Il bello del tornare

Penso che viaggiare sia fondamentale anche per apprezzare meglio il luogo in cui si vive, almeno per me è così.

Sono tornata da un viaggio a New York di 10 giorni, ed anche se avrei accettato volentieri nel caso mi avessero proposto di prolungare il soggiorno di altri 10, è stato bello ritornare a casa, nella mia piccola città del Veneto Orientale, tra i campi e le fabbriche.

Avere davanti agli occhi per un periodo – anche non poi così lungo – paesaggi, stili di vita ed abitudini diverse, mi ha dato il modo una volta tornata di guardare a ciò che mi circonda e alla vita di tutti i giorni con occhi nuovi, cogliendo quei particolari che uno sguardo “abituato” a guardare sempre le stesse cose non sa cogliere.

Sono uscita dall’aeroporto di Venezia ed ho sentito il “calore” di casa: quel clima tiepido primaverile, impregnato di una leggera umidità di mare e laguna, il sole che scalda la pelle ed i vestiti. Non ci ero quasi più abituata dopo gli sbalzi di temperatura, il vento freddo e a volte proprio gelido che mi sferzava la faccia tra i grattacieli.

Ho abbassato il finestrino dell’auto e ho lasciato che il mio viso venisse accarezzato dalla brezza, ho messo la mano fuori dal finestrino e fatto le onde – come mi piace sempre fare – ed ho socchiuso gli occhi lottando contro il jet-lag che voleva farmi addormentare.

Il bello del tornare
Il bello del tornare

Lungo l’autostrada ho notato come il paesaggio fosse improvvisamente esploso di un verde acceso, bellissimo, brillante. Non lo ricordavo così quando sono partita, o forse semplicemente non ci avevo fatto attenzione.

I campi che per tutto un inverno erano stati grigi, ocra e marroncini scuro erano ora ricoperti di un sottile strato verde: le prime piantine di grano e mais che spuntavano. E poi gli alberi che oramai avevano chiome gonfie e morbide…

Il bello del tornare
Il bello del tornare

Mi sono riempita gli occhi di quel verde che si estendeva all’infinito nell’immensa pianura “recintata” da un lato dalle Alpi e dalle Prealpi, quelle montagne dove mi piace trovare rifugio quando la piattezza del paesaggio mi va letteralmente in nausea, e che dall’altro lato si perde nel mare, in spiagge sabbiose e sconfinate, che da qui non si vedono, ma so bene che ci sono. E ancora una volta mi sono ripetuta che qui con mezzoretta d’auto ti trovi davanti paesaggi completamente diversi… E sono fortune.

Quando finalmente ho aperto la porta di casa  ho salutato il mio piccolo nido che aveva l’odore di chiuso, i gatti di polvere sotto il letto (non sono mai stata così contenta di vederli), il MIO bagno…

Dopo un sonno lungo come non mai nel mio fantastico letto eccomi pronta per uscire nel caldo sole di un 25 aprile (che per gli Italiani è l’Anniversario della Liberazione, ma per noi Veneti è molto di più, è San Marco!) per trascorrere una giornata total relax con gli amici a mangiare carne ai ferri sotto gli alberi del giardino, il sambuco in fiore e fare una passeggiata lungo l’argine.

San Marco 2014
San Marco 2014
Il bello del tornare
Il bello del tornare

E’ anche per questo che mi piace viaggiare: per il piacere di ritornare, per quello che mi porto sempre di nuovo a casa dopo un viaggio e che mi dà gli strumenti per guardare con dolcezza a casa. Almeno fin che dura, perché quando l’effetto svanisce allora significa che è ora di ripartire.

Non ci si rende conto quanto sia bello viaggiare, finché non si torna a casa e si posa la testa sul vecchio, caro, cuscino. (Lin Yutang)

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2 Comments

  • Bellissimo questo tuo post Vale. Mi ci ritrovo molto perché è proprio ciò che penso ogni volta che torno a casa, in Calabria.
    Mai come ora capisco ciò che ho lasciato laggiù e quanto mi possa sentire bene e “a casa” quando torno, anche solo per un weekend.
    Un post scritto con il cuore… e si vede!

    • Grazie Farah, casa è sempre casa secondo me, e per chi come te ci vive lontano questa sensazione non può che essere accentuata… Anche io lo sentivo “di più” quando vivevo a Milano, anche solo un weekend ed era una boccata d’aria fresca 🙂

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