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Itinerario alla scoperta di Portogruaro

portogruaro

Portogruaro, troppo lontana da Venezia per sentirsi completamente sotto la sua ala protettiva, e non ancora Friuli Venezia Giulia, pur trovandosi a soli pochi km dal confine con la regione.
Portogruaro molti la conoscono solo di nome perché località di passaggio tra l’Est ed il resto d’Italia. Ma se si supera la sua cinta periferica e si entra nel suo cuore, il centro storico, si può rimanere incantati dai suoi luoghi ed angoli pittoreschi.Io che qui ci vivo e che alla mia città ci tengo, Portogruaro ve la voglio raccontare, e portarvi a spasso alla scoperta delle sue bellezze.
L’antica funzione di porto sul fiume Lemene e le gru, uccelli che  in passato abitavano in stormi la zona, contribuiscono a dare il nome alla città, la cui storia è strettamente legata a quella della Serenissima Repubblica di Venezia.

Torre San Gottardo - Portogruaro

Entriamo nel centro storico dalla Torre S. Gottardo (una delle torri ancora esistenti, tra le 5 che circondavano la città) dal più piccolo dei due archi, quello per il passaggio dei pedoni. Subito sulla destra si erge una fila di palazzi signorili di epoca veneziana, con bifore e trifore che nella bella stagione traboccano di vasi fioriti. Quello che distingue questi palazzi da quelli che si possono vedere a Venezia è che qui ci sono i portici, tanto comodi per passeggiare al coperto nei giorni di pioggia, ma anche per ripararsi dal sole durante le calde giornate estive.
Questi palazzi erano le case dei borghesi locali, che al piano terra tenevano i magazzini con i prodotti da vendere, mentre ai piani superiori vivevano con la famiglia. I portici che si vedono oggi originariamente non esistevano, sono stati creati in un secondo momento sacrificando parte dei magazzini delle abitazioni, e oggi sono un elemento distintivo di Portogruaro.

Portici di Portogruaro

Proseguendo sotto i portici di via Martiri della Libertà, guardando le vetrine dei negozi, in un attimo si raggiunge la piazza principale, passando davanti al Duomo di Sant’Andrea.
Sant’Andrea è il patrono dei pescatori e dei mercanti (i gruppi più numerosi di cittadini in città nel passato). La facciata esterna del Duomo è ancora incompleta e al suo interno si possono vedere delle opere pittoriche abbastanza importanti del ‘500 e ‘600. All’esterno, accanto al duomo, se ne sta pendente come la torre di Pisa il campanile.

Monumento ai caduti e campanile pendente di Portogruaro

Municipio di Portogruaro

E’ in questa zona che si concentrano i monumenti più importanti di Portogruaro: pochi passi e si è in mezzo a Piazza della Repubblica dove troneggiano il grande municipio con le merlature ghibelline e il monumento ai caduti chiamato dai portogruaresi “il cavallo”.

In un angolo della piazza, rialzato il Pozzetto del Pilacorte: la fontana con le gru simbolo della città.

Pozzetto del Pilacorte - Portogruaro

Proseguendo fin dietro al municipio si raggiunge uno degli angoli più caratteristici di Portogruaro: i Mulini sul fiume Lemene, due vecchi mulini che oggi sono stati ristrutturati e accolgono sovente mostre d’arte. Le pale dei mulini sono ancora in azione e si muovono ritmicamente facendo scrosciare l’acqua. Qui è bello sedersi durante le giornate calde a guardare le persone che passeggiano sul vicino ponte, o ascoltare il rumore del fiume che scorre… è davvero un angolino pacifico!

I mulini di Portogruaro

Portogruaro

Riflessi sul fiume Lemene

Attraversati i mulini la passeggiata prosegue lungo la via pedonale che costeggia il fiume. Al termine del percorso si sbuca nelle immediate vicinanze del Museo Archeologico Concordiese: un museo che riunisce reperti recuperati negli scavi avvenuti nel tempo nella vicina città di Concordia Sagittaria, che in epoca romana era un importantissimo snodo tra le vie Appia e Postumia. All’interno del museo si possono vedere mosaici, steli, tombe, raccolte di utensili, monete e altri oggetti.

Il museo si affaccia in Via Seminario: qui una volta c’era un seminario, il Collegio Marconi, che ora è adibito a scuola e sede staccata dell’Università di Trieste e Venezia. Per i più curiosi ci si può spingere all’interno del chiostro per una passeggiata tra le bianche colonne. E per i più golosi davanti alla scuola c’è un’ottima pasticceria, “I Portici”, che propone ottime paste alla crema e una Sacher da fare invidia ai migliori pasticceri austriaci e tedeschi!

Sporgendosi verso la stradina che conduce fuori dal centro si può vedere dove era anticamente posizionata la torre del Palù, a cui ricordo ora rimane solo un cartello.

Torre S. Agnese

Mentre immaginiamo come poteva essere questa antica torre medievale, camminiamo sotto i portici fino alla Porta S. Agnese, che invece è ancora eretta al suo posto, e al cui interno è allestito il museo della città, che espone la storia di Portogruaro dal Medioevo a tempi più recenti.
La passeggiata prosegue all’interno dell’area delle antiche mura, svoltando a sinistra in via del Rastrello, una piccola stradina che attraversa il fiume Lemene e ci riconduce all’altro lato della città sbucando proprio accanto all’ultima delle 3 delle torri ancora esistenti, torre S. Giovanni.

Torre S. Giovanni

A questo punto, proprio “A l’ombra de la torre” ci si può fermare a bere un buon bicchiere di vino rosso nell’omonima osteria, preparano anche degli ottimi piatti di cucina casalinga o crostini da sgranocchiare al volo!

Siete mai stati a Portogruaro? Se vi capita di passare di qui fermatevi e magari contattatemi per altre informazioni!