Italia, Lazio

Cimitero acattolico di Roma

Italia paese di poeti, navigatori e santi… stranieri.

Per tutto il XIX secolo fu molto di moda per gli intellettuali europei (e non solo) visitare il nostro paese, compiendo lunghi viaggi da Nord a Sud (per terminare magari in Grecia, culla della civiltà). Ma molti scelsero di stabilirvisi per periodi più o meno brevi, scegliendo come meta preferita nella maggior parte delle volte le città d’arte come Venezia, Firenze e Roma.

Non a caso Edward M. Foster nel suo celeberrimo “Camera con Vista” fa sentenziare alla scrittrice Eleano Lavish “bisognerebbe istituire degli esami a Dover e rimandare indietro i turisti che non sono in grado di passarli” riferendosi alla conoscenza artistica e non che ognuno dovrebbe avere recandosi nel paese dell’arte e della cultura.

E’ capitato che questi viaggiatori divenissero poi residenti permanenti, per scelta o per casualità: come Ezra Pound e Igor Stravinsky che dall’Isola di San Michele ammirano ancora i tramonti della laguna veneziana; Elizabeth Barret Browning che riposa all’ombra del campanile di Giotto a Firenze solo per citarne alcuni. Ancora italiana è una piccola tomba al cimitero di Staglieno (Genova), a me molto cara, dove riposa Constance Lloyd, sfortunata signora Wilde.

>Oggi voglio parlarvi però di un cimitero che ho scoperto per caso nascosto da un alto muro dietro la Piramide Cestia a Roma, mentro ero di ritorno (guarda un po’) da una visita al ben più tentacolare cimitero centrale del Verano: il cimitero cosiddetto “Acattolico”.

Indirizzo: Via Caio Cestio, 6 – 00153 Roma
Orario di Ingresso: Lunedi – sabato 9:00 – 17:00 (ultimo ingresso 16:30) – Domenica e festivi 9.00 – 13.00 (ultimo ingresso 12.30)
Prenotazione visite di gruppo scrivendo a ornella.forte@cemeteryrome.it

Conosciuto anche come “cimitero dei Protestanti” (da cui l’appellativo “acattolico” appunto) o più poeticamente come “il cimitero dei poeti e degli artisti”, è il luogo in cui hanno trovato l’eterno riposo poeti, scultori, architetti delle più diverse confessioni: ebrei musulmani, buddisti, russi comunisti e tantissimi eclettici personaggi che non avrebbero potuto trovare pace in alcun altro luogo, sepolti qui per espressa richiesta o per caso.

Le tombe si susseguono, ben curate, l’una accanto all’altra all’ombra di alberi frondosi e secolari suddivisi da viali e vialetti. Ogni tomba è una piccola opera d’arte sebbene non della fattura ricercata o delle dimensioni dei cimiteri monumentali e l’aria profuma di quel puro Romanticismo che fa “sentire” l’arte, talmente affascinante che Gabriele D’Annunzio vi ambientò un episodio de “Il piacere” e Pier Paolo Pasolini vi s’immaginò a colloquio con Antonio Gramsci davanti tomba di questi nella sua opera “Le ceneri di Gramsci”.

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Credits yannickcarer – Flickr

Senza dubbio però le due tombe più conosciute sono quelle di Percy Bysshe Shelley e John Keats, due dei maggiori poeti inglesi romantici. Keats giunto a Roma nel vano tentativo di salvarsi dalla tubercolosi che lo stava consumando e Shelley perito in mare e cremato sulla spiaggia di Viareggio. Meravigliosamente Romantiche anche le epigrafi, che per Keats recita “Here lies One Whose Name was writ in Water” (qui giace colui il cui nome fu scritto sull’acqua) e per Shelley “nothing of him doth fade, but doth suffer a sea change into something rich and strange “ (Niente di lui si dissolve, ma subisce una metamorfosi marina, in qualche cosa di ricco e di strano – versi tratti da “la Tempesta” di William Shakespeare).

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Credits cuppini – Flickr

Voi avete mai visitato come turisti dei cimiteri che vi hanno colpito per le loro caratteristiche artistiche o vi hanno incuriosito per i personaggi che vi erano sepolti?

Volete saperne di più sui cimiteri? Leggete gli articoli sui Magnifici Sette, i cimiteri-parco di Londra:
Cimiteri di Londra, i Magnifici Sette: Kensal Green, West Norwood e Highgate
Cimiteri di Londra, i Magnifici Sette: Abney Park, Nunhead, Brompton e Tower Hamlets

Foto header credits ho visto nina volare – Flickr