Europa, Russia

Cimiteri comunisti in Russia: Mosca e San Pietroburgo

Ho visitato la Russia per la prima volta nel 2003 (Mosca) e successivamente nel 2008 (Mosca e San Pietroburgo). Naturalmente, esaurite le rotte prettamente turistiche passando per quelle meno conosciute sono approdata infine a visitare i miei luoghi preferiti. Devo precisare che questo è un privilegio che il turista medio non può permettersi, mentre io ho avuto la fortuna entrambe le volte di avere come guida personale la mia amica Katja e suo marito Nikolai che, conoscendomi ormai da tanti anni, sono stati ben contenti di unirsi a me in questa avventura un po’ fuori dalle righe.

Mosca è una città che mi ha affascinato fin dal mio primo istante di permanenza: è una città in bilico tra il desiderio di apertura all’occidente ed un recente passato, maestoso quanto ingombrante, che la segue passo passo e si insinua in ogni suo angolo.

Il cimitero di Novodevichy – Mosca

Il cimitero di Novodevichy (Новоде́вичье кла́дбищ), la cui costruzione risale al 1898, si trova accanto all’omonimo monastero femminile che lo precede di quasi 3 secoli (dal 2004 nella lista dei patrimoni culturali dell’umanità redatta dall’Unesco, poiché rappresenta l’esempio più straordinario dello stile “barocco moscovita” così come il Cremlino e la Piazza Rossa).

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Credits carlfbagge – Flickr

Posso affermare senza dubbio che si tratta del cimitero più bello di tutta Mosca.

Al chiosco posto vicino all’entrata è possibile acquistare una mappa che indica la posizione delle tombe dei residenti illustri.

Per citare quelli noti al pubblico italiano, sono sepolti a Novodevichy gli scrittori Michail Bulgakov, Anton Chekhov, Nikolaj Gogol e Vladymir Mayakowski, i musicisti Sergei Prokofiev e Dmitri Shostakovic, mentre, tra le personalità politiche o comunque legate ai tempi del comunismo e della guerra fredda, lo statista Andrey Gromiko, Andrei Tupolev (padre del leggendario aereomobile sovietico) o Nikita Krushev (quello entrato nella storia per la scarpa sbattuta sul tavolino dell’Onu).

La cosa che senza dubbio mi ha colpito di più è l’egualitarismo delle tombe, oserei dire il comunismo applicato al monumento funerario: tombe molto semplici in granito nei toni del grigio e del nero, con l’unica differenza che i notabili, spesso, portano sulla tomba un busto (generalmente in bronzo, qualche volta scolpito in granito) a grandezza naturale.

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Credits brostad – Flickr

La tomba che mi ha lasciato il rimpianto nel cuore, coperta da montagne di fiori freschissimi, è quella di Raissa Gorbaciova, la moglie prematuramente scomparsa dell’ex Presidente sovietico Mihail Gorbaciov. Non di rado lo si vede arrivare, di prima mattina, per deporre un mazzo di rose rosse ai piedi una statua bronzea a grandezza naturale dell’amata, rappresentata in versione giovanile.

Il cimitero di Tinhvin – San Pietroburgo

Tutt’altra aria si respira a San Pietroburgo, una Trieste all’ennesima potenza dove il profumo dell’arte e della cultura si sente nell’aria, tra gli edifici in stile barocco o liberty che costeggiano i canale, una capitale che il comunismo nel suo rigore ha scalfito solo in parte, proiettando ancora oggi la sua tetra ombra nei grigi edifici di periferia.

Anche qui, due cimiteri degni di nota i cui monumenti mi hanno rapito: il cimitero di Tikhvin e quello di Lazarev, che sorgono l’uno di fronte all’altro sulla via che porta al Monastero Aleksandr Nevsky.

Sposato lo stile della maestosa Venezia del Nord e lontano da comunista memoria perché più antico (fondato nel 1823), il Cimitero Tikhvin è anche conosciuto come la “Necropoli dei Maestri d’Arte”, poiché luogo di sepoltura di un numero impressionante di ballerini, musicisti ed artisti in generale.

Citando anche in questo caso solo i nomi più noti, il concentrato di cultura fa accapponare la pelle: ricordiamo i compositori Aleksandr Borodin, Modest Petrovič Musorgskij e Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov e tra i grandi della letteratura Fëdor Dostoevskij. Ma qui vi è sepolto anche il re dei cigni Pëtr Il’ič Čajkovskij che riposa sotto uno splendido monumento che vede il busto a grandezza naturale frapporsi a statue bronzee di angeli dalle ali spiegate.

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Credits carlfbagge – Flickr

Un po’ più trasandato e per questo molto più mistico ed interessante, il cimitero Lazarev ha più l’aria di un cimitero vittoriano che russo, con le tombe in disuso che si accatastano l’una all’altra concentrate in un area tutto sommato assai limitata. I monumenti tombali sono interessanti anche se non di grande rilievo, con particolari curati e che ricordano i residenti (era d’uso infatti scolpire sulle tombe a mo’ di foto il ritratto della persona cara, soprattutto se si trattava di morti avvenute in tenera età) e qualche mausoleo degno di nota.

Vi è anche un piccolo cimitero all’interno del monastero stesso. Vale la pena visitarlo perché dietro a queste tombe senza particolare valore artistico, esiste un cimitero militare comunista.

Credits foto header pixelhut (Flickr)