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Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

Tiziano Terzani è uno dei più conosciuti autori italiani di libri di viaggio, ma io l’ho “scoperto” non molto tempo fa quando un giorno incuriosita mi sono lasciata tentare dalla funzione 1-click di Amazon e mi sono scaricata l’e-book di “Un indovino mi disse”.

Questo per dire che visto che avevo l’e-book non mi sono resa subito conto di quanto il libro fosse spesso (cosa che a volte può scoraggiare un lettore). Beh nonostante la sua lunghezza questo libro me lo sono goduto, letto con curiosità, passione e meraviglia.

Premetto che io non sono mai stata in viaggio in Asia quindi non ho mai visto dal vivo i luoghi che Terzani racconta, ma cavoli se mi è venuta voglia di partire!

[PICCOLO AGGIORNAMENTO A DISTANZA DI QUALCHE ANNO: In Asia ci sono stata, e cavoli se mi è piaciuta, tanto da tornarci di nuovo. Qui puoi leggere tutto ciò che ho scritto sui miei viaggi in Asia.]

In “Un indovino mi disse” Tiziano Terzani – giornalista per una testata tedesca e expat che vive in Asia come inviato del giornale – racconta di quella volta che un indovino gli predisse che, se nell’anno successivo avesse viaggiato in aereo, sarebbe morto in un incidente. E non che lui fosse uno che credeva a questo tipo di cose, però quella volta decise di assecondare l’avvertimento e di evitare di viaggiare in aereo per tutto l’anno a venire.

Naturalmente per il tipo di lavoro che faceva non poteva nemmeno starsene semplicemente seduto a casa a leggersi un libro, doveva comunque viaggiare tra i vari stati dell’Asia e poi tornare anche in Italia, a Firenze, sua città natale… E così per tutte le tante pagine del libro viaggia, solo che si muove solo a piedi, in auto, via nave o in treno, mai in aereo. 

un indovino mi disse tiziano terzani

Con questo viaggio “lento” Terzani allunga i tempi di percorrenza, ma scopre tante cose che volando in poche ore da un angolo all’altro del pianeta avrebbe perso: paesaggi particolari da osservare, incontri con persone uniche. Terzani capisce meglio (ed io con lui) le culture ed i paesi che attraversa.

Proseguendo il tema che dà il via al libro, in ogni luogo in cui mette piede l’autore continua le visite a santoni, sciamani e indovini, ascoltandone le predizioni: a volte ascolta dubbioso, altre con diffidenza, altre ancora è ironico nei confronti di questi personaggi che sembrano più che altro bravi “lettori di persone” se non addirittura impostori.

Però capita anche che nel suo viaggiare incontri qualcuno che sembra proprio “vedere” nel passato e nel futuro, e allora lui si chiede (e il dubbio si instilla anche in me) se questa cosa degli indovini può a volte essere credibile.

I paesi che Terzani attraversa in questo libro sono parecchi: Laos, Thailandia, Birmania, Singapore, Cina, Mongolia… E mentre entra in contatto con la gente che incrocia durante il viaggio, nelle sue parole emergono insieme ai paesaggi e alle usanze di questi popoli anche le differenze che esistono tra di loro, tra i paesi più sviluppati e quelli meno. Emerge chiara la sua paura: che la corsa del mondo Orientale di volersi adeguare a tutti i costi a quello Occidentale porti più perdite che vantaggi – e se questo non fosse completamente vero dal punto di vista economico, sicuramente lo è dal punto di vista culturale.

Le pagine del libro sono tante, ma scorrono con piacere, e si susseguono un sacco di frasi belle che mi è venuta voglia di appuntarmi per imprimermele meglio nella memoria e potermele ritirare fuori quando mi va, ecco alcune delle mie citazioni preferite:

“Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da té a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.”

 

“Anche un viaggio di diecimila leghe comincia con un primo passo” [proverbio cinese]

 

“Quella di prendersi del tempo è una cura semplice per i mali dell’anima, ma che nessuno sembra permettersi facilmente”.

 

“Ma la vita è anche un continuo spreco. Quante belle persone si incontrano senza che ce se ne accorga; e quante belle cose non si notano sulla via che uno fa ogni giorno, tornando a casa!”

Credits header Jonohey (Flickr)