Italia, Lazio

Bella Roma, ce piaci ‘na cifra!

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Siamo appena rientrati dal nostro weekend a Roma e già sono qui, trascinata da questa voglia incredibile di scrivere che già da un po’ mi fa prudere le mani.

Dopo 4 anni finalmente il ritorno mio e di Raffaele nella Città Eterna: la città è ancora così come ce la ricordavamo, maestosa e vitale, e di nuovo ci ha entusiasmati. Si, perchè questo weekend romano è stato per noi una sorta di sequel di quei 4 giorni che 4 anni fa avevamo trascorso qui in occasione della laurea di Raffaele. Ora che finalmente  anche il traguardo della specialistica è stato raggiunto ci siamo concessi una vacanza a memoria dei bei vecchi tempi in cui eravamo giovani e spensierati. 😉

A caldo ci sono un po’ di cose che mi hanno colpita della città al di fuori dei suoi monumenti, e che raccolgo qui sperando che a rileggere queste cose tra un po’ di tempo, di nuovo come ora, mi tornino alla mente gli episodi che mi hanno fatto sorridere e divertire….

Il traffico romano è una cosa assurda! E non lo dico criticando, ma il mio è un tono sorpreso e affascinato! Questa affermazione può dipendere molto dal fatto che nel mio piccolo paesino di provincia la massa di automobili ed automobilisti sulle strade non potrà mai raggiungere nemmeno un millesimo di quella romana – per fortuna! – ma secondo me l’atteggiamento del romano medio al volante è sorprendente solo per i “forestieri”, mentre del tutto normale per i locali.

romaLasciamo da parte per un attimo lo stretto rapporto che esiste tra il guidatore e il suo clacson (suonare il clacson a volte ha un effetto catartico non indifferente anche su di me), ma quello che mi incuriosisce di più è lo strano rapporto tra guidatori e pedoni: ci fosse uno che si ferma a lasciar passare la gente sulle strisce…!

Nonostante la mia incertezza iniziale nell’attraversare la strada, dopo un po’ mi sono integrata molto bene nella giungla delle strade romane: è una sorta di sfida, un gioco di forze tra automobilista e pedone.
Ecco il mio punto di vista: “Se è vero che tu nella tua auto sei più grosso e pensi di farmi paura, se mi prendi sotto in pieno centro sulle strisce pedonali quello che passa guai seri sei tu!”. Questa tecnica sembra aver riscosso successo perché tutte le macchine alla fine si sono fermate a lasciarmi passare e sono qui a scrivere senza ingessature o contusioni varie.

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I mezzi pubblici a Roma vanno rivisti. La metro funziona efficacemente per quello che abbiamo potuto provare, però ci sono delle zone (tipo quella di Campo de’ Fiori) che sono scollegate dal resto della città. Infatti esistono solo due linee, la A e la B. La C è in costruzione: ma era in costruzione anche 4 anni fa perchè ricordo lo stesso cantiere fuori dal Colosseo che abbiamo ritrovato ad aspettarci! In alternativa alla metro ci sono gli autobus, e devo dire che raggiungono tutte le zone utili, però bisogna armarsi di una buona dose di pazienza alla fermata perchè non si sa mai a che ora passeranno. Mi ha fatto ridere una signora che è salita sul nostro autobus e candidamente ha detto all’autista con un forte accento romano “Signor conduscente.. lei mi deve spiegare pecchè è da un’ora che aspetto questo autobus! Non mi è mai capitato di aspettare così tanto!”. A me ha divertito, ma immagino che chi non debba spostarsi per piacere ma per lavoro o necessità non avrebbe fatto il mio stesso sorriso disteso.

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Qui mi collego con il fatto che il dialetto/la parlata romana ci piace un sacco. Diciamo che in generale siamo affascinati dai dialetti altrui che percepiamo come così marcati rispetto al nostro (solo perchè non ci possiamo ascoltare con un orecchio esterno, perchè altrimenti ci accorgeremo del forte accento Veneto con cui parliamo noi!). In particolare Raffaele ama molto improvvisarsi nella parlata locale (che gli viene piuttosto male, ma non diciamoglielo…) e più volte ci siamo ritrovati ad ascoltare a bocca aperta con aria divertita le persone parlare tra di loro o rivolgersi a noi con il loro bell’accento e poi una volta soli a ripeterci le stesse frasi: dalla signora sull’autobus appena menzionata, alle panettiere del Boccione al Ghetto, ai vari incontri fatti per strada…

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Il cibo a Roma è una manna dal cielo. A parte che ovunque in Italia si può mangiare bene, ma la cucina romana è proprio buona, e poi ad ogni angolo c’è un posticino carino dove fermarsi a mangiare, dal ristorantino, alla trattoria, dal forno che vende pizze al paninaro. Basta ovviamente evitare i luoghi troppo turistici per evitare di venir spennati, ma questa è una regola valida ovunque.

BELLA ROMA, CE PIACI ‘NA CIFRA!