Pasolini, Casarsa e le giornate di primavera del FAI

Non ne avevo ancora scritto qui, ma l’avevo detto sui social che durante le giornate di primavera del FAI del 22 e 23 marzo avrei partecipato agli itinerari pasoliniani a Casarsa della Delizia, in Friuli Venezia Giulia.

Con altri ragazzi/e della zona è stato creato un social media team che a suon di hashtag #PPPCasarsa ha condiviso contenuti sui luoghi, la vita, le opere di Pier Paolo Pasolini.

Ma perché? Cosa centra un piccolo paesino della bassa friulana con Pier Paolo Pasolini?

Forse non tutti sanno che, nonostante Pasolini fosse nato a Bologna, la madre era originaria di Casarsa, e proprio qui i due si rifugiarono durante gli anni della II Guerra Mondiale, pensando di trovare un luogo più sicuro, lontano dalla grande città e dai bombardamenti.

E’ proprio tra i campi, gli alberi di gelso e le rogge di Casarsa e delle sue piccole frazioni che Pasolini scrive tra le sue più belle opere di prosa e poesia, contribuisce all’educazione scolastica dei giovani della zona e eleva il ruolo della lingua friulana fondando l’Academiuta di lenga furlana.

 

Panorami friulani
Panorami friulani

 

Lo sapevate? Io no! Pasolini a scuola l’ho studiato in tutta velocità a fine quadrimestre, prima degli esami, in fretta e furia perché eravamo in ritardo sul programma. Non sapevo nemmeno che la sua casa si trovava a soli 20 minuti d’auto dalla mia, del suo legame con il Friuli Venezia Giulia.

Così per l’occasione ho fatto quello che forse avrei dovuto fare qualche anno fa: andare in biblioteca, prendere i libri di Pasolini ed iniziare a leggere.

Ritrovare sulla carta ingiallita passata dalle mani di chissà quante persone i nomi di tanti paesini sconosciuti ai più ma che a me suscitano ricordi, rivedere tra quelle parole il Friuli contadino che era quello di mio nonno, riconoscere stili di vita raccontati in tante storie di guerra e dopo guerra, un territorio in trasformazione tra i cambiamenti politici ed economici… Mi ha fatto uno strano effetto.

 

La fontana della "meglio" e della "nuova" gioventù a Versutta
La fontana della “meglio” e della “nuova” gioventù a Versutta

 

E quell’effetto si è manifestato ancora più intenso domenica, quando seguendo gli itinerari pasoliniani tanti ragazzi delle scuole medie e superiori di Casarsa mi hanno accompagnato in quel viaggio tra i luoghi della vita e delle opere di Pasolini.

Degli itinerari ne parlerò in un altro post, ma voglio solo nominare la bellissima sensazione che mi ha pervasa fuori dalla chiesetta di Sant’Antonio Abate a Versutta, a pochi metri dalla casa Bazzana dove visse Pier Paolo durante la guerra. Mentre il sole che scaldava la facciata della chiesa ed i nodosi alberi di gelso, una ragazzina recitava poesie in lingua friulana, con la loro cadenza e ritmicità che ipnotizzava, silenziando ogni altro rumore che mi circondava e risvegliandomi – alla fine – come da un sonno.

 

La chiesa di Sant'Antonio Abate a Versuta, incorniciata tra i gelsi
La chiesa di Sant’Antonio Abate a Versuta, incorniciata tra i gelsi

 

Avrei voluto riprendere il momento per avere la possibilità ancora adesso di riguardarmelo e riascoltarmelo a piacimento.

I ragazzi sono stati bravissimi (e bravi anche i professori che li hanno seguiti).

Mi piace pensare che abbiano messo il loro meglio in questa esperienza perché orgogliosi di raccontare un pezzetto del loro territorio.

Il progetto di Pasolini e Casarsa non è finito qui con la conclusione delle giornate di primavera del FAI: prosegue con il contest Instagram indetto dagli @IgersFVG (si può partecipare condividendo scatti sul proprio profilo Instagram ispirati ai luoghi e alle opere di Pasolini dal 17 marzo al 6 aprile, accompagnati da una descrizione o sua citazione ed utilizzando l’hashtag #Pasolini2014) e con la Sagra del Vino di Casarsa (26 aprile) in cui ci sarà la mostra delle foto vincitrici del costest.

 

L'interno della chiesa di San Giovanni a Casarsa
L’interno della chiesa di San Giovanni a Casarsa

 

E poi gli itinerari pasoliniani di Casarsa si possono ripercorrere in qualsiasi momento seguendo le tappe indicate anche nel sito del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa (che sorge nell’antica casa dei nonni materni di Pier Paolo Pasolini).

Ultima cosa, vi segnalo una bellissima mostra fotografica esposta proprio al Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa intitolata “La perduta gioventù”, con foto di Danilo De Marco scattate negli anni ’90 agli amici friulani che furono in contatto con Pasolini.

E’ tutta una grande iniziativa che parte dal territorio per farlo conoscere e promuoverlo, prima tra le persone che lo vivono, e poi all’esterno.

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