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Negroni, il cocktail di Firenze!

Sono a Firenze, le conferenze che dovevo seguire sono terminate alle 17, il treno è alle 20.30, cosa c’è di meglio che di un buon aperitivo?

Un amico (ciao Vittorio!! 😉 ) mi porta a conoscere uno dei migliori barman di Firenze, forse dell’intera Toscana (forse senza forse, chiedo venia, ma non sono un’intenditrice sull’argomento).

Ripeto, non una persona qualunque, il Maestro del Negroni.

Ci rechiamo nel bar dove lavora. Non in un posto qualunque. In Piazza della Signoria. Si, proprio quella su cui si affaccia Palazzo Vecchio con la statua del David, e la Fontana del Nettuno. Il locale è il Caffè Giacosa un luogo storico proprio perchè qui, agli inizi del ‘900 venne creato il primo Negroni.

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La persona che dobbiamo incontrare è Luca Picchi, l’autore del libro “Sulle tracce del conte. La vera storia del cocktail Negroni”, ma soprattutto un grandissimo esperto nella preparazione dei cocktail, tra cui il Negroni, che è la sua specialità.

Molti non conoscono la vera origine del cocktail, e la associano all’omonima distilleria che nel 1919 aprì a Treviso per volontà del Cavaliere Guglielmo Negroni, che, un po’ furbescamente, sfruttò il cognome che aveva in comune con il vero inventore del cocktail per creare un’attività basata sulla produzione di alcolici, tra cui le famose grappe, e anche il Negroni.

Il vero ideatore del cocktail fu il Conte Camillo Negroni, fiorentino, che si recava solitamente a bere al Caffè Giacosa. Un giorno del 1919 chiese al barista di aggiungere all’Americano che tradizionalmente beveva, del gin per rafforzarlo, anzichè della soda. Quello che ne risultò fu il “Negroni” appunto, che il Conte ordinava come “il solito”, e che ben presto divenne una bevanda molto apprezzata ed in voga all’epoca, e che ancor oggi si ordina volentieri.

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Nel Caffè Giacosa ancora oggi resta una targa a memoria.

Dopo un’iniziale titubanza, mi sono convinta a provare il Negroni (non sia mai che entro nel tempio dove il cocktail è nato, di fronte a un bravissimo barman di fama internazionale, e non ordino un Negroni!)… A me ha preparato la versione normale, quella più leggera (e meno male), mentre il mio amico ha bevuto quella per “veri uomini” – come l’ha definita lui – con il vermouth “antica formula”.

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Come l’ha preparato?

Ha riempito un bicchiere di ghiaccio, per raffreddarlo. Ha tolto l’acqua in eccesso. Ha aggiunto 1/3 di gin, 1/3 di vermouth e 1/3 di Campari, e poi ha mescolato.

Adesso conoscete la storia, e sapete dove andare a riscoprire il vero Negroni.  E sapete anche di chi chiedere!

Buon aperitivo!