’autobus navetta dall’aeroporto al centro di Istanbul, il signore seduto accanto a me e che mi separava dal finestrino deve aver visto il mio sguardo particolarmente interessato al paesaggio esterno, ed ha iniziato a fare quattro chiacchere: “E’ la prima volta a Istanbul?”, “Da dove vieni?” “Ah io adoro l’Italia”….

E’ così che in pochi minuti ho scoperto che quel signore era originario di Istanbul, ma viveva da molti anni negli USA, che amava l’Italia, in particolare la Toscana ed un paesino nei pressi di Volterra dove trascorreva spesso le vacanze.

Mi ha consigliato di andare in un Hammam in centro qualora ne avessi avuto il tempo, e di preferire la crociera sul Bosforo del trasporto pubblico anziché le crociere private, più costose.

In pochi minuti ci siamo detti tante cose, e, grata di quella conversazione, quando è arrivato il momento per lui di scendere ci siamo salutati con un “buon viaggio” che veniva dal cuore.

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Sconosciuta n. 2 sul bus

Quando lo sconosciuto n.1 è sceso, Raffaele si è seduto accanto a me e insieme abbiamo iniziato ad analizzare la cartina: non sapevamo di preciso dove scendere, in teoria al capolinea, ma da lì all’hotel il nostro destino era un po’ nelle mani del caso.

E’ così che spontaneamente si è rivolta a noi una ragazza seduta pochi sedili più in là che ci ha chiesto dove andavamo, e ci ha detto dove avremmo dovuto scendere. Arrivata anche lei al capolinea come noi ci ha chiesto di attenderla e si è ripresentata pochi minuti dopo con tutte le informazioni necessarie sul traghetto che ci avrebbe portato dalla sponda asiatica a quella europea della città.

Alla fine ci siamo salutati con un gran sorriso… ma vi dico la verità che è stata così gentile che mi veniva da abbracciarla!

Sconosciuto n. 3 sul tram

Saliti sul tram che ci portava da Sultanhammet a Beyoglu ci interrogavamo con cartina alla mano se fosse il caso di prendere il Tünnel, o la funicolare che porta a Piazza Taksim.

In cerca di conferme proviamo a chiederle ad un signore lì vicino. Il vecchietto a gesti ed alternando al turco giusto due parole in inglese prova a spiegarci. Non ci capiamo tanto bene, allora scende con noi alla nostra fermata, lasciando che il tram riparta senza di lui, e ci indica sempre a gesti la strada da prendere.

Lui prenderà il prossimo tram di passaggio!

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Sconosciuti n. 4 dal tram al Tünnel

Lo sconosciuto n. 3 vorrebbe aiutarci ulteriormente, ma non può uscire dalla zona della banchina del tram perchè altrimenti dovrebbe pagare un secondo biglietto. Allora ci affida a dei ragazzi turchi, che come noi scendono a quella fermata, e gli chiede di accompagnarci per il breve tratto di strada che porta all’entrata del Tünnel.

I due ragazzi accettano senza problemi, e anzi, pur non parlando mezza parola di inglese, cercano di comunicare con Raffaele parlando di squadre di calcio: è giusto uno scambio di nomi, Milan, Juventus, Galatasaray…

Ma sia noi che loro siamo soddisfattissimi di quel botta e risposta!

Sconosciuto n. 5 Bazaar delle Spezie

Osservando le bancarelle al Bazaar delle Spezie veniamo addescati da un venditore che una volta capita la nostra nazionalità chiama il suo collega, un tunisino che ha vissuto a lungo in Italia e che ora lavora ad Istanbul, e che è felice di parlare con degli italiani.

Del tunisino ha forse l’aspetto, ma l’accento è quello torinese! Scopriamo che ha lavorato anche nei dintorni di Venezia e che conosce Portogruaro, la nostra città.

Ci chiede se abbiamo fatto la crociera sul Bosforo, e ci dà tutte le indicazioni utili.

Lo salutiamo e ci dirigiamo verso la banchina di Eminonu per imbarcarci sulla crociera.

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Sconosciuto n. 6 Fener

Ci siamo recati nei quartieri di Fener e Balat per allontanarci un po’ dai luoghi troppo turistici ed immergerci nella Istanbul più vera. Era ora di pranzo ed affamati siamo entrati in un locale che non ci sembrava male per mangiare qualcosa, senza sapere bene cosa ci avrebbero proposto.

Una volta entrati abbiamo indicato l’immagine alla parete e abbiamo detto “We want this!”. Il proprietario era un po’ perplesso, probabilmente perchè sapeva bene che ciò che vendeva non era un cibo consueto e che noi eravamo due giovani turisti ignari.

Allora ci ha fatto assaggiare prima un pezzetto di quello che ci apprestavamo a mangiare, e solo dopo il nostro “ok, via libera” si è apprestato a preparare i nostri panini. E’ stato un gesto molto gentile da parte sua, ma solo dopo un paio di morsi al panino, quando la nostra bocca era ormai infuocata dalla piccantezza della pietanza ci siamo resi conto del suo stupore e della sua incertezza.

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Sconosciuto n. 7 Fener

Lo sconosciuto n. 7 (amico dello sconosciuto n. 6, e che come lui non parlava una parola di inglese) si trovava nel localino dove stavamo pranzando, e, quando l’amico è uscito e siamo rimasti soli nel locale, ha attaccato bottone, mostrandoci con orgoglio il quotidiano locale per farci sapere che a un po’ di km da lì (non abbiamo capito quanto distante) era stata trovata un’anguria da 50 kg. E’ stato molto carino da parte sua coinvolgerci così in questa sua gioia e soddisfazione.

Non so se queste persone sanno di averci reso la giornata e la vacanza un po’ migliore… Non so se gli arriverà, ma io mando loro un grande GRAZIE attraverso la rete!! 🙂