A fare trekking negli USA con Bill Bryson – Libri in viaggio

Avevo già letto un altro libro di Bill Bryson, quindi ne conoscevo già il modo di scrivere ironico quando ho deciso di buttarmi a capofitto sulla lettura di “Una passeggiata nei boschi”.

E tra la miriade di titoli che potevo scegliere (“Un paese bruciato dal sole” che parla di Australia l’avevo già letto e mi era piaciuto un sacco) mi sono lanciata su questo che parla di un viaggio a piedi con zaino in spalla lungo l’Appalachian Trail, un sentiero che attraversa le foreste dell’est degli Stati Uniti da Nord a Sud (o da Sud a Nord), dalla Georgia al Maine (e viceversa).

Una passeggiata nei boschi - Bill Bryson
Una passeggiata nei boschi – Bill Bryson

Avevo voglia di immergermi nella natura e tra le montagne, di sognarmi a fare trekking in mezzo ai boschi visto che in questa stagione tutto quello che si può fare tra le montagne è sci o ciaspole (bellissime attività, ma io preferisco la montagna quando è estate!).

La trama del libro mi prometteva un viaggio lento, faticoso ma comodamente fatto dal divano di casa in mezzo a questa foresta, lungo un percorso che si snoda per 3.400 km attraverso 14 stati americani. A percorrerlo (non tutto alla fine, ma solo parte di esso) Bill Bryson stesso accompagnato dall’amico Katz.

Questo Katz, un tipo sovrappeso con una dipendenza dall’alcool e dalle merendine, a cui ad inizio libro non avrei dato credito, si è rivelato la parte migliore di tutta la storia. Dove c’è lui la trama scorre veloce e c’è da ridere sul serio!

E a parte i personaggi che spesso sono vere e proprie macchiette, da Katz al protagonista, alle persone che mano a mano i due incontrano lungo il percorso, in “Una passeggiata nei boschi” vengono affrontati anche temi seri – sempre con quella buona dose di ironia che caratterizza l’intera storia – primo tra tutti che la buona parte degli americani è anti atletica e – non lo dico io sia chiaro, ma lo fa capire Bryson – un po’ stupidotta (sarà che lui è inglese e da sempre c’è questa rivalità tra americani ed inglesi?).

E poi c’è tutta la storia della creazione dell’Appalachian Trail che è durata così a lungo, vi si sono spese somme di denaro così ingenti ed ancora oggi viene gestita in modo così discutibile… Che da come ne parla Bryson sembra stia descrivendo la classica opera gestita “all’italiana”, il tipo di cose che succedono di solito solo nel nostro Belpaese… Non vi dico che strana sensazione quella di realizzare che tutto ciò accadeva negli efficienti Stati Uniti: come a dire che alla fine tutto il mondo è paese!

Alla fin fine quello che mi rimane dentro di questo libro, oltre ai paesaggi, alle situazioni alle volte ai limiti del verosimile, è il bello di vivere la natura, il bello di fare fatica quando questa ti porta soddisfazioni, il piacere di raggiungere degli obiettivi e di superare i propri limiti.

La conferma che la montagna sa dare sempre grandi soddisfazioni a chi si vuole mettere alla prova.

Ecco le qualcuna delle mie citazioni preferite del libro:

“Stavo lentamente imparando che la caratteristica principale della vita sull’Appalachian Trail era la privazione, e che il punto nodale di quell’esperienza consisteva nell’allontanarsi da qualunque comodità della vita quotidiana, così che anche le cose più ordinarie […] potevano riempirti, al ritorno, di un senso di meraviglia e gratitudine.”

“Alla fin fine il mondo era un posto favoloso.”

“Non posso dire che sia stata un’esperienza che ci ha cambiato la vita, […] ma di certo mi ha insegnato a provare rispetto e ammirazione per le foreste, la natura e le colossali dimensioni dell’America. Inoltre ho perso un sacco di chili e per una volta mi sono ritrovato incredibilmente in forma.
Ma, soprattutto, quando vedo una montagna, adesso, posso osservarla con lentezza, soppesandola con gli occhi stretti di chi la sa lunga. Occhi di frammenti di granito.”

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6 Comments

  • “Una passeggiata nei boschi” rientra nella lista personale dei libri da leggere! Bill Bryson è uno dei miei scrittori preferiti, anche in questo libro scrive in maniera sarcastica? In “America Perduta” mi ha fatto sbellicare 😀 !

    • Si Elena, anche qui Bryson ha dato il suo con il sarcasmo e l’ironia: il personaggio di Katz non le manda a dire a nessuno, e poi c’è una parte in cui lungo il percorso incontrano una ragazza saccente che al contrario di quanto dice non ne sa nulla di trekking e che si accoda a loro, e loro fanno di tutto per seminarla… Da ridere!!
      Se lo leggi fammi sapere se ti è piaciuto tanto quanto è piaciuto a me! 😉

  • Un altro gran bel libro su trekking in America è Wild di Cheryl Strayed, anche se credo che non sia (ancora) stato tradotto in italiano. Parla del Pacific Crest Trail, che da come lo descrive è il fratello meno conosciuto e più selvaggio dell’Appalachian Trail.
    Davvero ben scritto, ti fa venir voglia di passare la prossima estate in quei posti!

    • Grazie del consiglio Francesco! Mi informerò meglio su questo libro che è sul genere di quello di Bryson mi piacerà di sicuro! 🙂

  • Bill Bryson è un autore che non conoscevo, infatti il libro mi è stato regalato. Ma mi son fatta tante risate di gusto leggendolo, che adesso ho voglia di leggere tutti gli altri suoi libri! 🙂

    • Io per il momento ho letto solo questo ed “Un paese bruciato dal sole” (sull’Australia) e anche io mi ero fatta belle risate… Ora che mi hai fatto ricordare quanto mi era piaciuto mi è venuta voglia di leggere qualcos’altro di suo! 🙂

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