Chi l’ha detto che i morti non raccontano storie?

Si dice che “I morti non raccontano storie” (dall’originale “Dead Men Tell No Tales”), tuttavia avventurandoci tra le tombe, scostando l’edera che le avvolge e rimuovendo l’incuria del tempo, ci sorprenderemo di quante storie potremmo trovare…

Nell’ultima parte del nostro viaggio virtuale alla scoperta dei cimiteri impareremo a scoprire e decifrare simboli che ci racconteranno ancora mille e mille storie.

Il simbolismo

Scolpiti nella pietra del monumento tombale che fa da garante alla sopravvivenza della memoria, possono esprimere appartenenza religiosa, identità etnica, concetti astratti come la vita e la morte, paradiso o inferno così come dare informazioni sulla vita, il lavoro e gli hobby dei residenti.

Ci sorprenderà ad esempio scoprire che quando una tomba è decorata da una colonna, sicuramente all’interno vi è sepolto il capo famiglia; al contrario, se la colonna è spezzata, vi è sepolto un giovane maschio. L’urna, dalla tradizione classica, è il simbolo del lamento funerario ma se la troviamo drappeggiata, sta ad indicare che il deceduto era anziano e saggio. Molteplici e innumerevoli (qui di seguito citati solo quelli più comuni ad esclusione di quelli cristiani il cui senso è noto a tutti) alcuni ovvi ma altri molto meno, sono i simboli: allora guardiamoci meglio intorno…

  • Agnello: simbolo di mitezza ed innocenza è spesso usato nelle tombe dei bambini. Accucciato e accompagnato da tipici segni cristiani (croce, calice ramo di palma) allude a Cristo o alla religiosità del morto.
  • Alberi: L’albero della vita
  • Albero o foglie di quercia: Onore, stabilità, eternità
  • Alfa e omega: Prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, indicano l’Inizio e la Fine
  • Alloro: Pianta sempreverde, rimanda all’immortalità acquisita per mezzo della vittoria conquistata grazie alla saggezza e all’eroismo. Emblema della gloria sia bellica sia spirituale.
  • Ancora: Speranza e fermezza, vita eterna
  • Angelo: L’angelo rappresenta la scorta verso il cielo e il significato intrinseco sta nell’atto in cui l’angelo viene rappresentato. In forma di cherubino fa da decorazione dulle tombe dei bambini
  • Aquila: coraggio
  • Arco o portone: Trionfo e vittoria della Vira sulla Morte
  • Bara: mortalità
  • Barca: il viaggio verso l’altra vita
  • Bocciolo: la morte di un bambino
  • Calla: Indica che nella sepoltura sono presenti due coniugi
  • Campana: Il giudizio universale
  • Candela: Se accesa, la fiamma della vita; se spenta, l’ineluttabilità del tempo e la morte stessa
  • Cane: Fedeltà
  • Cappasanta: Simbolo dei pellegrini, ricorda il pellegrinaggio in terra dell’anima
  • Cardo: Dolore. Se con le spine,rappresenta la corona di Cristo sulla croce
  • Catena: Se spezzata, rivela la morte di un membro della famiglia
  • Cavallo: Coraggio
  • Clessidra: Il tempo che passa. Il concetto della futilità del tempo è accentuato quando le clessidre sono alate
  • Colomba: Simbolo di resurrezione e pace
  • Coniglio: Umiltà e sacrificio
  • Corona: Gloria, vittoria
  • Croce: Segno cristiano della salvezza
  • Croce celtica: Con il cerchio intorno fa riferimento al cerchio della vita
  • Drago: Come quello sconfitto da San Giorgio, celebra il trionfo del Bene sul Male
  • Edera: simbolo della permanenza della forza vegetativa, dell’immortalità come tutte le piante sempreverdi, anche un simbolo di amicizia e di fedeltà.
  • Falce: spesso impugnata da figure maschili o da scheletri, indica la mietitura alludendo alla fine repentina della vita, che rende uguali tutte le cose viventi.
  • Farfalla: Rinascita e rinnovamento della vita
  • Fiamma: eternità
  • Fiore spezzato: morte prematura
  • Freccia: martirio
  • Frumento: Rinascita, fertilità
  • Gallo: risveglio
  • Giglio: Purezza ed innocenza (è il fiore associato con la madonna)
  • Girasole: Devozione a Dio
  • Leone: Forza e coraggio
  • Libro: Può far riferimento alle Scritture, ai Vangeli o al Libro della Vita contenuto nella Bibbia
  • Lira: Fine della vita (spesso con una corda spezzata)
  • Luce: Conoscenza e verità
  • Luna: Se crescente simboleggia la verginità
  • Mani: Devozione, preghiera, distacco, cielo e terra (dipende dall’atto in cui sono scolpite). Una stretta di mano tra uomo e donna sta a significare, tra i coniugi, la speranza del ricongiungimento
  • Margherita: Innocenza
  • Obelisco: Vita eterna (dalla tradizione egiziana)
  • Occhio: Sta per la santità del vero Dio. Da solo o in un triango da cui escono i raggi del sole (di tradizione egiziana) è un simbolo massonico.
  • Oggetti tecnici: Soprattutto simboli massonici come squadra, compasso, sestanti ecc. identificano la professione
  • Palma: La ressurrezione
  • Papavero: Il sonno eterno
  • Pesce: Fede in Cristo (ἰχθύς (ichthýs) in greco è infatti l’acronimo di “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore” e simbolo segreto dei primi cristiani
  • Piramide: Eternità (dalla tradizione egizia)
  • Porta: Entrata nel Regno dei Morti
  • Ramo di ulivo: (spesso nel becco di una colomba) simboleggia la pace di Dio
  • Rondine: Perdita di un bambino durante la gravidanza
  • Rosa: fiore simbolico estremamente complesso ed ambivalente perché allo stesso tempo rappresenta la perfezione celeste e la passione terrestre, Tempo ed Eternità, vita e morte, fecondità e verginità. Designa perfezione assoluta, un compimento senza difetti. Divenuta simbolo dell’amore e più ancora del dono dell’amore la sua bellezza evanescente ricorda la morte, le sue spine la sofferenza e il dolore
  • Rotolo: Le Sacre Scritture
  • Salice piangente: Lutto, disperazione
  • Scarpe: Se vuote, rappresentano la perdita di un bambino
  • Scheletro: Morte, mortalità
  • Sedia: Vuota, rappresenta la morte di un bambino
  • Serpente: La vita e la morte (dalla tradizione egiziana)
  • Sfinge: (dalla tradizione egizia) guardiana dell’eternità
  • Sole: Che tramonta: morte; che sorge: rinascita
  • Spada: Martirio
  • Torcia: Dalla tradizione classica, rappresenta la vita. Se sotto sopra, l’estinzione della stessa
  • Trombe: Trionfo
  • Uccello: L’anima che vola al cielo

Gli epitaffi

Lettura non meno accattivante sono gli epitaffi, che danno voce più o meno loquace, alle storie che raccontano fortune, virtù, capacità civili o militari di coloro che ci hanno lasciato e la disperazione e il rimpianto di chi invece è restato. Una pratica che è andata via via scomparendo, nel breve arco di un secolo o poco più, sostituendo a questi tesori tombe mute illuminate solo da fotografie troppo spesso poco veritiere e che non riescono a trasmettere un vero pathos.

I vittoriani e la morte

I Vittoriani inventarono tutto un nuovo vocabolario riguardo alla morte, evitando accuratamente la crudeltà dell’evidenza fine a sé stessa ma affidandosi invece totalmente ed incondizionatamente nella confortante convinzione della vita dopo la morte. Non solo con versi più comunemente tratti dalle sacre scritture che ricordano l’ovvio, ma con pomposa sovrabbondanza di metafore ed eufemismi, alcune di origine botanica che fanno eco a messi raccolte, fiori strappati nel pieno del loro splendore, altre metereologi che di teneri virgulti sorpresi dall’inverno o facenti eco a viaggi susseguenti a chiamate dal cielo, essi seppero scrivere nel marmo veri piccoli capolavori di letteratura che, nello spazio di meno di un metro quadrato riassumevano la vita, la morte e molto spesso le speranze di chi era andato e di chi invece era restato: non di rado ad esempio, soprattutto sulle tombe dei bambini, ritroviamo filastrocche o parti di canzoncine.

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