Itinerari in bicicletta ai Mulini di Boldara

La primavera è il periodo che preferisco per dedicarmi a lunghe gite in bicicletta sul territorio: l’aria è fresca, il sole scalda piacevolmente senza dare troppa noia, i colori del paesaggio sono accesi e gli alberi sono carichi di grappoli di fiori variopinti.

In una tiepida domenica pomeriggio mi sono lasciata guidare dall’istinto e in sella alla bicicletta ho percorso le vie meno trafficate della campagna nei dintorni di Portogruaro. Pur non avendo mete precise, strada facendo la destinazione è diventata sempre più chiara: i Mulini di Boldara.

Il percorso attraversa il piccolo paesino di Portovecchio, costeggiando le calme acque del Fiume Lemene. Nelle giornate di sole il fiume assume colorazioni tra il verde e l’azzurro e le rive d’erba fresca di taglio sono un porto sicuro per oche, cigni e papere che solcano il fiume lasciando dietro sé scie superficiali che si propagano e si amalgano con le leggere increspature del fiume.

La stradina che percorro é normalmente frequentata dalle auto, ma poco trafficata. A sinistra ettari di campi arati circondati da fossi si alternano a boschetti di alberi. Villette con grandi giardini dove i fiori sono ormai esplosi in mille colori.

Supero il centro di Portovecchio e Villa Bombarda, le case si fanno sempre più rade, il corso del fiume devia e non costeggia più la strada che sto percorrendo, ora ci sono solo campi e pali della luce, il cielo è azzurro e terso.  Solo pochi chilometri e sono nella piccola frazione di Boldara, raggiungo l’antico mulino ormai in disuso e parcheggio la bicicletta proseguendo a piedi all’interno del Parco.

Mulini di Boldara
Passeggiando nel parco dei Mulini di Boldara
Mulini di Boldara
Natura ai mulini di Boldara

Dal lato della roggia Battiferro il percorso continua su una passerella di legno ombreggiata degli alberi, attorno, nell’erba, si estende un tappeto di soffioni, quelli che ti vien voglia di raccoglierli e soffiarne via tutti i piumini, così come si faceva da piccoli. Raggiungo la fine della passerella ed un ponte di legno che collega una riva all’altra. Lo attraverso e mi immergo in una vegetazione diversa, un po’ più selvaggia: si passeggia sull’erba calpestata e gli alberi creano attorno e sopra di me un corridoio ombroso, attorcigliando in alto a qualche metro dalla mia testa le loro chiome. Nell’acqua le anatre nuotano a gruppi di tre da una riva all’altra cercando riparo tra i giunchi.

Mulini di Boldara
Passeggiando nel Parco dei Mulini di Boldara

Da questo lato del fiume l’associazione per la protezione del Parco di Boldara ormai da tanti anni si occupa di ridare all’area le antiche sembianze, ripopolando le piante autoctone ed eliminando quelle che sono state inserite successivamente, ripulendo la zona dai rifiuti e cercando di rivalutarla con mostre d’arte ed altre iniziative culturali.

Mulini di Boldara
Mulini di Boldara
Mulini di Boldara
Mulini di Boldara

Il parco prosegue anche al di à della strada, non solo lungo la roggia, ma costeggiando il Fiume Lemene e l’antico mulino di Boldara che per lungo tempo fino agli anni ’60 era in funzione per la macinazione del grano, il taglio dei legnami e la battitura delle stoffe.

Un luogo che fa parte della storia di un territorio, e che può anche essere l’inizio per un itinerario alla scoperta dei tanti mulini di questa zona, quella che viene definita la Via del Pane, ma anche una gita fine a sè stessa, come la mia di oggi, alla ricerca di un po’ di primavera, di un raggio di sole e dei rumori della natura.

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