Italia, Lazio

Open House a Roma: visita all’Auditorium Parco della Musica

Il caso ha voluto che proprio il weekend in cui ci trovavamo a Roma, proprio il sabato in cui raggiungevamo l’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano per visitarlo, fosse anche il giorno dell’Open House a Roma.

Cos’è l’Open House non lo sapevamo nemmeno noi, lo abbiamo scoperto per caso gironzolando online: è un weekend (di solito una volta all’anno) in cui in tutto il mondo alcune delle opere d’architettura più belle ed importanti vengono aperte gratuitamente al pubblico con visite guidate. Si può trattare di luoghi che di solito sono aperti a pagamento, ma anche di location che di solito non sono accessibili. A Roma la prima edizione dell’Open House è stata fatta nel 2012: unica città italiana ad aderire a questo progetto internazionale.

Insomma avevo trovato su internet delle informazioni a proposito, ma non avevo capito che per partecipare a queste visite guidate gratuite fosse necessario iscriversi – cosa che vi consiglio di fare se volete partecipare alla prossima edizione.
Quindi il sabato mattina, come parte del nostro Diarioinviaggio home made tour delle architetture moderne di Roma (se vi può interessare al link trovate l’itinerario completo) arriviamo all’Auditorium, e cominciamo a girarlo in lungo ed in largo facendo mille foto degli esterni, entrando negli spazi comuni ad accesso libero come la biglietteria e il lungo corridoio che collega le tre sale dell’auditorium.

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

A Raffa piace sempre tanto visitare queste strutture progettate da importanti architetti, poi gli piace un sacco anche fotografare.
Quando ha l’opportunità di unire le due cose e fotografare delle architetture io è meglio se me la metto via, mi armo di pazienza e quando ho visto quello che c’è da vedere mi siedo su una panchina e lo aspetto. Infatti io posso aver già completato la mia visita che lui è ancora all’ingresso che fotografa l’intonaco o la simmetria degli infissi (ma nulla da dire, poi vengono fuori delle belle foto quindi…).

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

Tornando a noi, come dicevo, dopo aver fatto un giretto in autonomia nelle aree interne ad accesso libero – tra le quali c’è anche una piccola esposizione di alcuni reperti trovati durante gli scavi per la costruzione dell’Auditorium, che hanno portato alla luce una vecchia villa etrusca (alcuni dicono che fosse una fattoria, altri che fosse un bordello…) – e dell’esterno dell’Auditorium, decidiamo di prendere parte ad una delle visite guidate.

Siamo pronti ad estrarre i 9.00 € a testa (costo della visita guidata) quando la signora della biglietteria ci dice che sta per partire il tour di Open House – gratuito.

Gratuito? Ben venga, cosa dobbiamo fare?
Avete prenotato?  – No, mannaggia a me.

Allora dobbiamo attendere che arrivino tutti coloro che si sono prenotati per la visita, e se ci fossero eventuali posti liberi potremmo accodarci.

La fortuna è dalla nostra, ed è così che gratuitamente partecipiamo al tour dove la guida di eccezione è uno degli architetti che hanno partecipato alla costruzione dell’Auditorium.

Che fortuna sfacciata!

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

Si comincia dall’esterno: ci fermiamo davanti alla grande cavea all’aperto, e ci riuniamo tutti a campanello attorno all’architetto. Scopriamo che siamo davanti al primo posto in Europa e al secondo al mondo dopo il Lincoln Park di New York per il numero di spettatori che può ospitare e per il numero di eventi che vi vengono organizzati.

Attorno a noi gruppetti di bambini che giocano, famiglie a passeggio che si godono spensieratamente una calda giornata primaverile.

Sembra il posto ideale dove trascorrere un pomeriggio di relax, la tranquillità è tale che non sembra nemmeno di essere in una città caotica e trafficata come Roma. Una vera pausa di benessere, se non fosse per i piumini dei pioppi che saturano l’aria e volano turbinando a destra e sinistra.

Auditorium Parco della Musica, Roma

Ci ripariamo da quel turbinio allergico all’interno dell’Auditorum ed andiamo alla scoperta del primo dei “bacarozzi”* progettati da Renzo Piano.

(*Bacarozzo è l’appellativo dato dai romani alle sale dell’auditorium che da fuori hanno una forma arrotondata che ricorda un po’ la corazza degli scarafaggi.)

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

Ovunque i materiali parlano della storia di Roma: dal travertino per i pavimenti al cotto lavorato a mano sulle pareti. Ma anche il piombo ed il legno.
Per i soffitti si è scelto il ciliegio americano, particolarmente importante per la sua funzione fonoassorbente.

Risaliamo le scale percorrendo il corridoio ed accediamo alla prima sala, la più piccola, Sala Petrassi, e prendiamo posto sulle poltrone del pubblico mentre ascoltiamo l’architetto che ci svela i segreti di quella sala: i pannelli mobili alle pareti  possono assumere inclinazioni diverse a seconda dello spettacolo, per riflettere i suoni al meglio; le poltrone rosse Frau fonoassorbenti, che assorbono sempre il suono, sia che esse siano occupate o meno dagli spettatori, in modo da garantire sempre un effetto acustico ottimale; l’impianto d’aerazione; le luci; il palco che si può smontare per diventare fossa che accoglie l’orchestra…

Un’infinità di chicche e curiosità, particolari di cui gli architetti, designer ed ingegneri presenti in questa visita vanno ghiotti.

Auditorium Parco della Musica, Roma

Aspetti affascinanti di sicuro, ma la mia fantasia preferisce volare al di là dei tecnicismi ed immaginare

Grandi tenori che fanno vibrare l’ugola riempiendo la stanza del suono soffice della loro voce.

Matrone ingioiellate con lunghi vestiti da sera che si arieggiano con un ventaglio mentre assistono ad una piéce teatrale.

Gli archetti dei violini che scivolano e grattano sulle corde producendo suoni vibranti e striduli.

La bacchetta del direttore d’orchestra che disegna infiniti spartiti nell’aria.

Le ballerine che con la loro leggiadria si muovono sul palco come piume al vento…

Auditorium Parco della Musica, Roma

Visitiamo anche la Sala Sinopoli, più ampia della precedente, ed arriviamo alla Sala Santa Cecilia, la più bella a mio avviso. Non per motivi estetici, ma perché proprio in quel momento sul palco un’orchestra di archi sta facendo le prove. Sono solo dei ragazzi, ma maneggiano gli archi con maestria producendo suoni rotondi. Mi lascio rapire da quelle note, dal colore rosso-marrone degli arredi, dai suoni che si riflettono sulle pareti ed i soffitti.

Auditorium Parco della Musica, Roma

Auditorium Parco della Musica, Roma

Peccato che l’ora a disposizione per la visita sia già finita, anzi, abbiamo anche sforato con i tempi: i partecipanti al tour seguente stanno scalpitando in attesa che la nostra guida li accompagni nel LORO viaggio tra musica ed architettura.

Tante altre cose ci sarebbero da dire sulla struttura, sugli studi che hanno portato a creare contenitori dove la musica e le parole si propagassero in maniera pressoché perfetta…

Io avrei preferito stare un’altro po’ nella Sala Santa Cecilia a godermi il risultato di tanti calcoli e studi sui materiali.

Eccone un’assaggio (scusate la scarsa qualità! -.-‘)

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