Imob, VeneziaUnica, HelloVenezia… Solo tanta confusione!

Ci sono delle volte in cui sospenderei tutto ciò che sto facendo, metterei per un attimo in pausa il mondo, tirerei fuori il computer e mi metterei a scrivere un post: scrivere mi aiuta anche a sbollire la rabbia.

Purtroppo le dinamiche della vita normale rendono tutto ciò abbastanza difficile, per questo solo ora mi trovo a scrivere della mia esperienza agli uffici HelloVenezia (azienda eventi e trasporti) di Venezia.

Purtroppo ora ne scrivo con molta più calma e sangue freddo di quando mi sono trovata a vivere l’esperienza in prima persona.

Innanzitutto come premessa anticipo che in quanto residente in Veneto sono fortunata e posso fare una tessera (vecchia Imob e futura VeneziaUnica) che mi costa 20 €, valida 5 anni e che mi permette di pagare 1 corsa in traghetto € 1.30 anzichè € 7.00.

Altrimenti l’Imob (o VeneziaUnica, come volete chiamarla!) costa 10 € se si è residenti nel comune di Venezia e € 40 se si è residenti in qualsiasi altra regione (ed è conveniente solo per chi si trova spesso in città per studio o lavoro, altrimenti per risparmiare sul costo dei viaggi meglio optare per le carte turistiche da uno o più giorni).

L’Imob la utilizzavo ai tempi dell’università ma essendo ormai scaduta, in vista del mio weekend veneziano mi informo per tempo via internet su quali siano le modalità di rinnovo.

Scopro così che l’Imob è stata sostituita dalla tessera VeneziaUnica che oltre a servire per i mezzi dovrebbe offrire anche servizi aggiuntivi (come ingressi scontati a chiese, musei). Altra cosa eventuali Imob ancora valide vanno convertite in VeneziaUnica.

Seguo le istruzioni online per la richiesta della VeneziaUnica, e mi sorprendo di come il processo di richiesta sembri così semplice: basta compilare il form online e presentarsi all’ufficio con un documento e una fototessera per creare la carta ex novo, oppure con solo il documento per la conversione dell’Imob ancora attiva in VeneziaUnica.

vaporetto e trasporti a Venezia
Credits loungerie on Flickr

Arrivata a Venezia mi reco all’ufficio HelloVenezia in Piazzale Roma: ufficio piccolino e affollatissimo naturalmente.

C’è uno di quei dispenser elettronici che, a seconda del servizio di cui si ha bisogno, si preme il pulsante e sputa un biglietto. Posso scegliere tra 4 tipi di biglietto. Nessuno allude nemmeno lontanamente a VeneziaUnica.
Bene… Cosa schiaccio?
Vado ad intuito.

Mi dispiace per i turisti giapponesi che sono appena entrati e che sono anche loro indecisi su quale pulsante schiacciare, infatti la sputa biglietti non parla inglese o nessun’altra lingua, solo italiano. Mi sembra giusto in una città turistica come Venezia.
Provo ad aiutarli, ma in realtà non capisco cosa devo schiacciare io, figuriamoci cosa devono schiacciare loro!

Rinuncio e mi metto in fila.

Mentre aspetto vedo che ad un banchetto c’è un modulo che chi richiede l’Imob deve compilare. Allora il criceto nel mio cervello inizia a correre a perdifiato e mi si pongono una serie di domande:

Devo compilarlo? Ma no, io non devo fare l’Imob, ma la VeneziaUnica, quindi forse non mi riguarda. 

E poi io ho compilato il form online e ora basta che ritiro la tessera (come scritto nel sito).

Lo compilerei per sicurezza ma non ci sono penne… Vabbé tanto io devo solo ritirare. 

ufficio hellovenezia piazzale roma
Foto rubata all’ufficio HelloVenezia in Piazzale Roma

Finalmente è il mio turno e vado dalla GENTILISSIMA signora allo sportello, vi riporto il nostro dialogo semplificato:

Io: “Buongiorno devo fare la tessera VeneziaUnica
Lei: “Non ha compilato il modulo! Compili il modulo laggiù e rifaccia la fila”
Io: “Ma scusi ho compilato il form online e c’era scritto che bastava ritirare la tessera allo sportello!”
Lei: “No, deve compilare il modulo e rifare la fila”
Io (indicando Raffaele): “Allora intanto se può convertire la sua Imob in VeneziaUnica io compilo il modulo (così non perdo il turno)”
Lei (rivolgendosi a Raffaele): “Perché vuole convertire la carta?”

Confusione….

Raffaele: “In che senso…? Mi scusi sul sito c’è scritto che l’Imob va trasformata in VeneziaUnica, abbiamo compilato il form online e ora la volevo ritirare”
Lei: “Se le converto la tessera la sua Imob non sarà più attiva e – VISTO CHE LA VENEZIAUNICA NON HA SERVIZI ATTIVI – è inutile.”

Confusione confusionaria…

Torno al banchetto, compilo il modulo, premo il pulsante “Imob” e la sputa biglietti mi indica il mio turno, aspetto altri 15 minuti e mi reco ad un’altro sportello con un’altra signorina altrettanto cortese e gentile (è ironico eh!).

Facciamo quello che c’è da fare e alla fine chiediamo spiegazioni sul perché sul sito ci fossero informazioni non in linea con quanto detto da loro allo sportello.

La risposta dell’impiegata:

“Il sito è falso”

O.O

Ah beh… Allora siamo a posto!

Il sito in questione

Per chiarezza: la vecchia CartaVenezia, l’attuale -quasi passata di moda- Imob, e la futuristica VeneziaUnica… Bene o male sono nomi diversi per lo stesso servizio.

Attualmente Venezia è tappezzata di cartelloni che promuovono la nuova VeneziaUnica, nel sito web ci sono informazioni che fanno sembrare il servizio già attivo… Però agli sportelli il personale dà informazioni ben diverse e addirittura contrastanti!

Forse non sarebbe il caso – in modo da evitare disagi e confusione per turisti e visitatori – fare in modo che il messaggio sia unico? Che ci sia coerenza tra comunicazione online e offline? Tra ciò che viene comunicato e quella che è la realtà dei fatti?

venezia unica
Speriamo che opinioni e suggerimenti vengano ascoltati

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2 Comments

  • Ciao! Articolo ben scritto e dove si capisce il delirio in cui viviamo. Poi tutti parlano di ospitalità ma si riempiono la bocca di parole di cui nn conoscono il significato.

    • Ciao Romena, grazie del tuo commento. Purtroppo è vero quello che dici sull’ospitalità – per carità non voglio fare di tutta un’erba un fascio – però se nemmeno la compagnia dei mezzi pubblici, o la signorina che sta allo sportello di quell’ufficio si dimostrano gentili e disponibili, pronti a rispondere alle domande del visitatore, rendendogli la visita più facile… Si parte con il piede sbagliato!

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