Emilia Romagna, Enogastronomia, Italia

Ma quanto e buona la piadina romagnola!

Ve l’ho già detto che durante la nostra prima sera a #TipicamenteRimini io e gli altri blogger siamo stati dotati di mattarelli e grembiuli e siamo stati iniziati alla preparazione della piadina romagnola.

Premetto che non sono una grande cuoca. Credo che non sia tanto per una mancanza di capacità, ma forse soprattutto per una mancata passione che mi porta a fare le cose in modo un po’ approssimativo. I piatti preferisco mangiarli piuttosto che prepararli, ma quando ho l’ispirazione mi metto d’impegno e trovo una certa soddisfazione a pasticciare con gli ingredienti e a testare i risultati delle mie “pozioni” su chi mi trovo vicino.

Quella sera a Rimini ero entusiasta di imparare a preparare con le mie mani la piadina, un piatto (?), snack (?), street food (?) che adoro. Indossato il grembiule degli Alberghi Tipici ho seguito le indicazioni dell’espertissima Carla che predisponeva gli ingredienti e ci diceva come procedere.

Il procedimento in due righe:

Dopo aver fatto una montagnetta con la farina si aggiunge un pizzico di sale, del lievito per panificare, strutto (o in alternativa olio) e acqua quanto basta…

Come fare la piadina: farina e strutto

Come fare la piadina: farina e strutto

Come fare la piadina: un pizzico di sale e lievito

Come fare la piadina: acqua quanto basta

Io, Manuela ed Ezio impastiamo

Quando tutto era pronto: forza ai muscoli delle braccia ed abbiamo iniziato ad impastare.

Qualche dritta di Carla che ho appreso durante la serata:

  • Se la pasta sembra essere troppo dura meglio aggiungere un altro pochino d’acqua.
  • Per impastare, una volta che si è creato il panetto, bisogna farlo scivolare tra il tavolo e il palmo della mano.
  • Lasciare riposare almeno mezzora il panetto dopo averlo impastato bene, così la sua superficie diventa liscia liscia, e la piadina poi sarà più buona
  • Per fare una piadina “tipica” di Rimini bisogna stendere la pasta con il mattarello in modo che diventi finissima
  • Quando si cuoce la piadina si creano delle bollicine d’aria: vanno bucherellate con una forchetta
  • Se si schiacchia la piadina mentre cucina all’interno si separa in due “fogli”, quasi a creare una tasca.

Come fare la piadina: stendere la pasta fina

Carla cucina la piadina

Io e Ezio con le piadine alla Nutella

La preparazione è stata davvero molto semplice (forse perchè c’era lì un’esperta ad aiutarci quando ce n’era bisogno? 🙂 ) ed è stata una bella soddisfazione mangiarci la nostra piadina condita di Nutella… un buonissimo premio per le nostre “fatiche”.

Ma anche se non posso nascondere la mia soddisfazione nell’aver fatto con le mie mani “qualcosa di buono”, devo anche ammettere che la nostra piadina da principianti aveva ancora molto da invidiare alle super piadine farcitissime che abbiamo mangiato il giorno dopo alla Casina del  Bosco.

Ci siete mai stati alla Casina del Bosco? E’ una delle tante piadinerie che si possono trovare a Rimini, ma a leggere dai commenti online è una delle migliori, e anche io che ci sono stata e le piadine le ho assaggiate, non posso che parlarne egregiamente!

Qui ne abbiamo assaggiate di tutti i gusti, voglio nominarle tutte perchè ognuna era buonissima! Dalla tradizionale rucola e scquaquerone, alla piadina con il prosciutto crudo e i pomodori gratinati, al cassone con salsiccia e patate (il cassone è una piadina chiusa,se stessimo parlando di una pizza sarebbe un calzone). Poi alla fine ci hanno portato anche la super tipica con radicchio, sardoni e cipollotto, preceduta da quella buonissima alla porchetta aromatizzata alle erbe. E non dimentichiamo la piadina con l’impasto al farro (novità 2013) lo scquaquerone e i fichi caramellati… Ve la lascio immaginare!

Casina del Bosco: piadina con rucola e scquaquerone e al roast beef

Casina del Bosco: piadina con crudo e pomodori gratinati e piada alla porchetta

Il tutto bagnato dalla riminese Amarcord, la birra che viene prodotta a Rimini ed esportata in tutto il mondo, così chiamata in onore di Fellini. Ciascuna delle 4 tipologie di birre prende il nome di una delle donne del famosissimo regista: Gradisca, Midòna, Volpina e Tabachéra.

Così come la birra, anche gli ingredienti delle piadine sono tutti ricercatissimi per essere al più possibile a km 0 e 100% romagnoli.

Alla fine dopo tutti questi assaggi e la birra mi sembrava di aver terminato un pranzo da matrimonio… ma non mi sono fatta mancare un assaggino di dolci… Uno più buono dell’altro!

I dolci della Casina del Bosco

Voi ci siete mai stati alla Casina del Bosco? E avete mai provato a preparare una piadina?

A proposito la Casina del Bosco ha anche creato una community dove chiunque può trovare e condividere le migliori ricette di piadine, ecco qui il link.

Se volete qualche dritta più precisa su dosi e procedimenti per fare la piadina vi consiglio questo post di Ezio, che è molto più preparato in tema food di me! 🙂