Cosa visitare a Venzone e Gemona, borghi rinati dopo il terremoto in Friuli

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In Friuli Venezia Giulia la natura è una componente importantissima del paesaggio: a parte alcune zone industriali e alcune città come Trieste e Udine la maggior parte dei centri abitati è fatto di piccoli paesini immersi nel verde e marrone della campagna, delle colline, della montagna.

Ci sono state delle occasioni in cui la natura in Friuli Venezia Giulia ha fatto la voce grossa e si è fatta sentire forte: il disastro del Vajont nel 1963, l’alluvione del 1966 e il terremoto del 1976.

In particolare il terremoto del ’76 ha portato tanta paura, morti e distruzione in questa regione che l’Italia non sapeva nemmeno di avere, nascosta com’era a nord est a cavallo di un confine ancora giovane.

Il terremoto del ’76 oltre a mostrare sugli schermi televisivi una popolazione ed un territorio martoriati, ha fatto conoscere il Friuli come una terra di gente che, anche nei momenti più difficili, non si lamenta, ma sa tirarsi su le maniche e ricostruire pezzo per pezzo ciò che è andato distrutto.

Con Adristorical Blog Tour abbiamo visitato due dei centri colpiti dal terremoto del ’76, Gemona e Venzone.

A modo loro questi due paesi non erano nuovi per me: a Venzone ci ero stata durante la festa della zucca – storica festa che dall’anno scorso non si svolge più, ma spero che torni in programmazione! – e Gemona che ho sempre osservato solo da lontano con curiosità percorrendo l’autostrada che da Udine porta a Tarvisio.

Prima tappa Gemona: iniziamo a salire le stradine che conducono al centro storico. Di sfuggita scorgo i colori sgargianti dei graffiti che tutti gli anni vengono dipinti dagli street artists durante il festival “Elementi sotterranei”.

Il centro di Gemona si visita in breve tempo passeggiando lungo la via centrale costeggiata da palazzi con tanti negozietti carini di artigianato e prodotti fatti a mano (ho trovato anche le tradizionali scarpetz.

Gemona Gemona Gemona

I palazzi sono stati ricostruiti quasi interamente dopo il terremoto del Friuli. Uno dei pochi edifici che si sono “salvati” almeno in parte e che è poi stato ricostruito fedelmente è il Duomo, che però contiene al suo interno ancora il ricordo del sisma nelle colonne delle navate, che sono ancora inclinate.
Ricostruito per intero invece il vicino campanile, che all’epoca crollò come un castello di carte.

Duomo di Gemona Duomo di Gemona Duomo di Gemona

Il vecchio centro storico di Gemona è andato perduto con la scossa, quello che vediamo oggi in città è stato quasi tutto ricostruito ex novo.

Diverso il discorso per Venzone che all’epoca era già monumento nazionale (e che ora sta avviando le richieste per diventare patrimonio UNESCO).

Quel riconoscimento ottenuto nel 1965 aveva fatto sì che nel municipio fossero conservati i documenti relativi a palazzi e costruzioni del centro storico. Per questo quando dopo il terremoto questo antico borgo medievale si trasformò in un cumulo di macerie si decise di investire per ricostruirlo così com’era in origine basandosi sulle carte e i documenti che si erano conservati.

Allora le pietre sono state numerate ad una ad una, spostate in grandi aree aperte e da lì è iniziato il lungo lavoro di ricostruzione durato ben 20 anni: un periodo lungo ma che secondo me è valso lo sforzo e l’attesa visto che Venzone è oggi un piccolo gioiellino con le sue mura di protezione, il fossato, i palazzi ordinati, la grande chiesa…

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Proprio davanti alla loggia municipale c’è una piccola via che porta ad un palazzo con corte interna: vale la pena entrare e visitare Tiere Motus, una mostra permanente che racconta la storia del terremoto in Friuli e della sua gente.

E’ un’esposizione molto toccante ed emozionante con foto e documenti che testimoniano i momenti dopo la scossa, oltre che informazioni e dati sulla gestione degli aiuti finanziari che sono arrivati in regione dopo il sisma. Sono poche stanze ma intense.

Tiere motus Tiere motus Tiere motus Tiere motus Tiere motus

Alla fine si accede all’Orcolatl’Orcolat nella cultura popolare locale è sempre stato l’orco o mostro cattivo che si associava al terremoto – una sala dove viene effettuata una simulazione del terremoto: non preoccupatevi,la simulazione non avviene tramite pedane vibranti o metodi troppo invasivi, ma attraverso un sistema di onde sonore e ricostruzioni video 3D che riproducono la distruzione della chiesa di Venzone durante il terremoto.

E’ sicuramente un luogo che fa riflettere e che vi lascerà dentro una grande tristezza. Ma che merita perché un evento che ha lasciato il segno non venga dimenticato dalle nuove generazioni.

Altre cose carine che si possono fare a Venzone sono:

– Visitare la Mostra Permanente Foreste Uomo Economia del Friuli Venezia Giulia che contiene informazioni interessanti sulle foreste del Friuli Venezia Giulia e ricostruzioni di ambienti con gli animali che li abitano. L’accesso alla mostra si trova proprio davanti a quello dell’esposizione Tiere Motus.

– Visitare le mummie di Venzone: cinque delle oltre 40 ritrovate sul territorio cittadino sono conservate nella Cripta della ex-Cappella di San Michele situata proprio di fronte al Duomo

– Se volete mangiare bene e tipico pranzare o cenare al Caffé Vecchio, ristorante che si trova proprio in centro al paese, di fronte alla loggia del Municipio, e dove abbiamo mangiato benissimo (quindi non posso che consigliarvelo).

Cucina friulana Cucina friulana Cucina friulana

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