Imbattersi per caso nella Vogalonga

Vogalonga

“La Vogalonga è un atto d’amore per Venezia e l’acqua che la circonda, per la sua laguna e le sue isole, per la voga e le sue barche e mantiene nel tempo il fine per cui è nata: diffondere la conoscenza e il consapevole rispetto della natura e della cultura della nostra città .”

E’ così che trovo scritto nel sito ufficiale della Vogalonga, l’evento che anno dopo anno si svolge nella laguna di Venezia e che la affolla di imbarcazioni a remi e di vogatori da tutto il mondo.

Nella Vogalonga mi ci sono trovata immersa per caso domenica scorsa: stavo andando a Burano per una gita in giornata, sapevo che c’era quest’evento ma pensavo fosse circoscritto ai canali di Venezia città, e invece no.

E’ un percorso lungo 30 km che tocca i punti più significativi della laguna: non solo il Canal Grande e San Marco ma anche isole come Murano e Burano.

Io sono partita con il vaporetto da Cavallino Treporti che in mezzoretta ti porta a Burano (se arrivate dal Veneto Orientale o dal Friuli da qui si raggiungono le isole della laguna con maggiore facilità e minor tempo), e mentre approdavamo a Burano le urla dei vogatori hanno attirato la mia attenzione.

Mi sono sporta dal finestrino e ho visto tante barche a remi, di varie dimensioni e colori, con a bordo i vogatori con il remo in mano, ogni barca ne poteva contenere da 2 a molti di più. Alcune avevano a prua anche un suonatore di tamburo che dava il ritmo all’intera squadra. Ma poi c’erano anche cannottieri, singoli ed in coppia, a vogare nelle loro canoe.

Vogalonga Venezia Burano
I primi vogatori mentre mi avvicino a Burano

Scesa dal vaporetto ho proseguito verso Mazzorbo, e mano a mano che proseguivo in lontananza vedevo sempre più barche che mi inseguivano.

Da Mazzorbo lo spettacolo era ancora più bello perché lì il canale si restringe e le barche di conseguenza remavano più vicine le une alle altre. Alcune rallentavano e si avvicinavano alla banchina, proprio sotto di me, e si rifornivano al pit-stop galleggiante: un paio di barche che davano ai vogatori acqua – fondamentale sotto il caldo della giornata – e banane – che si sa con il potassio danno forza ai muscoli. Naturalmente da barca a barca si assisteva al lancio di bottigliette e banane e al passaggio delle stesse da vogatore a vogatore: da sorrisi e bocca aperta! 🙂

Vogalonga Vogalonga Vogalonga Vogalonga Vogalonga

Sono rimasta a bocca aperta anche nel vedere barche provenire non solo dall’Italia, nemmeno solo dall’Europa, ma anche da paesi extra europei: tanti veneziani naturalmente, tedeschi, ungheresi, polacchi, danesi… E con questi occhi ho anche visto un’imbarcazione di cinesi (che chissà come ci saranno arrivati fino a qui portandosi la barca appresso)!

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Comunque al contrario di quanto si potrebbe pensare la Vogalonga non è un evento “storico” come lo sono altre feste veneziane come il Redentore o la festa della sensa, è relativamente recente: la prima edizione risale al 1975 per idea di alcuni veneziani che volevano ridare prestigio e visibilità all’antica pratica della voga, e poi per dare un segno concreto contro il degrado ed il moto ondoso che ancora oggi colpisce negativamente Venezia.

Ed ora che so tutte queste cose e che so quanto bello sia questo evento magari il prossimo anno mi organizzo e a vederlo direttamente a Venezia dal Canal Grande o da San Marco, cosa che consiglio anche a voi! 🙂

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