Asia, Europa, Turchia

Dall’Aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul via mare

Adoro viaggiare ma quando atterro in un aeroporto “nuovo” sono sempre parecchio disorientata. Cerco di sopperire a questa fastidiosa sensazione di mancanza di controllo sulla situazione partendo da casa con alla mano ogni sorta di informazione su come uscire dall’aeroporto e raggiungere il centro città/albergo nel modo più semplice, economico e breve possibile.

E’ quello che ho cercato di fare anche quella volta in cui sono stata ad Istanbul, soprattutto allarmata dal fatto che avrei potuto trovarmi davanti a cartelli ed indicazioni scritti in una lingua incomprensibile.

L’areoporto Sabiha Gokcen di Istanbul

Nonostante le accortezze prima della partenza, una volta lì mi sono resa conto (per l’ennesima volta) che le informazioni date dagli altri sono utili, ma fino ad un certo punto perché quando ti trovi in quel luogo nuovo devi orientarti almeno un po’ da solo.
Eppure ancora mi ostino a scrivere queste righe per cercare di aiutare chi come me arriva all’aeroporto Sabiha Gocken di Istanbul e deve raggiungere il centro città, ma soprattutto questo è un modo per approfittarne e raccontare la mia esperienza a Istanbul, che mi ha affascinata fin dalla prima corsa in bus.

Innanzi tutto l’Aeroporto Sabiha Gocken si trova nel versante asiatico della Turchia, a differenza dell’aeroporto Atatürk che si trova nel versante europeo (e dove atterrano la maggior parte dei voli internazionali).
Noi volavamo con AirOne che, come come molte compagnie low cost, atterra al Sabiha Gocken.

Aeroporto Sabiha Gokcen Istanbul

L’aeroporto è abbastanza piccolo e spoglio, quindi in poco tempo siamo scesi dall’aereo, abbiamo superato il controllo documenti ed abbiamo raggiunto l’area ritiro bagagli. In questa sala oltre a qualche nastro per il ritiro bagagli c’erano solo un cambio moneta e un duty free, nulla di più.

Non avendo effettuato cambi moneta prima di partire abbiamo approfittato per cambiare subito un po’ di Euro in Lire turche evitando così di trovarci a fare i soliti piccoli acquisti (come i biglietti per l’autobus) in Euro, perdendoci nel cambio.

Ritirato il bagaglio siamo entrati nell’area arrivi dove subito abbiamo avuto un assaggio in scala della confusione e del mix culturale che ci avrebbero atteso in centro ad Istanbul.
Messo fuori il piede dall’aeroporto abbiamo avuto anche un primo assaggio del traffico bestiale che avremmo visto in centro, elevato all’ennesima potenza: macchine in doppia-tripla fila, sorpassi a destra e sinistra, motorini che si infilavano tra le auto.

Il viaggio in bus

In quel caos cercavamo l’autobus che ci avrebbe condotto al molo di Kadıköy da dove avremmo preso il traghetto per Eminönü e quindi per il centro città.

Un’alternativa possibile e probabilmente più comoda sarebbe stata quella di prendere uno degli autobus privati che dall’aeroporto arriva direttamente in centro, cosa che abbiamo preferito fare al ritorno (prenotando direttamente dall’albergo).

All’andata volevamo goderci l’ingresso trionfale alla città direttamente dal Bosforo (se anche voi avete letto il libro “Costantinopoli” di Edmondo de Amicis sono sicura che abbiate capito il perchè!).

L’autobus della compagnia Havatas ci aspettava proprio dall’altro lato della strada: il biglietto lo abbiamo comprato direttamente dal conducente, solo 8 Lire turche (circa 3 €), e ci siamo accomodati a bordo.
Il bello dei bus Havatas è che non si tratta di autobus prettamente turistici: la compagnia di trasporti è in parte della municipalità di Istanbul, cosa che assicura prezzi abbastanza economici, ma soprattutto lo rende un mezzo molto utilizzato anche dai locali, non solo dai turisti, che anzi, non sono poi così numerosi.

Lungo il tragitto che è durato poco meno di un’ora, mi sono lasciata entusiasmare sempre di più dal panorama.

Non era nulla di che in realtà, anzi, avvicinandosi alla città la vista si riempiva sempre di più di palazzoni alti e poco curati, ma i minareti delle moschee che spuntavano come funghi tra un condominio e l’altro erano una vista del tutto nuova per me. Uno spettacolo a cui il mio occhio faceva fatica ad abituarsi. Dopo aver superato colline color terra di Siena, quartieri popolari e zone commerciali moderne, il bus ha concluso la sua corsa proprio davanti al molo di Kadiköy.

Arrivati siamo scesi dall’autobus e ci siamo mescolati al fiume di persone che come formiche correvano laboriose in ogni direzione.
Di fronte a noi la banchina con attraccate un’infinità di barche.
Completamente disorientati e incapaci di trovare alcuna indicazione cercavamo di capire quale tra le tante imbarcazioni fosse la nostra.

Per fortuna una ragazza turca estremamente gentile e disponibile incontrata in autobus si è fatta in quattro per aiutarci dandoci indicazioni e da qui ho iniziato a sorprendermi ogni giorno di più della gentilezza e disponibilità della gente di Istanbul.

Il viaggio in traghetto

In un piccola baracca davanti al molo, cercando di farci capire a gesti, abbiamo acquistato due biglietti e siamo saliti sul traghetto diretto ad Eminönü (1,5 Lire Turche).

Dall'aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul

Ci siamo accomodati all’esterno, contenti di farci colpire la faccia dall’aria del Bosforo.

Le orecchie si sono riempite di Istanbul: del rumore dell’acqua del mare che si infrangevano sulla nave, dei canti dei muezzin che provenivano dalle moschee vicino al porto e dal verso dei gabbiani.

La banchina si allontanava dietro di noi ed il traghetto si circondava delle acque del Bosforo, intanto in lontananza iniziavano a spuntare il promontorio di Palazzo Topkapi ed i minareti delle Moschee Nuova, di Solimano e delle altre di cui ancora non conoscevo il nome.

Dall'aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul

Dall'aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul

Dall'aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul

Dall'aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul

Ogni decina di minuti passava un signore con alla mano una teiera e dei bicchierini, proponendoci quello che ben presto avremmo scoperto essere il Chay, il te, la bevanda più amata dai turchi, che si beve a qualsiasi ora del giorno.

Quando ormai i volti dei pescatori che facevano penzolare le loro lenze dal ponte di Galata si potevano riconoscere con estrema chiarezza, allora abbiamo capito che eravamo arrivati a destinazione: il traghetto ha iniziato a fare le manovre di attracco al molo di Eminönü.

Dall'aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul

Dall'aeroporto Sabiha Gokcen al centro di Istanbul

La nostra attenzione intanto veniva attratta da qualsiasi elemento ci circondasse: i pescatori, le barchette di legno in cui si cucinava e vendeva il balik ekmek (i panini di pesce che presto ho scoperto di NON amare), la folla di gente che procedeva lesta sulla terra ferma, le file di auto e taxi…

Ancora disorientati siamo scesi dal traghetto che ormai aveva attraccato alla banchina e ci siamo fatti inghiottire da Istanbul.

Altri siti e post utili:

Il sito della compagnia Havatas
Il sito dei transfer privati da e verso l’aeroporto
Il mio post sui trasporti a Istanbul