Le miniere di Cave del Predil, viaggio nel cuore della montagna

Davanti al paesino di Cave del Predil ci sono passata un sacco di volte e non vi nascondo la sensazione di malinconia che ogni volta mi colpiva, specialmente nelle fredde giornate di inverno, quando il sole è pallido e la debole luce del giorno si ritira presto dietro le alte montagne.

Questo piccolo villaggio di montagna situato a pochi chilometri dai “Tre confini” (italiano, austriaco e sloveno) si fa notare a chi percorre la strada che da Tarvisio conduce al confine sloveno di Bovec: la montagna puntellata che lo sormonta fa chiaramente pensare che qui – almeno un tempo – si estraessero minerali. Poi avvicinandosi un po’ di più si vedono le vecchie costruzioni in cemento ormai dismesse, i caseggiati tutti uguali simili a casermoni, e poi il cartello d’ingresso al paese: “Benvenuti a Cave del Predil”.

Gli eventuali dubbi scompaiono: qui ci sono davvero delle miniere.

Come vi dicevo ci sono passata davanti molte volte e con il tempo quel senso di malinconia che generava in me la vista di Cave del Predil si é arricchito anche di una certa curiosità.

Durante le prime brevi incursioni in auto ho scoperto che nonostante le ridotte dimensioni del paese qui ci sono ben due musei: il Museo di Arte Mineraria e il Museo Storico Militare delle Alpi Giulie. E che puntualmente vengono organizzate visite guidate alle cave.

Interessante, mi dico. Voglio visitarle.

Il fatidico giorno é arrivato lo scorso weekend: dopo aver contattato telefonicamente il museo per capire orari delle visite e se fosse necessaria la prenotazione ci siamo diretti in paese.
Il biglietto lo si fa al Museo Storico Militare in centro (il paese è piccolo quindi non ci si può perdere) e costa 8€. Poi si attraversa il centro del paese ed il ponte che porta all’entrata della miniera.

Miniere Raibl diarioinviaggio

Ad aspettarci c’erano due simpatici signori con l’elmetto in testa: erano i due ex minatori che ci accompagnavano nel nostro tour.

Già all’ingresso della miniera si sente la differenza di temperatura con l’esterno: fuori c’erano più di 20° mentre all’interno della montagna la temperatura è stabile tutto l’anno attorno ai 6-9° C.
E la percentuale di umidità è del 98%.
E’ per questo che subito ci hanno fatto indossare un poncho impermeabile color giallo canarino.
E ci hanno fatto indossare anche un caschetto da minatore.

Miniere di Raibl diarioinviaggio

Quindi abbiamo iniziato ad addentrarci per la bassa galleria di roccia. Dopo pochi metri sbatto prepotentemente la testa sul soffitto. “Ecco a cosa serve il caschetto!” dice il minatore.

Iniziamo bene Vale, mi dico.

Camminiamo per un tratto lungo il cunicolo fermandoci qua e là per ascoltare quello che la guida ha da dirci sulla storia della miniera e sulla vita dei minatori qui dentro.
Innanzi tutto qui si estraevano zinco e piombo (blenda e galena).

Ecco spiegato perché la pietra che ci hanno fatto passare di mano in mano è parecchio pesante!

Miniera di Raibl diarioinviaggio

La miniera di Raibl (o Cave del Predil – il paese viene chiamato in entrambi i modi) potrebbe essere ancora attiva visto che c’è abbastanza minerale per garantire estrazioni per altri 20 anni, ma un po’ perché questi materiali nel quotidiano sono stati sostituiti da altri, e un po’ per gli altissimi costi di estrazione, la miniera è stata chiusa nel 1991.

La guida/minatore ci racconta di come il paese fosse molto ricco quando la miniera era in funzione: ci lavoravano 1.200 minatori che provenivano da tutta Italia, il paese contava 3.000 abitanti, c’erano due cinema e molte altre attrazioni. I minatori erano “ricchi” perchè lo stipendio medio che percepivano era più alto rispetto a quello di un normale operaio di fabbrica.
Ora sono rimasti solo in 400 a vivere qui: chi era venuto a lavorare da altre zone d’Italia non avendo più il lavoro è tornato nella terra d’origine, e i giovani “scappano via”.

Con un po’ di tristezza nel sentire di un paese che come molti altri di montagna sta lentamente spopolandosi proseguiamo lungo la galleria.

Ogni tanto ai lati si diramano altri cunicoli e qualche volta ci sono delle gallerie che collegano il piano su cui stiamo camminando con quello inferiore o superiore.
Si perchè, ci spiegano, i cunicoli si sviluppano per 500 m sopra e per altri 500 m sotto al livello in cui ci troviamo noi ora e  sono separati da uno spazio di sicurezza di almeno 40 m l’una dall’altra per evitare il rischio di crolli.

Miniera di Raibl diarioinviaggio

Quei buchi che collegano un piano con l’altro sono i fornelli, che servivano per scaricare il materiale estratto dall’alto verso il basso e viceversa.

Mentre di passaggio guardo le vecchie foto appese alle pareti di Freddy, l’ultimo dei muli che fino agli anni ’50 trainavano fino a 5 carretti di pietre avanti e indietro per le gallerie, arriviamo al punto di partenza del trenino (anche questo è l’ultimo rimasto di quelli che dagli anni ’50 in poi hanno sostituito i muli nel trasporto delle pietre!).
Nel gruppo di persone che con noi sta visitando la galleria c’era solo una bambina che avrà poco più di 10 anni, ma vi assicuro che sono i più grandi ad essere i più emozionati nel salire sul mezzo! Il minatore si mette alla guida del trenino affiancato dalla bimba, ed io e Raffa nei posti subito dietro di loro.

Divertente ammirare la scena del gigante e della bambina davanti a noi.

Miniere di Raibl diarioinviaggio

Miniera di Raibl diarioinviaggio

L’umidità sembra farsi sentire sempre di più e la moderata velocità del trenino contribuisce a far entrare maggiormente il freddo nelle ossa. E sono qui solo da mezzoretta, mi dico. Bel livello di sopportazione che ho. Non sarei tagliata per far la minatrice lì dentro 8 ore al giorno.
Eppure la guida ci dice che quello del minatore è un lavoro come un altro: nella sua famiglia il nonno era minatore, il papà era minatore, e anche lui ha fatto il minatore.

Il trenino ferma in un tratto di galleria molto più ampio degli altri è il Camerone di Santa Barbara. Qui è stato trovato il più grande giacimento di zinco e piombo dell’intera miniera, per questo vi è stato costruito un altare dedicato a Santa Barbara, la protettrice dei minatori. Tutti gli anni il giorno del patrono viene celebrata una messa qui dentro, e per l’occasione tutti gli abitanti del paese raggiungono la grotta a piedi.

In un antro qui vicino vediamo ricostruita la “volata” cioè come avveniva l’avanzamento dello scavo: prima dell’invenzione della dinamite si procedeva di pochi centimetri per volta, ma con gli esplosivi il processo si velocizzava notevolmente. I minatori facevano dei fori nella roccia, inserivano i candelotti di dinamite, e durante la pausa pranzo, al cambio turno tutti uscivano, tranne il “fuochino” un minatore il cui compito era di accendere le micce: accesa la miccia il fuochino si nascondeva in un luogo riparato e attendeva che avvenisse la detonazione.
Con il nuovo turno i minatori che rientravano in miniera procedevano con la pulizia dai detriti – e magari controllavano anche che il fuochino fosse tutto intero! 🙂

Miniera di Raibl diarioinviaggio

Miniera di Raibl diarioinviaggio

Altra curiosità che scopriamo nella nostra esplorazione delle gallerie è l’ascensore che collegava i vari piani, costruito ad inizio secolo ma molto attuale, con un sistema di frenaggio di emergenza d’avanguardia per l’epoca. L’ascensore funzionava sfruttando la forza dell’acqua che scorre copiosa nella montagna e nelle gallerie. D’estate quando l’acqua era scarsa si utilizzavano invece le scale di emergenza.
Ci fermiamo per ascoltare la spiegazione del minatore che ci chiede dove secondo noi possono trovarsi le scale di emergenza all’interno di una montagna. Sporgiamo la testa e sotto i nostri piedi vediamo una grata di 1 metro x 1 che ci protegge da un pozzo di cui non si vede il fondo. Quella è la scala d’emergenza!

Altro motivo per cui non potrei fare la minatrice, mi dico.

Il tour è praticamente terminato, stiamo per dirigerci nuovamente verso la fermata del nostro trenino quando il minatore ci racconta anche del ruolo della miniera durante le guerre mondiali. Adoro questo tema, quindi rizzo bene le orecchie assettata di sapere.

Durante la Grande Guerra questa zona era in territorio austriaco: un generale asburgico ha astutamente sfruttato alcune di queste gallerie che sbucavano sul versante jugoslavo per far transitare senza farsi notare uomini e artiglieria che andavano così a rafforzare truppe ed armamenti del fronte austriaco di Caporetto nella guerra contro l’Italia.
Dopo il conflitto sono stati chiamati a lavorare nella miniera di Raibl anche i vicini jugoslavi, che tutte le mattine si dirigevano al lavoro passando da una galleria con accesso sul fronte jugoslavo a bordo di un trenino simile a quello che abbiamo utilizzato noi nel nostro tour. Dopo qualche centinaio di metri, all’interno della montagna i minatori di oltre confine trovavano la frontiera con ad attenderli per il controllo documenti un carabiniere e un finanziere: così tutti i giorni, all’andata e al ritorno.
A pensarci ora sembrano scene fuori dal comune visto che ai giorni mostri giriamo mezza Europa senza preoccuparci troppo di frontiere e dogane!

Scendiamo dal trenino, percorriamo ancora qualche galleria che ci conduce sempre più vicini all’uscita.
Ed in tutta sincerità dopo un’ora sono felice di tornare finalmente alla temperatura asciutta e calda dell’esterno!

miniera di Raibl diarioinviaggio

Ci salutiamo con un Gluck auf, come facevano i minatori alla fine del turno per ringraziare che la montagna li avesse lasciati uscire sani e salvi, e ci lasciamo alle spalle le miniere di Raibl che ci hanno fatto sembrare di entrare nel cuore della terra.
Mi sono sentita un po’ formica in un enorme formicaio e un po’ personaggio di uno dei racconti di Tolkien, con quella sensazione sempre viva che a spiarci da dietro l’angolo ci fosse un’allegra brigata di nani.

Se anche voi volete visitare le miniere di Cave del Predil (cosa che naturalmente consiglio) ecco tutti i contatti:

Miniere di Cave del Predil
Via Giuseppe Garibaldi, 16, Tarvisio Udine ‎
346-7674714 (dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00) ‎
polomusealecave@aleacoop.it

http://www.minieracavedelpredil.it
http://www.minieradiraibl.it/

Scopri qui altre escursioni ed eventi nel Tarvisiano


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18 Comments

  • Molto interessante! Hai dato a Cave del Predil una luce molto più positiva 😉
    Il video sembra un cortometraggio di una volta! 😀

    La mamma dice: Brava Vale! Hai fatto anche un bel video!

  • Ho letto con interesse il S
    uo racconto.
    Ho vissuto gli anni dell infanzia a Cave dove mio padre ha lasciato traccia del suo
    lavoro nel museo della miniera.
    Ogni anno il giorno di Sta. Barbara i Cavesi entravano in galleria per assistere alla Sta. Messa che li si celebrava. Inoltre durante la II guerra m.la miniera era il rifugio dalle incursioni aeree.
    ……………
    Spero poter ritornare un giorno a Cave e riviver sul posto ricordi indelebili.
    Grazie per il Suo articolo,foto e video, complimenti!

    • Grazie per il commento Franca!
      Non sapevo che durante la II Guerra Mondiale fosse un rifugio, non ce l’avevano detto! Chissà quante altre storie interessanti hanno da raccontare quelle miniere, e chissà quante ne hai ascoltate tu da tuo papà!
      Ti auguro di poter tornare a visitare Cave del Predil presto!

    • Ciao se ci scrivi la srotia di tua padre, come e8 morto, per quale societe0 lavorava, lo pubblichiamo sul blog. Perche8 non siano morti bianche ma vengano ricordati con nomi e cognomi.

  • bravissima e complimenti, descrizione corretta, puntuale e storicamente veritiera! Ero uno dei 3000 abitanti che ha lasciato il paese da oltre 40 anni e con grande nostalgia vi ritorno ogni volta che posso.

  • Io sono una una cavese oltre ad esserci nata in questo luogo ci vivo.I miei commenti perciò sono di parte quando parlo di questo luogo,non smetterò mai di ripetere che chi viene a conoscere la nostra particolare realtà lo dovrebbe fare ponendo il cuore e il sentimento dinnanzi, perchè non è un luogo che rispecchia i canoni estetici della bellezza ma suscita a chi lo visita fascino, mistero, curiosità e quando si conosce anche la sua storia nasce spontaneo un profondo rispetto.Invito tutti quelli che leggeranno questo commento di partecipare il 27 luglio 2013 ad uno spettacolo teatrale dell’attrice Aida Talliente proprio nelle viscere della miniera.Ci saranno due rappresentazioni una alle ore 15.00 l’altra alle ore 18.00 L’attrice in un monologo racconterà la nostra storia in un’interpretazione sublime…Chi vuole prenotare può
    farlo sul sito wwwminieracavedelpredil.it. Grazie a tutti

    • Grazie Sandra, hai ragione… Come ho detto io stessa all’inizio, Cave mi metteva una certa malinconia, ma ora posso dire che è un luogo molto affascinante!
      Quello che cerco di fare in questo blog (e spero di riuscirci piano piano) è anche di far conoscere il territorio e i luoghi che amo, in modo che anche altri che ancora non li conoscono possano rimanerne affascinati e magari decidere di visitarli.
      In bocca al lupo per la rappresentazione teatrale, peccato non poter essere in zona in quel periodo, dev’essere estremamente suggestivo nella cornice della miniera!

  • ciao valentina,sono molto belle le tue parole e sono molto contento che apprezzi la nostra piccola realta.Volevo solo segnalarti un piccolo particolare… chi vi a accompagnato all’interno della miniera e vi ha raccontato la “loro” storia non sono affatto minatori e non vi hanno mai lavorato all’ interno della miniera di Raibl. Se passavi l’anno scorso quando il parco era gestito veramente da ex minatori molto probabilmente ne saresti uscita con una piccola lacrima di commozione,perchè la vera vita della miniera la può raccontare solo chi veramente la vissuta. Ti chedo scusa per questo sfogo,ma vedersi portare via quello che si è voluto e creato da individui che fino a poco tempo fa non sapevano neanche dov’era Cave del Predil e che esistesse una miniera millenaria fa nveramente arrabbiare.

    • Ciao Gabriele, grazie mille per essere passato e aver lasciato il tuo commento! Quello che hai scritto mi spiazza un po’ perchè, come ho scritto, il signore che ci ha accompagnato ci ha raccontato che proveniva da una famiglia di minatori e che per un po’ lo è stato anche lui.
      In ogni caso mi auguro che sempre più persone possano conoscere e visitare questo luogo, la sua storia e i suoi bellissimi dintorni!

  • Che emozione leggere le vostre storie,ma io nel 1968 arrivo a Cave del Predil come Finanziere e ho svolto servizio nel valico sotterraneo,si entrava al mattino per il controllo dei minatori poi al pomeriggio di nuovo giù per l’uscita degli operai.Devo riprovare
    l’emozione ritornare dopo 50 anni sul luogo del servizio da giovane Finanziere.Grazie a voi che mi avete riportato indietro nel ricordo.
    Che cos’è un ricordo ” Non puoi toccarlo,non puoi vederlo ma non potrai mai dimenticarlo.Ciao a voi giovani.

  • Io a Cave ci sono nato quasi 56 anni addietro, sono andato via da quasi 50 anni e sono ormai 45 anni che non ci torno, mio padre lavorava in laveria, ho sempre vissuto in posti dove c’era una laveria e conseguentemente una miniera, ancora oggi continuo ad avere a che fare indirettamente con la blenda e la galena. La cosa che mi emoziona a distanza di tempo è che nonostante fossi molto piccolo i ricordi di quel periodo sono ancora vivi e belli, prima o poi devo riuscire a tornarci, magari per vedere se c’è ancora qualcuna delle persone di cui i miei genitori parlavano con grande affetto di “gente meravigliosa”.
    Un saluto a tutti i Cavesi.

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