5 cose da NON fare a Venezia

Dopo aver letto l’articolo “5 cose da non fare a Milano” su Diquaedila travel blog qualche tempo fa, mi sono resa conto che alcune delle cose da non fare a Milano si possono estendere benissimo anche ad altre città quindi ho deciso di scrivere le mie 5 cose da NON fare a Venezia.

Si tratta di piccoli accorgimenti che in alcuni casi possono migliorare la convivenza tra i turisti e gli abitanti della città (o chi ci lavora frequentandola ogni giorno da pendolare), in altri sono solo regole di buon comportamento che possono migliorare la vostra esperienza personale durante il viaggio.

Ecco quindi i miei consigli sulle cose da non fare a Venezia:

1. Farsi ricoprire dai piccioni.

Ricordo che da piccolina in piazza San Marco c’erano i venditori di semi: i semi si mettevano nella mano e in men che non si dica stormi di piccioni arrivavano in massa a nutrirsi direttamente dalle mani dei turisti.

Per fortuna i venditori di cibo per i piccioni sono stati banditi, ma ancora oggi in Piazza San Marco come in qualsiasi altro luogo di Venezia c’è chi si ostina a familiarizzare con questi uccelli che a mio parere sono inutili, inquietanti e hanno il solo compito di sporcare strade, palazzi e monumenti con i loro “sghitti” (se non conoscete questa parola segnatevela, gli sghitti in Veneto sono le cacchine degli uccelli).

Dare da mangiare ai piccioni è deleterio per la città, e farsi ricoprire da questi volatili non è simpatico, non è qualcosa da fotografare e postare sul vostro profilo Facebook… Ma fa piuttosto schifo.

piccioni
Credits andrea.pacelli on Flickr

2. Immergere i piedi sui canali o camminare scalzi quando c’è l’acqua alta.

Sono scene viste con questi occhi: turisti (per lo più stranieri devo ammettere) che durante le torride giornate estive si siedono e pucciano i piedi nei canali. Mi piacerebbe sapere quali malattie il dermatologo abbia diagnosticato loro una volta rientrati a casa.

Perché anche se i canali di Venezia sono ciò che dà quel fascino particolare alla città, Venezia non è che abbia proprio quella che si dice una rete fognaria moderna, quindi lascio alla vostra immaginazione dove finisca lo scarico del water dei tanti palazzi della città.

3. Essere terrorizzati o familiarizzare troppo con l’acqua alta.

L’acqua alta è un fenomeno naturale in laguna: un innalzamento dell’acqua dovuto alle maree, al vento di scirocco che soffia e ad altri eventi naturali. Solitamente l’acqua alta si verifica in inverno e in alcuni specifici orari del giorno. I veneziani ci convivono da sempre utilizzando le passerelle, gli stivali di gomma e le paratie per evitare che l’acqua entri in casa o nei negozi al piano terra.

Quindi l’acqua alta non deve spaventare! Non è necessario arrivare in città con stivali ascellari: molto spesso anche nei periodi e negli orari in cui è prevista acqua alta alcune zone della città non vengono toccate dal fenomeno perché rialzate e laddove il fenomeno si verifica non mancano mai le passerelle.

Allo stesso modo è sconsigliabile familiarizzare troppo con l’acqua alta, per esempio passeggiando a piedi nudi o in ciabatte nell’acqua, se vi domandate il perché rileggete il punto 2.

acqua alta venezia
Credits Geomangio on Flickr

4. Fermarsi davanti alla porta dei vaporetti o starsene imbambolati negli imbarcaderi.

I veneziani e i pendolari che tutti i giorni si recano in città per andare al lavoro devono fronteggiare frotte di turisti resi goffi dal loro carico di bagagli ingombranti, incerti sulla direzione da prendere e rilassati nelle azioni e nei movimenti perché in vacanza (beati loro). Le peggiori situazioni si verificano sugli imbarcaderi mentre si aspetta di salire sul vaporetto e sui vaporetti.

Per quieto vivere e rispetto di tutti la regola qui è di aspettare sempre che le persone scendano dal mezzo, e poi salire in vaporetto (come succede sul treno, i bus e in metropolitana). Una volta sul vaporetto MAI stare davanti all’uscita, ma lasciare libero il passaggio per chi deve scendere alla fermata successiva.

L’equilibrio tra i turisti che ad ondate affollano Venezia e gli abitanti della città che ci vivono giorno dopo giorno è già molto fragile… Meglio collaborare per cercare di non spezzarlo!

5. Camminare raso muro o non guardare dove si mettono i piedi

Sui cornicioni dei palazzi ci sono sempre i famigerati piccioni in agguato che si divertono a rilasciare guano sulla testa degli ignari passanti. Per questo il consiglio, che mi curo di seguire sempre anche io, è di camminare in centro strada, facendo attenzione a schivare eventuali sostanze estranee che cadono dal cielo.

Venezia piccioni e gabbiani
Credits yvan h on Flickr

Allo stesso modo meglio osservare dove si mettono i piedi perché non è un’eccezione trovare pupù di cani che gli intelligenti padroni si dimenticano di raccogliere.

Buona visita a Venezia, e non disperate, che le cose da fare sono molte di più delle 5 da non fare elencate qui sopra! 😉

E voi avete delle altre cose da non fare a Venezia da suggerire? Aspetto i vostri commenti!

Credits foto header Roberto Trm su Flickr


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7 Comments

  • ahahaha grandissima! In effetti ci sono molti consigli adattabili per entrambe le città! Per il 2014 ho in progetto di tornare a Venezia, ci sono stata solo da piccola e credo sia arrivata l’ora di dare una rispolverata ai ricordi… ovviamente rispettando tutti i consigli 😀

    • Fammi sapere quando vieni che andiamo a immergere i piedi in un canale o a dare da mangiare ai picconi insieme! ;D

      • Io e un’amica (di una frazione veneziana) abbiamo camminato scalzi per Venezia senza l’acqua alta 😀
        Vieni anche tu? 😉

  • Davvero utilissimi questi consigli… anche io non riesco a spiegarmi come sia possibile che la gente si tolga le scarpe e “familiarizzi” troppo con l’acqua… davvero poco igienico… adesso mi spiego le scene che vedo al programma “Malattie imbarazzanti”! XD

  • I piccioni fanno proprio schifo! Quanto andava di moda fare quelle foto quando eravamo piccole.. Ringrazio di avere una mamma maniacale nella pulizia che me le ha sempre vietate!
    snoopandsparkle.blogspot.it

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