Friuli Venezia Giulia, Italia

Capodanno. Risvegli a Trieste.

Il cielo è azzurro, ma l’atmosfera è grigia a causa della nebbia che incombe. E’ così il nostro 1 gennaio 2013 nella città di Trieste.

Questa mattina splendeva il sole: inondava di luce la stanza disturbando il nostro sonno, dovevamo nascondere la testa sotto il cuscino o le lenzuola per non venir colpiti dai raggi. Ed ora che siamo all’esterno il sole preferisce nascondersi tra le nuvole di nebbia. Si riflette solo sulle finestre delle case arroccate sulle colline che circondano la città. Sembra prendersi gioco di noi.

Trieste in questo primo giorno dell’anno è già animata da un via vai di persone che ne percorrono le stradine, che si ritrovano in Piazza Unità d’Italia o che passeggiano avanti e indietro lungo il molo e il lungo mare.

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L’acqua del golfo è calma, il freddo umido e pungente.

In mare e sul pavimento lastricato quello che resta dei festeggiamenti: tappi di spumante, bossoli di fuochi d’artificio: avanzi di allegria.

Ora sembrano lontani i botti, le luci, i rivoli di prosecco spumeggiante.

Il palco allestito per il concerto della sera precedente è quasi smontato: restano solo impalcature grigie metalliche e fredde.

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Nella piazza brillano ancora le luci dell’albero di Natale, ma anche quelle sembrano pallide, quasi sapessero che il loro tempo di festa sta per scadere.

In lontananza un sole pallido cerca di emergere dalla foschia.

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Un cane dalle orecchie penzolanti annusa il lastricato e come un segugio si fa strada verso la fine del molo.

Si è concluso un anno.

Un 2013 pieno di sogni ed aspettative è iniziato anche se un po’ sonnecchiante, pallido e nebbioso.

Per fortuna davanti a noi, increspato dalla brezza leggera, c’è questo mare di opportunità e buoni propositi.