Emozioni ad alta quota in Paganella

Lo scorso weekend siamo stati invitati in Paganella per un blog tour: abbiamo alloggiato all’Hotel du Lac, un piacevole albergo affacciato sul placido lago di Molveno e ci siamo goduti tutta la pace e la tranquillità che questo angolo di Trentino ha da offrire…

Lago di Molveno

Lago di Molveno

Lago di Molveno

Avete presente il profumo dell’aria fresca di montagna che si sente al mattino appena svegli quando si apre la finestra? La vista delle calme acque verdi-azzurre del lago leggermente increspate dalla lieve brezza? Le diverse sfumature di verde che lo sguardo può cogliere: dal verde bottiglia dei boschi di pino, al verde smeraldo dei curatissimi prati su cui le famiglie prendono il sole? Le vele colorate dei parapendii che si librano nel cielo…?

Parapendii? Ho detto parapendii??

AHHHHHHHHHHHHH!!!!

Parapendio Lago di Molveno

Mi sono lasciata trasportare dal paesaggio e mi sono scordata di dire che quello appena trascorso non è stato poi un weekend così tranquillo e pacifico, ma anzi, costellato di mille cose da vedere ed attività da fare, tra cui un adrenalinico volo nel cielo sul parapendio… Un weekend da urlo insomma!

Ma andiamo per ordine… Non vorrei svelarvi già all’inizio una delle parti più esaltanti di questo weekend da urlo 🙂

Al nostro arrivo venerdì sera abbiamo fin da subito capito che sarebbe stato un fine settimana difficile ed intenso da affrontare, di grandi fatiche e sacrifici: cenare al Ristorante La Dispensa di Molveno è stata la prima!

Una cena luculliana dove le pietanze più tradizionali trentine si mixavano con altre un po’ meno locali. Alla Dispensa ho iniziato a sognare con il pane, rigorosamente fatto in casa ed aromatizzato in molti modi diversi (burro, noci, speck..), per poi proseguire con i canederli adagiati nella zuppa di funghi, il salmerino (il pesce più pregiato che vive nel lago), il maialino con le patate, i ravioli, i dolci alle mele… Ad ogni portata si accompagnava il suo vino, e al termine di ognuna mi ripetevo “Sono piena, questo era l’ultimo che mangiavo…”, per poi rimangiarmi la parola all’arrivo della portata seguente.

Ristorante la Dispensa di Molveno

E le fatiche enogastronomiche non sono diminuite nei giorni successivi: tra la cena nel caratteristico Ristorante El Filò di Molveno ed il pranzo nella verde cornice dell’Agriturismo il Filo d’Erba posso dire nel complesso di essere diventata un’esperta di canederli e di cucina trentina! 🙂

ristorante al filò Molveno

Agriturismo Al filo d'erba

Ma non vorrei che pensaste che a #paganelladaurlo abbiamo solo mangiato: abbiamo anche fatto qualche fatica, come l’escursione al Rifugio Croz dell’Altissimo (terminata anche questa con un pranzetto niente male comunque! 😉 ).

In coppie abbiamo risalito la montagna con la bidonvia che da Molveno conduce al Pradel, godendoci nel tragitto una splendida vista dall’alto sul lago blu intenso (solo un’anticipazione di quello che avremmo visto da qualche metro più in su poco più tardi, durante la discesa in parapendio).

Blogger sulla bidonvia del Pradel

Il Lago di Molveno dal Pradel

Non so se è la stessa sensazione per tutti, ma per me, che la sola vista delle montagne in estate mi stampa in faccia un sorriso che va da un orecchio all’altro, passeggiare in mezzo alle Dolomiti è stato molto bello. Per un lungo tratto la montagna si ergeva ripida alla nostra destra, come un muro da arrampicata, mentre sotto si aprivano dirupi e strapiombi sulla valle. In lontananza tra le montagne, coperto da una leggera patina di foschia, spuntava un triangolino: il paese di Molveno e il suo lago.

Escursione al Croz dell'Altissimoq

Escursione al Croz dell'Altissimo

E’ stato dopo pranzo al Rifugio Croz dell’Altissimo che è giunto il fatidico momento della discesa in parapendio (anche se con il senno di poi consiglierei di affrontarlo a stomaco vuoto!). Abbiamo raggiunto una zona erbosa e pianeggiante in quota dove già ci attendevano gli istruttori con le vele ben distese e pronti per portarci in volo con loro.

Ero un po’ agitata, per non dire terrorizzata. Pensavo di aspettare il secondo turno lasciando passare davanti a me alcuni dei miei compagni, quando un signore con caschetto e imbragatura mi ha invitata a imbragarmi a mia volta per spiccare il volo insieme. (Probabilmente non mi ero mimetizzata abbastanza bene tra i miei compagni come credevo. -.-‘)

Fatto sta che in un minuto, senza tante storie e ripensamenti ero già a 1500 mt di altezza con Luca che dirigeva la vela a destra e sinistra.

Visti dall’alto gli altri mi sembravano piccole formichine colorate e il paesaggio una vista da Google Maps. Ma stavolta non stavo guardando il tutto dallo schermo luminoso del mio computer.

Cosciente di dove mi trovavo ma incapace di realizzarlo al 100% ho trascorso i miei 15 minuti circa di volo con un sorriso ebete stampato in faccia, che si è alternato ad espressioni di gioia e paura quando Luca ha iniziato a dilettarsi nelle evoluzioni con la vela tra oscillazioni e spirali da mozzare il fiato.

L’atterraggio è avvenuto anche troppo presto: avrei voluto stare lì in alto ancora un po’ a godermi quell’emozione unica, quella sensazione di leggerezza e libertà che ancora adesso mi fa battere il cuore e venire le farfalle nello stomaco.

Vale sul parapendio

Lago di Molveno Parapendio

Lago di Molveno Parapendio

Lago di Molveno Parapendio

Ormai assetata di emozioni forti dopo il paraglide mi sono lasciata coinvolgere nel down hill, una folle discesa tra boschi e sentierini sassosi ricavati dal dorso della montagna, là dove d’inverno gli sciatori sfrecciano con sci o snowboard ai piedi. Arrivati al Bike Park di Fai della Paganella ci siamo vestiti di tutto punto: tra casco e protezioni mi mancava l’accento romagnolo per sentirmi Valentino Rossi durante una gara di moto GP. Arrivata in cima alla montagna e pronta per “lanciarmi giù” ho invece deciso di gettare la spugna e lasciare a Raffaele e agli altri coraggiosi la gloria della discesa, che io mi sono goduta a posteriori una volta a casa rivedendo le scene filmate dalla sua GoPro.

Tante cadute, tanto sudore, ma evidentemente anche molto divertimento visto che nonostante la stanchezza la voglia di riprovare il down hill è ancora tanta (almeno per lui!).

Down hill Paganella

Down hill Paganella

Più soft, ma non per questo meno emozionante, è stata la nostra domenica: non so se abbiate mai avuto la fortuna di vedere da vicino degli animali feroci immersi nel loro ambiente naturale. Nell’Area Faunistica di Spormaggiore a dividermi dai dolci occhi di una grigia lupacchiotta e dalle zampone possenti di un’orsa c’erano solo pochi metri ed al massimo un vetro… Animali pericolosi ma così simili ai peluche di quando ero piccina che veniva voglia di stringerli e coccolarli.

Parco Faunistico di Spormaggiore

Parco Faunistico di Spormaggiore

Inoltre il parco di Spormaggiore presto accoglierà altri animali come la lince e la lontra, che avranno delle aree tutte per loro accanto a quelle di Cleo, Cora e Belle (le tre orse), Sissi, Luna e Vanessa (le tre lupacchiotte), del gatto selvatico, degli animali da fattoria e dei gufi…

Abbiamo quindi proseguito la visita a Spormaggiore alla rocca di Castel Belfort e alla vicina omonima apicolturadove ci siamo immersi nel mondo delle api, scoprendo i segreti e le abitudini di questi operosi insetti. Con tutta la passione che mette nell’allevare le 500 api regine e le migliaia di operaie che vanno e vengono dalle arnie con le zampette impollinate, Gualtiero, sempre affiancato dal fedelissimo cane Tito ci ha mostrato le arnie, i fuchi e le piccole celle esagonali cariche di miele.
Una dolce storia davvero quella di questo apicoltore che già da ragazzino aveva scoperto la sua passione per il miele, tanto da portarlo a tenere le sue prime arnie sul terrazzo di un appartamento in centro a Trento.

Con gusto ho assaggiato i diversi tipi di quel nettare dolcissimo, stilando una classifica personale dei miei preferiti, al cui primo posto si è posizionata vittoriosa la melata di abete, già vincitrice di premi assegnati da chi di miele se ne intende molto più di me!

Castel Belfort

Apicoltura Castel Belfort Spormaggiore

Apicoltura Castel Belfort

Miele Castel Belfort

Insomma: parapendio, trekking lungo sentieri sassosi, down hill, animali feroci… Ho vissuto un sacco di emozioni in soli 2 giorni, alcune delle quali sono le più forti che abbia vissuto fin’ora nella mia vita! Ogni volta mi sorprendo di quanto la montagna possa offrire, in Paganella ne ho avuto sicuramente un assaggio niente male!

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